Bollo e superbollo: chi sarà esente nel 2024? Ecco tutte le possibili novità

Bollo e superbollo: chi sarà esente nel 2024? Ecco tutte le possibili novità

Quale sarà il prezzo di bollo e superbollo nel 2024? E chi sarà esente dal pagamento di queste imposte? Ecco tutte le novità previste per i prossimi mesi, inclusa la possibile eliminazione del superbollo in un futuro non troppo lontano. 

Chiunque possieda un veicolo avrà sicuramente sentito parlare del tanto temuto bollo auto e del suo cugino più stretto, il superbollo, che tanto ha fatto discutere negli ultimi anni.

Mentre il bollo auto è un tributo automobilistico riscosso a livello regionale, il cui importo viene calcolato in base a diversi fattori, tra cui la cilindrata, l’età del veicolo in questione e la regione di residenza, il superbollo – introdotto soltanto a partire dal 2011 nel quadro del piano di austerity del governo Monti – è un’addizionale erariale della tassa automobilistica e riguarda soltanto i possessori di autovetture con potenza superiore ai 185 kW.

Una tassa da molti ritenuta iniqua, in quanto passibile di distorcere e limitare lo scopo di espansione del mercato automobilistico italiano, tra l’altro senza generare entrate sufficienti a giustificare la sua esistenza. Le stime suggeriscono infatti che, nei dodici anni dalla sua entrata in vigore, questa tassa abbia portato nelle tasse dello Stato “soltanto” 1.2 miliardi di euro, ovvero poco meno 110 milioni di euro all’anno (per questo si parla di una “micro tassa”), causando al contempo il crollo delle vendite delle vetture con potenze maggiori ai 185 kW.

In poche parole, se l’imposta aggiuntiva era stata prevista come parte di un pacchetto di misure (il cosiddetto “Decreto Salva-Italia”) volto a raccogliere un maggior gettito fiscale da parte dei proprietari di vetture di lusso, la sua introduzione non ha dato gli effetti sperati.

Da qui l’emendamento alla delega fiscale approvato dalla commissione Finanze della Camera nel contesto del piano di taglio delle micro imposte, in cui è contenuta la proposta di “valutare l’eventuale e progressivo superamento” del superbollo sulle auto diesel di grossa cilindrata.

Sebbene manchi ancora una data certa entro cui questo provvedimento potrebbe diventare realtà, alcune categorie potrebbero già beneficiare di una riduzione dell’importo di questa “super tassa” già a partire dall’anno a venire.

Che cos’è il bollo auto?

Il bollo è una tassa automobilistica gestita dalle Regioni (ad eccezione del Friuli Venezia Giulia e della Sardegna, per le quali la tassa è gestita direttamente dall’Agenzia delle Entrate) e dalle Province Autonome di Bolzano e Trento.

La sua funzione principale è quella di finanziare il corretto funzionamento delle infrastrutture statali, dei servizi di sicurezza stradali e dei programmi ambientali. In parole povere, si tratta del “prezzo da pagare” per poter circolare agevolmente sulle strade della Penisola.

Nello specifico, la legge prevede che questa tassa venga corrisposta con cadenza annuale e come anticipo per i 12 mesi successivi dalle seguenti categorie di individui:

  • Proprietari di veicoli;
  • Utilizzatori, usufruttuari o acquirenti con patto di riservato dominio, in caso di veicolo con contratto di leasing, usufrutto o acquisto con patto di riservato dominio;
  • Utilizzatori di un veicolo con contratto di noleggio a lungo termine senza conducente.

La tassa non fa dunque riferimento all’utilizzo di un mezzo, ma solo e soltanto alla sua proprietà, stabilita facendo riferimento nel Pubblico Registro Automobilistico, motivo per il quale l’unico modo per smettere di corrisponderla è vendere l’auto oppure demolirla riconsegnando le targhe.

Nel caso invece di un passaggio di proprietà, ovvero di una vendita tra privati, sarà la data di scadenza dell’imposta stessa a determinare chi dovrà farsi carico di versare l’importo previsto, calcolato sulla base dei parametri che vedremo a breve.

Unica eccezione prevista è quella delle auto d’epoca, ossia che sono state immatricolate da più di 30 anni, per le quali vige l’esenzione automatica. I proprietari di auto d’interesse storico, ovvero con data di immatricolazione compresa tra i 20 e i 29 anni, possono invece godere di uno sgravio pari al 50% dell’importo del bollo (in alcune regioni vale addirittura l’esenzione totale).

Quando si deve pagare il bollo auto?

La legge prevede che il pagamento della tassa automobilistica non abbia una scadenza univoca per tutti, ma che questa vari in base al mese di immatricolazione del veicolo stesso. In particolare, l’imposta deve essere conferita entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione, a patto che questa non sia avvenuta negli ultimi giorni del mese. In tal caso, si slitta automaticamente alla fine del mese successivo. Questa prima scadenza rimarrà poi fissa anche per gli anni a venire.

In caso di dubbi circa le date esatte entro cui versare il pagamento, basta controllare la data di scadenza sulla ricevuta dell’ultimo bollo pagato oppure, in alternativa, inserire i nostri dati e la targa del veicolo all’interno del sito dell’Aci.

Calcolo del bollo auto: ecco a quanto ammonta per diverse tipologie di veicoli

Il bollo auto non è un’imposta fissa, ma viene calcolata in basa alla regione di immatricolazione (ricordiamo che si tratta di una tassa regionale e non statale), alla classe ambientale del veicolo e alla sua potenza, espressa in kW ed indicata all’interno del libretto di circolazione alla voce “P.2”.

