Acidificazione degli oceani rischio squali

L’acidificazione degli oceani minaccia gli squali

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L’acidificazione degli oceani mette a rischio pelle, dentatura e olfatto degli squali

23 Dicembre – L’acidificazione degli oceani – derivante dal costante cambiamento climatico – modifica la conformazione della pelle degli squali mettendone in pericolo alcune varietà. Questa la scoperta di un team di ricercatori sudafricani e tedeschi, riportata da Scientific Reports nello studio “Acid-base adjustments and first evidence of denticle corrosion caused by ocean acidification conditions in a demersal shark species”. La ricerca si colloca all’interno del più ampio progetto tedesco BIOACID, “Biologische Auswirkungen von Ozeanversauerung”.

La pelle degli squali è una struttura sofisticata, molto simile ad una corazza: si è modificata ed evoluta per migliaia di anni ed è una delle principali caratteristiche incidenti sulla capacità di nuotare di questi animali. Questo tessuto è formato da denticoli dermici e scaglie placoidi, entrambi costituiti da un composto contenente calcio. Lo studio di Scientific Reports dimostra che questi denticoli vengono continuamente danneggiati dal cambiamento climatico e dall’acidificazione delle acque.

Come accade? Il livello di CO2 nell’atmosfera continua ad aumentare, crescendo di conseguenza anche nelle acque degli oceani. L’anidride carbonica disciolta in acqua crea acido carbonico, principale responsabile dell’aumento degli acidi in acqua. L’acidità è dannosa per tutte le strutture contenenti calcio quali coralli e conchiglie. Dal momento in cui la pelle degli squali contiene denticoli di calcio, l’acidificazione comporta un danno anche per questi animali. Infatti, il team di specialisti ha analizzato gli squali timidi variegati dell’acquario DAFF Research di Cape Town, presenti in natura proprio sulla costa Sud-Occidentale dell’Atlantico in prossimità di Cape Town.

Questi esemplari sono stati esposti all’acqua acida per diverse settimane: il risultato è stato sconvolgente. Ben il 25% dei denticoli presenti sulla loro pelle è stato gravemente danneggiato, rispetto ad un mediocre 10% di un gruppo di squali lasciato in acque normali.

Gli scienziati affermano che questo danno è talmente influente da poter causare danni molto gravi riguardo alla velocità di nuoto degli squali. Inoltre, non solo la pelle potrà subire cambiamenti pericolosi: anche la dentatura è formata da composti di calcio. Questo implicherebbe una modifica forzata della dieta di questi animali, con conseguente cambiamento – sul lungo periodo – dell’ecosistema marino.

La ricerca di Scientific Reports non è la prima ad occuparsi del tema acidificazione degli oceani e conseguenti cambiamenti sulle specie viventi acquatiche. Infatti, non più tardi di qualche mese fa, anche la rivista Global Change Biology si è interessata al tema dimostrando che anche l’olfatto degli squali subisce gravi danni derivanti dalla presenza eccessiva di CO2 in acqua.

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