Albatro: caratteristiche e curiosità dell'uccello di mare

Albatro: tutte le curiosità sul grande uccello dei mari

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Albatro: tutto ciò che devi sapere sull’uccello reso famoso da Baudelaire

L’albatro è uno dei più grandi uccelli marini e fa parte della famiglia dei Diomedeidi: reso famoso da Baudelaire nella poesia “L’albatros”, è un grande solitario ed è noto per le sue enormi ali. L’immagine più comune di questo animale è senza dubbio quella in volo: infatti, questo uccello non ama la vita a terra e in mezzo alla folla, preferisce vivere in volo in zone molto ventose, preferibilmente tra isole nascoste disperse in mezzo agli oceani.

La caratteristica distintiva degli albatri è certamente la dimensione: infatti, un albatro può essere lungo fino a 1,20 m e può pesare fino a 12 kg. L’apertura alare di questi uccelli è notevole: l’ampiezza media è di circa 2 metri, con alcuni esemplari che possono raggiungere anche i 3,40 metri (come l’albatro urlatore, ovvero l’uccello con l’apertura alare più ampia al mondo). Le ali sono molto robuste e presentano estremità curve e affusolate, indispensabili per favorire il volo dell’albatro.

Elegante e imponente, questo uccello ha un manto di colore bianco che crea un contrasto curioso con il nero della coda e delle grandi ali. La testa è molto grande, mentre il becco è robusto e ha la forma simile a quella di un uncino, necessaria per facilitare l’attività di pesca. Molte volte, proprio a causa del suo aspetto fisico, l’Albatro viene confuso con il gabbiano: scopriremo che i due uccelli, pur essendo simili, hanno stili di vita completamente diversi.

Quanto vive un albatro? Un’altra caratteristica che contraddistingue questo animale è la longevità. Infatti, di norma questo uccello può vivere tra i 30 e i 40 anni, ma esistono delle eccezioni: alcuni arrivano solo ai 20 anni, mentre altri possono raggiungere anche il mezzo secolo.

Scopriamo insieme qualche curiosità in più sul grande solitario degli oceani.

Uccello dei mari

 

Quante specie di albatro esistono? 

Non esiste un’unica specie di Albatro: ne sono state riconosciute 21, suddivise in 4 sottogeneri. Molte di queste sono attualmente catalogate come specie vulnerabili. Infatti, a causa della presenza di scarti e plastica nei mari, decine di albatri muoiono ogni anno.

Scopriamo quali sono tutte le specie:

  • Genere Phoebastria
  1. Di Laysan – Phoebastria immutabilis
  2. Codacorta – Phoebastria albatrus
  3. Piedineri – Phoebastria nigripes
  4. Vermicolato – Phoebastria irrorata
  • Genere Diomedea
  1. Reale del Sud – Diomedea epomophora
  2. Reale del Nord – Diomedea sanfordi
  3. Urlatore – Diomedea exulans
  4. Di Amsterdam – Diomedea amsterdamensis
  5. Di Tristan – Diomedea dabbenena
  6. Degli Antipodi – Diomedea antipodensis
  • Genere Phoebetria
  1. Albatro mantochiaro – Phoebetria palpebrata
  2. Albatro fuligginoso – Phoebetria fusca
  • Genere Thalassarche
  1. Di Campbell – Thalassarche impavida
  2. Delle Chathman – Thalassarche eremita
  3. Cauto – Thalassarche cauta
  4. Sopraccigli neri – Thalassarche melanophrys
  5. Testagrigia – Thalassarche chrysostoma
  6. Beccogiallo dell’Atlantico – Thalassarche chlororhynchos
  7. Beccogiallo dell’Indiano – Thalassarche carteri
  8. Di Salvin – Thalassarche salvini
  9. Di Buller – Thalassarche bulleri

 

Dove vivono gli albatri?

In passato questi uccelli abitavano esclusivamente la zona dell’Atlantico settentrionale, ma, con il passare del tempo, hanno preferito spostarsi sopra le acque del Pacifico settentrionale e degli oceani meridionali. Infatti, nella zona settentrionale dell’Atlantico sono presenti solo sotto forma di fossili.

Essendo un grande solitario, l’albatro ama vivere in luoghi dispersi e appartati, come le grandi isole in mezzo all’Oceano. Passa gran parte delle proprie giornate in volo, lontano dalla costa, utilizzando le isole esclusivamente come base per riposare. Predilige volare in zone molto ventose poiché le correnti d’aria lo facilitano notevolmente nel volo.

Una curiosità: gli albatri sono abili volatori, ma sono piuttosto impacciati nel camminare. Infatti, a causa delle gambe corte e delle membrane tra le dita, non sono per niente portati per la camminata su terraferma.

 

Albatro: di cosa si nutre?

Essendo un uccello tipicamente marino, è proprio dal mare che l’albatro trae la propria alimentazione. Infatti, fiuta la presenza di cibo grazie ad un olfatto particolarmente sviluppato. Inoltre, grazie al becco robusto e a forma di uncino è facilitato nell’attività di pesca (che svolge per lo più nelle ore diurne). La sua dieta è composta principalmente da pesci, crostacei e calamari, con l’aggiunta di piccoli granchi. Ama particolarmente i cibi grassi e oleosi, quali seppie e krill.

L’alimentazione di questo uccello dipende molto dalla tipologia di specie: infatti, per esempio, l’albatro piedineri ama nutrirsi di pesci e seppie, mentre l’albatro di Laysan predilige pescare esclusivamente calamari.