In linea di massima, possiamo aspettarci di pagare le seguenti cifre:

  • Se abbiamo un veicolo Euro 0 fino a 100 kW si pagheranno 3 euro a kilowatt e 4,50 euro per ogni kilowatt oltre i 100;
  • Se abbiamo un veicolo Euro 1 fino a 100 kW si pagheranno 2,9 euro a kilowatt e 4,35 euro per ogni kilowatt oltre i 100;
  • Se abbiamo un veicolo Euro 2 fino a 100 kW si pagheranno 2,8 euro a kilowatt e 4,20 euro per ogni kilowatt oltre i 100;
  • Se abbiamo un veicolo Euro 3 fino a 100 kW si pagheranno 2,7 euro a kilowatt e 4,05 euro per ogni kilowatt oltre i 100;
  • Se abbiamo un veicolo Euro 4, Euro 5 e Euro 6 fino a 100 kW si pagheranno 2,58 euro a kilowatt e 3,87 euro per ogni kilowatt oltre i 100.

Per un calcolo più preciso dell’imposta è possibile consultare, ancora una volta, il sito dell’Aci, inserendo la targa e la potenze del nostro veicolo.

Per quanto riguarda invece il pagamento del bollo, basterà recarsi alle Poste o ad un rivenditore di tabacchi convenzionato e compilare l’apposito bollettino, pagando una commissione rispettivamente di 1,50 e 1,87 euro. In alternativa, è possibile affidarsi ad una sede Aci, ad un agenzia di pratiche auto abilitata, oppure pagare l’imposta online, tramite il sito web dell’Aci (il costo sarà pari a zero per i soci Aci e a 1,87 euro per i non soci), oppure i servizi di home banking delle banche convenzionate Bollo e superbollo: chi sarà esente nel 2024? Ecco tutte le possibili novità o, ancora, il portale di Poste online. Infine, possiamo effettuare il pagamento presso gli sportelli bancomat abilitati.

Chi è esente dal pagamento del bollo nel 2024?

Esenti dal pagamento del bollo nel 2024 saranno, come negli anni precedenti:

  • le automobili di proprietà di persone disabili che rientrano nei requisiti previsti dalla legge 104;
  • i veicoli intestati a le organizzazioni che non hanno scopo di lucro;
  • le auto storiche di cui abbiamo parlato sopra;
  • le minicar;
  • i veicoli a uso speciale, come ad esempio quelli agricoli, ma anche autoambulanze e veicoli antincendio;
  • mezzi elettrici e ibridi (soltanto in alcune regioni e per periodi di tempo più o meno lunghi, che possono variare dai cinque anni ai sette della Campania). Inoltre, in alcune regioni (in particolare Abruzzo, Lazio, Liguria, Campania, Friuli Venezia Giulia; Sardegna, Valle d’Aosta, Sicilia e Umbria) sono esenti dal pagamento del bollo anche i proprietari di veicoli con alimentazione esclusiva a GPL o gas Metano o ibrida.

Superbollo: cos’è e come funziona?

Dal 2011, in aggiunta alla tassa regionale sul bollo auto, i veicoli con potenza superiore ai 185 kW sono soggetti al pagamento del cosiddetto “superbollo”, un’addizionale erariale (cioè versata allo stato) inizialmente concepita per aumentare il gettito fiscale proveniente dai proprietari dei veicoli di lusso.

In termini numerici, il superbollo consiste in una maggiorazione del bollo riscosso a livello regionale pari a 20 euro per ogni kW oltre i 185 kW, che si riducono a 12 euro dopo 5 anni dall’immatricolazione, 6 euro dopo 10 anni, 3 euro dopo 15 anni, per poi arrivare all’abolizione definitiva dopo i 20 anni.

Superbollo: come si paga?

Uno strumento utili per calcolare l’importo del “superbollo” è il sito dell’Agenzia delle entrate (sezione “servizi online” – pagina “servizi fiscali” – Calcolo dell’addizionale erariale), che offre anche la possibilità di stampare direttamente il modello F24 attraverso cui effettuare il pagamento. A differenza del bollo, infatti, il superbollo può essere pagato soltanto mediante il cosiddetto “Modello F24 elementi identificativi” (codice tributo 3364 “Addizionale erariale alla tassa automobilistica”), oppure presso gli istituti bancari (anche in modalità home banking) o gli uffici postali.

Verso l’abolizione del superbollo?

Fin dall’introduzione nel 2011, il superbollo ha sollevato non poche polemiche: tra le principali, chi sostiene che maggior potenza non equivalga necessariamente ad un maggior valore – e dunque costo – dell’auto (e delle tasse automobilistiche da corrispondere), fino ad arrivare a critiche più strettamente legate alla viabilità economica della misura stessa. Dati alla mano, infatti, con il tempo il superbollo non ha fatto altro che scoraggiare l’acquisto di veicoli di alta cilindrata, portando a perdite nei bilanci statali.

Da qui i numerosi tentativi succedutisi negli anni per abolire, o quantomeno, ridimensionare questa “super” imposta. Il più recente è quello contenuto nella legge delega per la riforma fiscale pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso ottobre, in cui è contenuta un’esplicita volontà di “valutare l’eventuale e progressivo superamento” di tale imposta.

Insomma, non è ancora ora di dire addio al tanto odiato superbollo, la cui naturale estinzione è prevista per la fine del 2037, ma più probabilmente di una sua riduzione progressiva nel tempo, che consentirebbe di tamponare la perdita dei 100 milioni di euro raccolti ogni anno con questa imposta. Insomma, già dal 2024 potremo assistere ad una fondamentale rimodulazione della tassa, per arrivare ad una sua completa abolizione in un futuro non troppo lontano. Non resta che scoprire quando e con che modalità.

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