uva frutta di stagione settembre

Uva, pere e susine: ecco la frutta di stagione di settembre

Frutta e Verdura di Stagione, In Evidenza, Vita Green

Fichi d’india, uva, pere e susine sono frutti che anticipano il cambio di stagione, sono più zuccherini di quelli estivi, ma ugualmente gustosi, dissetanti e molto energizzanti. Mangiando frutta di stagione ci sentiremo pronti per ripartire, al lavoro e nella vita quotidiana, ritemprando il corpo dopo le lunghe vacanze estive.

Se avete un orto o un giardino o se acquistate la frutta dal contadino, consumatela con tutta la buccia (tranne che i fichi d’india!) che contiene sostanze e fibre insostituibili.

Questi frutti, insieme a banane, fichi, mele, mirtilli, meloni e pesche si possono consumare così come sono, in gustosi centrifugati o in sfiziose ricette che ne esaltano il gusto, per accostamenti classici o insoliti.

FICHI D’INDIA

fichi d'india frutta di stagione settembre

Proprietà del frutto

Frutto di una pianta grassa, il fico d’india è originario del Messico, importato nel bacino del Mediterraneo dopo la scoperta dell’America, poiché cresce in condizioni climatiche simili a quelle desertiche, con molto sole e anche con poca terra.
La raccolta del frutto può essere un deterrente, poiché la buccia esterna è ricoperta di spine corte e molto sottili raccolte a ciuffi, chiamate glochidi, che facilmente si conficcano nella pelle.
È indispensabile indossare dei guanti per raccoglierli; il consiglio è immergerli in acqua fredda prima di sbucciarli per cercare di neutralizzare le spine e poi utilizzare una pinza per insalata o coltello e forchetta per maneggiarli, come mostrato nel video qui sotto.

Come sbucciare i fichi d’India

Il frutto è una grossa bacca che contiene molti semi immersi nella polpa succosa. Non sono particolarmente calorici: 100 grammi contengono 53 calorie, l’85% è composto d’acqua, e potassio, calcio e fosforo insieme alla vitamina C sono presenti in buone quantità.

Varietà

Di forma generalmente oblunga più o meno tondeggiante, i fichi d’india hanno la buccia di un colore che differisce a seconda delle varietà, comunemente chiamate “muscaredda” dalle tinte tenui quasi biancastre; “sulfurea” di colore giallo che può raggiungere una colorazione arancione nei frutti più maturi; “sanguigna” di colore rossastro sia nella buccia che nella polpa. Solitamente si tratta di frutti spontanei che crescono nelle regioni del Sud Italia, in particolare Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata. Possono essere anche coltivati, in vaso o nei giardini.

Conservazione

Raccolti o acquistati maturi, i fichi d’india possono aspettare un paio di giorni prima di essere sbucciati. Una volta ripuliti della parte esterna possono essere conservati in frigorifero per tre-quattro giorni prima che inizino a inacidirsi. La scelta migliore resta sempre sbucciarli e consumarli appena raccolti.

Ricette o curiosità in cucina

Il modo più comune di mangiare i fichi d’india è consumarli così come sono, freschi e maturi. Tuttavia le ricette a base di questo frutto sono principalmente marmellate e liquori, piuttosto semplici da preparare per gustare una delizia a colazione o a fine pasto.

Per la marmellata basta avere una discreta quantità di fichi d’india (ad esempio un chilo) da sbucciare e tagliare a pezzetti, e farli cuocere fino a ebollizione in una pentola su fuoco vivo. Una volta addensata, la polpa va filtrata per eliminare i semi per poi aggiungere lo zucchero (la metà del peso iniziale della frutta, in questo caso, mezzo chilo) e il succo di un limone e lasciar cuocere fino ad ottenere una consistenza ottimale. Versare il composto ancora caldo in barattoli di vetro da chiudere ermeticamente per consentire una lunga conservazione.

Usi alternativi

I fichi d’india maturi e in piccole quantità hanno un leggero effetto lassativo, tuttavia, se mangiati acerbi o in grandi quantità possono accludere l’intestino e provocare stipsi: i semi infatti che contengono lignina – oltre ad essere sconsigliati per chi soffre di colite o patologie intestinali – possono provocare stitichezza. Sono d’aiuto invece per chi soffre di calcoli renali poiché facilitano la diuresi, per l’eliminazione delle tossine e per tenere sotto controllo il colesterolo.
I fichi d’india vengono impiegati in cosmesi per realizzare creme antiossidanti per il viso e il corpo e anche rassodanti e tonificanti, dal forte effetto anti-invecchiamento. I prodotti specifici per i capelli, invece, combattono l’effetto crespo e secco.

