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Aurora boreale: che cos’è e come si forma il fenomeno

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Aurora boreale: come e perché si verifica

L’aurora boreale è uno degli spettacoli più belli che Madre Natura offre all’uomo ma cos’è e come si forma il fenomeno naturale che nel tempo ha alimentato miti e leggende? Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere su questo straordinario gioco di forme, luci e suoni che appare nei cieli notturni dei paesi dell’estremo Nord.

L’aurora polare, nota come aurora boreale o aurora australe a seconda che si verifichi nell’emisfero nord o sud, è uno dei dieci fenomeni naturali più belli del mondo e affascina l’uomo dalla notte dei tempi con le sue bande dalle diverse forme, luminose e colorate, che sembrano danzare nel cielo.

L’aurora boreale, proprio come gli aloni attorno al sole e alla luna, l’arcobaleno e il miraggio, è un fenomeno ottico dell’atmosfera terreste la cui origine si trova sul Sole che dista 149 milioni di chilometri dalla Terra. Dal Sole partono le particelle energetiche che viaggiando nello spazio formano il vento solare capace di muoversi attraverso lo spazio planetario per raggiungere la Terra in circa 50 ore a una velocità compresa tra i 400 e gli 800 km/s.

Durante il viaggio, il vento solare trascina con sé una parte del campo magnetico solare e interagisce con il campo magnetico terrestre, noto con il nome di magnetosfera, lo scudo che protegge la Terra dall’impatto del plasma ovvero le particelle cariche di elettroni e ioni che compongono il vento solare.

Il plasma scivola lungo il bordo esterno della magnetosfera e passa oltre la Terra. Tuttavia, a causa di un processo chiamato riconnessione magnetica, le particelle del vento solare possono penetrare la magnetosfera e interagire con la ionosfera terrestre dando vita al fenomeno delle aurore.

In genere, le aurore si formano a un’altitudine pari a 100km sopra la superficie terrestre e sono visibili nelle regioni vicino ai poli poiché le zone artiche sono quelle in cui si registra una protezione magnetica minore.

L’aurora polare, quindi, è un fenomeno che si verifica in seguito all’interazione tra le particelle di origine solare con gli atomi neutri dell’alta atmosfera terrestre.

Scopriamo insieme quali sono le principali caratteristiche dell’aurora boreale, i luoghi e le condizioni atmosferiche ideali per poterla osservare da vicino.

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Aurora boreale: le principali caratteristiche del fenomeno ottico

La forma di un’aurora boreale è piuttosto varia con archi e nastri di luce che iniziano a 100 km sopra la superficie terrestre e si estendono verso l’alto per centinaia di chilometri. Le bande luminose di colore verde-rosso-azzurro sono chiamate archi aurorali.

Gli archi, sottili fino a 100 m, sono quasi immobili prima di iniziare a muoversi e incurvarsi. Trascorsa la mezzanotte, l’aurora può cambiare aspetto e assumere una forma a macchie dal colore giallo-verdognolo che lampeggiano ogni 10 secondi circa fino all’alba. A volte, i raggi possono avere anche una tonalità rossastra in cima e lungo il bordo inferiore.

Occasionalmente, quando la luce del sole colpisce i raggi nella parte superiore, l’aurora si colora di una delicata sfumatura blu mentre una volta ogni dieci anni è di un bel rosso intenso da cima a fondo.

I colori tipici di questo straordinario fenomeno naturale dipendono dai gas che sono presenti nell’atmosfera, dal loro stato elettrico e dall’energia delle particelle che li colpiscono. Se a regalare il colore verde all’aurora è l’ossigeno atomico, il responsabile del colore rosso e l’ossigeno molecolare. Infine, il blu è causato dall’azoto.

Le aurore possono essere visibili ad occhio nudo se sono prodotte dagli elettroni mentre per osservare quelle di protoni è necessario utilizzare degli specifici strumenti. Inoltre, durante l’osservazione non è raro udire dei suoni molto simili a dei sibili che secondo gli scienziati sono la conseguenza di perturbazioni del campo magnetico terrestre causate dall’aumento della ionizzazione dell’atmosfera.

A volte, l’aurora polare si vede anche in zone distanti dai poli, come la Scozia o alcune aree della penisola scandinava, ma è in Alaska, Islanda, Groenlandia, Norvegia, Svezia, Finlandia e nelle regioni settentrionali del Canada che lo straordinario fenomeno naturale si mostra al massimo del suo splendore.

Il periodo migliore per ammirare da vicino l’aurora boreale va dalla fine di settembre alla fine di marzo ma statisticamente i periodi in cui si registrano più aurore sono quelli dei due equinozi.

Le condizioni meteo necessarie per vedere l’aurora boreale prevedono cielo terso e buio con totale assenza di inquinamento luminoso e la fascia oraria migliore è quella che va dalle 18:00 alle 04.00 del mattino.

È importante ricordare che anche se si sceglie il luogo e il momento giusto non si può mai avere la certezza di riuscire a compiere l’impresa perché le aurore sono fenomeni totalmente imprevedibili e per ammirarle da vicino serve una buona dose di fortuna e pazienza.

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