Albatro nutrimento

Una curiosità: l’albatro è spesso associato all’immagine del marinaio e questa associazione è legata proprio all’alimentazione. Infatti, gli albatri vanno spesso alla ricerca di cibo e scarti sulle navi specializzate in produzione e lavorazione di prodotti derivanti dall’attività di pesca.

Purtroppo, la modalità di pesca di questo uccello lo porta a ingerire una grande quantità di plastica presente negli Oceani, con conseguenze spesso fatali.

 

Accoppiamento e riproduzione dell’uccello dei mari

Gli albatri raggiungono la maturità sessuale intorno ai 3-4 anni di età, ma si accoppiano non prima del settimo anno. La vita sentimentale dell’albatro è improntata sulla monogamia: è la femmina a scegliere con cura e attenzione il compagno con il quale trascorrerà il resto della propria vita. Infatti, è proprio la femmina a corteggiare il maschio: il rituale di corteggiamento è molto particolare e affascinante. Si compone si danze e ripetuti strofinamenti a seguito dei quali avviene il vero e proprio accoppiamento.

Accoppiamento uccello dei mari

È il maschio a occuparsi della costruzione del nido che avviene sempre sulla terraferma (generalmente sulla propria isola natia) con elementi vegetali e terriccio. Il nido deve essere largo circa un metro alla base e 50 centimetri nella parte elevata poiché è qui che la femmina deporrà l’uovo. Infatti, la femmina depone un unico uovo di colore bianco e con qualche puntino nero, che peserà intorno ai 500 grammi e sarà lungo circa 18 cm.

L’uovo ha un periodo di incubazione di circa tre mesi: durante questo periodo la coppia di genitori si alterna nell’attività di cova e di ricerca di cibo. Trascorso il periodo di incubazione, il piccolo albatro nasce, ma diventerà indipendente solo nove mesi dopo, ovvero quando sarà pronto a volare e a procurarsi il cibo da solo.

Albatri uccelli

Quando il piccolo albatro diventa indipendente, i genitori possono riprendere la propria vita normale. Possono dedicarsi ad un nuovo accoppiamento che dovrà avvenire a distanza di almeno due anni dal primo.

 

Curiosità sulla tecnica di volo dell’albatro

Come fa l’albatro a trascorrere gran parte della propria vita in volo senza stancarsi? Questa è certamente una delle domande più comuni quando si parla di questo grande uccello marino. Infatti, l’albatro torna a terra quasi esclusivamente per riposarsi e accoppiarsi, mentre anche l’attività di caccia viene svolta in volo. In realtà, gli albatri riescono a rimanere in volo senza il minimo sforzo per molte ore grazie ad una particolare tecnica: il volo veleggiato dinamico.

Questa tecnica è stata oggetto di numerosi studi da parte degli scienziati: infatti, un gruppo di ricercatori della Technische Universitat di Monaco di Baviera, nel 2012, ha deciso di osservare un gruppo di albatri urlatori per più di 30 giorni per approfondire gli studi riguardo al volo. Lo studio è stato di seguito pubblicato sulla rivista scientifica PLoS ONE.

I ricercatori hanno analizzato la tecnica di volo, individuando il motore del decollo proprio nei venti marini. Infatti, il volo dell’albatro è caratterizzato da una specifica manovra in quattro fasi che permette di rimanere in volo sfruttando la forza delle correnti senza compiere particolari sforzi.

Volo uccello marino

Dapprima l’albatro prende quota, poi, una volta terminato il decollo, va in virata e scende controvento per poi terminare con un’altra virata e tornare a volare verso l’alto. Per le leggi della fisica, il segreto del volo è legato alla prima virata: infatti, l’attività di inerzia dell’albatro varia in base alla velocità del vento. Poiché le correnti d’aria ad alta quota sono molto più intense di quelle a bassa quota, quando l’albatro vira verso il basso compensa tutta la mancanza di velocità che rileva quando vira verso l’alto.

In questo modo l’albatro riesce a sfruttare a pieno l’energia delle correnti d’aria, riuscendo a volare sopra gli oceani per centinaia di chilometri senza mai battere le ali. Infatti, l’albatro può rimanere con le ali distese (senza compiere sforzi muscolari) anche grazie ad un fascio di tendini che si trova all’altezza della scapola. Si tratta di un adattamento fisiologico che presentano numerosi grandi volatori.

 

Albatro e gabbiano: quali sono le differenze?

Come abbiamo già affermato, a causa di alcune similitudini a livello fisico, molte volte l’albatro viene confuso con il gabbiano. Ma quali sono le reali differenze tra questi due uccelli di mare? Scopriamolo insieme:

  • Le dimensioni dell’albatro sono molto più grandi rispetto a quelle di un gabbiano;
  • Il gabbiano vive sui territori costieri, mentre l’albatro preferisce zone isolate, come isole in mezzo all’oceano. Infatti, se il gabbiano trascorre gran parte del proprio tempo sulla costa, l’albatro sta sulla terraferma solo per l’accoppiamento;
  • L’albatro si nutre esclusivamente di pesce, è carnivoro. Il gabbiano invece mangia anche altre tipologie di cibo, è onnivoro;
  • Esistono 21 specie di albatri, mentre di gabbiani ben 55;
  • L’aspettativa di vita dell’albatro è maggiore rispetto a quella di un gabbiano (anche se il gabbiano è un animale piuttosto longevo).
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