UVA

uva frutta stagione di settembre

Proprietà del frutto

Nelle giornate di fine estate, un frutto capace di rinfrescarci e dissetarci è sicuramente l’uva, concentrato di vitamine molto apprezzato anche dai bambini poiché non richiede di essere sbucciato, e da coloro che amano fare sport poiché, come molta della frutta estiva, non contiene grassi ma ha un buon apporto calorico, pari a 70 calorie ogni 100 grammi. Uno spuntino di uva è quindi consigliato nelle due ore prima dell’attività fisica per restare leggeri ma con il giusto apporto energetico per affrontare la sessione sportiva. Proprio perché particolarmente zuccherina, è sconsigliata per chi deve contenere l’indice glicemico entro certi limiti. È inoltre ricca di potassio, fosforo, manganese, ferro e rame. Buona parte dei componenti salutari sono contenuti anche nella buccia, in particolare il resveratrolo, che agisce da antiossidante.
L’uva aiuta a riequilibrare reni, fegato e intestino, favorendo la digestione, grazie anche all’elevata percentuale di acqua pari a circa l’80%.

Varietà

Sono numerose le varietà coltivate di uva da tavola disponibili in commercio. Le prime differenze sono percepibili dal colore della buccia, distinguendosi tra uve bianche e uve nere. La prima è più diffusa, ha una polpa dolce e succosa, la buccia molto sottile. L’uva nera presenta un gusto più deciso, gli acini dalla forma allungata o arrotondata, generalmente più grossi, e la polpa meno consistente. Esistono anche varietà di uva rossa, ugualmente gustosa e dalla polpa croccante, così come varietà senza semi. Non esistono differenze a livello nutrizionale, ma solo di gusto.

Conservazione

La buona resistenza dell’uva consente di poterla conservare in frigorifero, o in un ambiente non troppo caldo, per circa una settimana. Non va chiusa ermeticamente ma in un contenitore forato; se l’avete acquistata in un sacchetto di plastica, apritelo e lasciatela respirare. L’uva tende ad assorbire gli odori, è importante quindi tenerla lontana da cibi che possano “inquinarla”. Al momento dell’acquisto prediligete i grappoli con gli acini più saldi al gambo, che presentano la buccia soda e ben tesa, di colore uniforme, evitando quelli raggrinziti o ammuffiti.

Ricette o curiosità in cucina

Chi di voi ha mai assaggiato il pollo all’uva e rosmarino? O l’insalata con uva, prosciutto e formaggio di capra? Potrebbero sembrare accostamenti bizzarri, ma il gusto un po’ acidulo e al tempo stesso molto fresco di questo frutto consente di dare il giusto tocco di classe a ricette estive, agrodolci ma anche del primo autunno, quando fanno capolino i nuovi sapori di stagione.
Macedonie, dolci, succhi e liquori sono le pietanze per eccellenza dell’uva, che esaltano un fine pasto o rinfrescano la bocca con un digestivo.

Usi alternativi

Oltre ad avere effetti lassativi, l’uva ha una buona azione curativa nei confronti della pressione alta sia per la presenza di potassio sia per le proprietà diuretiche. Consigliata anche in gravidanza, va evitato di assumerla a cena poiché potrebbe stimolare l’iperattività notturna del feto. Aiuta inoltre a contrastare gli inestetismi cutanei, allevia i disturbi del sistema venoso poiché rafforza vene e capillari, facilita la cicatrizzazione; è utile nella prevenzione di ulcere, ipertensione e diabete.
In cosmesi è impiegata per contrastare la perdita dei capelli, l’invecchiamento della pelle e per riequilibrare le pelli grasse.

PERE

pere frutta di stagione di settembre

Proprietà del frutto

Facilmente digeribili, combattono l’osteoporosi e riducono il colesterolo: sono le pere, dal sapore dolce e ricche di fruttosio. Il contenuto di calorie è comunque contenuto, con un buon apporto di vitamine, sali minerali e fibre. Se possibile, il consiglio è di mangiare le pere con tutta la buccia poiché in essa sono contenute fibre, in particolare la pectina, che facilita la digestione ed è quella che ha effetti benefici contro il colesterolo.

Varietà

Sono tantissime le varietà di pere disponibili in commercio, tanto che a seconda di quale scegliate vi sembrerà di mangiare frutti diversi. Ci sono pere succose e morbide, pere grandi e dalla polpa dura, pere piccole e dolcissime.
Già dal colore della buccia si avvertono le differenze, variando dal giallo al marrone, dal verde al rossastro. La superficie stessa della buccia può essere liscia e lucida oppure gradatamente ruvida e quasi squamosa. Infine la forma e le dimensioni sono caratteristiche principali delle singole varietà. Vediamone alcune:

  • la pera abate è molto comune, ha la buccia ruvida, di colore marrone tenue dalla forma allungata e dalla polpa piuttosto compatta;
  • la pera williams è di solito grande, con una buccia giallastra e striature tendenti al rosso;
  • la pera decana, piuttosto tondeggiante e di colore aragosta;
  • la pera coscia ha invece la polpa più soffice, di dimensioni più piccole e di colore giallino;
  • un po’ meno comune, la pera kaiser facilmente riconoscibile per il colore molto scuro, fragrante e dal sapore dolce.

Conservazione

Le pere sono un frutto con un ottima resistenza: anticamente i contadini le conservavano per intere settimane e per cibarsi durante i lunghi inverni in montagna. Come tutta la frutta però conviene sempre consumarla fresca per trarne il massimo profitto dai componenti nutritivi. La soluzione migliore è conservarle in sacchetti di carta che assorbono l’umidità, assicurando la freschezza e l’integrità della frutta. Se preferite una conservazione più lunga potete riporle in frigorifero altrimenti possono resistere a temperatura ambiente anche un paio di settimane, a meno che non siano già abbastanza mature al momento dell’acquisto.

Ricette o curiosità in cucina

Che le pere e il formaggio siano un ottimo accostamento lo sanno tutti, e che la formula pere e cioccolato sia vincente è risaputo anche per i profani in cucina. Tuttavia le pere sono indicate in cucina in quelle ricette in cui è necessario ammorbidire i sapori troppo decisi o piccanti, sono perfette nelle insalate fantasia per aggiungere sapori freschi e croccanti al palato, e naturalmente nei dessert, nelle macedonie, sciroppate o per insaporire grappa, bevande e liquori digestivi.
Qui una ricetta saporita e originale: risotto pere, noci e gorgonzola.

Usi alternativi

Se state studiando o se il vostro lavoro richiede molta concentrazione, le pere si rivelano un ottimo spuntino poiché contengono una sostanza, il boro, che migliora i riflessi e la capacità di immagazzinare dati, ricordi e informazioni. Contrastano, inoltre, le disfunzioni cardiache e la formazione delle rughe. Sono altamente energizzanti e la presenza di potassio facilita l’assimilazione del calcio.

SUSINE

susine frutta di stagione settembre

Proprietà del frutto

Le susine sono conosciute e consigliate soprattutto per una qualità: la funzione lassativa.
L’alta percentuale di acqua e di fibre – solubili e insolubili –, infatti, esercita un’efficace azione lassativa utile a chi soffre di stipsi e per ritrovare la regolarità intestinale: l’ideale è consumarle la mattina a stomaco vuoto prima di fare colazione. Ma sono anche ricche di sali minerali e perciò indicate nei casi di anemia e astenia, hanno un apporto energetico modesto, contenendo circa 35 calorie ogni 100 grammi di prodotto fresco, ricordando che più un frutto è maturo e più sarà ricco di zuccheri e quindi di calorie. Inoltre, il potassio svolge una funzione di regolazione della pressione sanguigna e previene i crampi muscolari; il calcio e il fosforo mantengono forti e sani i denti e le ossa. La buccia è ricca invece di vitamina K, importante per la coagulazione del sangue.

Varietà

A seconda della varietà, la polpa delle susine cambia sapore e consistenza. Tra le varietà più diffuse c’è l’agostana, di colore rosso e frutti piccoli con polpa gialla; l’Anna Spath con polpa rosso porpora che può arrivare al blu violetto; la Florentia molto dolce e succosa; la Regina Claudia con piccoli frutti tondeggianti di colore verde; la Santa Rosa con la polpa leggermente rosata; la Shiro (detta anche Goccia d’Oro dal colore dei frutti); la Stanley con frutti viola scuro che maturano da agosto a settembre e che sono deliziosi anche essiccati.
In Italia la produzione è concentrata soprattutto in Emilia-Romagna e Campania.

Conservazione

Nella scelta delle susine privilegiate quelle non troppo acerbe in quanto, una volta colte dalla pianta, faticano a maturare. Dopo aver raggiunto la maturazione a temperatura ambiente, si possono riporre in un sacchetto di carta in frigorifero, conservandosi per circa una settimana. Acquistate susine senza imperfezioni, uniformemente colorate e prive di ammaccature e punti molli. Ricordate che si possono mangiare senza buccia ma anche con, dopo averle ovviamente ben lavate.

Ricette o curiosità in cucina

Le susine si possono consumare fresche, da sole o abbinate ad altra frutta nella preparazione di macedonie e frullati, soprattutto in estate, oppure a colazione o per uno spuntino durante la giornata. Se conservate, la scelta spazia tra quelle secche o disidratate, sciroppate, candite oppure sotto spirito. Sono anche un ottimo ingrediente di marmellate e confetture. Per preparare la marmellata di susine selvatiche, seguite la video ricetta:

Usi alternativi

La vitamina A contenuta nelle susine aiuta a proteggere la pelle e gli organi dall’azione di invecchiamento esercitata dai radicali liberi, ha benefici effetti su unghie e capelli – sui quali si possono applicare composti a base di tale frutto – e ripara i danni di una prolungata esposizione al sole, critica nei mesi estivi, in maniera analoga ad albicocche, carote e melone.
Il consumo di susine, fresche o secche, ostacola l’osteoporosi reintegrando, soprattutto negli anziani, la perdita di minerali regolando il bilancio idrosalino dell’organismo.
Ricche di polifenoli, le susine sono indicate per la preparazione di una maschera di bellezza per la cura della pelle del viso: bastano due susine, un cucchiaino di miele e della farina di avena. Tritate le susine e in una ciotola, mischiatele con il miele e la farina di avena fino a ottenere un composto spalmabile. Applicate la maschera sul viso per dieci minuti poi risciacquate con acqua tiepida.

 

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