Bosco Verticale, il miglior grattacielo del mondo

Bosco Verticale, il miglior grattacielo del mondo

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Progettato da Boeri Studio e costruito a Milano nel quartiere Porta Nuova Isola, il Bosco Verticale è stato premiato come miglior grattacielo al mondo in fatto di sostenibilità.

È infatti un modello di edificio residenziale ecologico e un progetto di rimboschimento metropolitano.

L’idea che sta alla base del grattacielo milanese è la possibilità di rigenerare l’ambiente urbano edificando nuove costruzioni che abbiano un impatto positivo sul territorio circostante.

Un premio all’innovazione

il bosco verticale milano

Il Council on Tall Buildings and Urban Habitat, un’associazione che si occupa della sostenibilità dei moderni grattacieli, ha assegnato il prestigioso riconoscimento di “miglior grattacielo del mondo” al Bosco Verticale, che ha superato la nutrita concorrenza di rinomati studi di architettura e famose località di tutto il mondo.

Ha superato il One World Trade Center di New York, costruito sul sito dove si trovavano le Torri Gemelle, alto simbolicamente 1776 piedi (541 metri), in ricordo dell’anno dell’indipendenza americana; il CapitaGreen di Singapore; il Burj Mohammed Bin Rashid Tower di Abu Dhabi.

La motivazione che ha visto primeggiare il grattacielo italiano è stata l’innovativo impiego del verde in altezza, lungo tutta la facciata dell’edificio, sulla quale si affacciano alberi e oltre 90 specie di piante, che sono parte integrante della copertura esterna, un’interfaccia verde con la città che si trova ai suoi piedi, non un mero e semplice arredo.

Il fogliame, per esempio, depura l’aria della metropoli filtrando le polveri sottili e i gas di scarico delle autovetture, producendo ossigeno e riducendo al contempo la dispersione termica e l’inquinamento acustico.

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Icona dell’architettura contemporanea

Così lo ha definito Stefano Boeri, orgoglioso creatore (insieme agli architetti Gianandrea Barreca e Giovanni La Varra) di uno dei simboli del rilancio della cultura e dell’architettura italiana.
Un simbolo della Milano che cambia, come cambierà il colore della vegetazione a seconda delle stagioni. Ed è sintomatico che il luogo scelto per la costruzione sia a ridosso di piazza Gae Aulenti e di Palazzo Lombardia, altri due recenti costruzioni nella città che nel 2015 ha ospitato Expo, ma anche di Palazzo Unicredit (il grattacielo più alto d’Italia) e della zona riqualificata adiacente Corso Como.
Il Bosco Verticale è composto da due torri residenziali di 115 e 76 metri di altezza, costruite tra il 2009 e il 2014 (l’inaugurazione si è tenuta a ottobre), che si sviluppano rispettivamente su 27 e 19 piani, ospitando in totale 113 appartamenti.

Un progetto green

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Ma sono i numeri delle piante che lo costellano a essere ragguardevoli: quasi 1000 alberi alti sino a 9 metri, oltre 2000 piante tappezzanti e 5000 arbusti con un’estensione totale corrispondente a un ettaro di foresta.
La disposizione delle singole piante è studiata in base all’altezza da terra, alla ventosità e all’esposizione solare dei giardini pensili dei diversi locali, secondo precisi criteri di sostenibilità e comfort per chi ci abita. Inoltre la coltivazione avviene in apposite vasche che consentono lo sviluppo delle radici nel terriccio; lo sviluppo delle chiome degli alberi più grandi è coordinato invece con le soluzioni adottate in facciata: raggiungono anche tre piani in altezza, senza coprire finestre o punti luce. Insomma, tutto studiato nei minimi dettagli per offrire un prodotto di eccellenza. E
difatti, già un mese dopo l’apertura, il Bosco Verticale ha vinto, battendo la concorrenza di altri 800 edifici, l’International Highrise Award, premio che ogni due anni viene assegnato al grattacielo più bello del mondo.

Un esempio da seguire

Il modello del Bosco Verticale, nella sua originalità e innovazione, ha attirato l’attenzione di molti e, in questi giorni, anche delle autorità cinesi.
La Cina infatti è al centro di un’emergenza smog che ha reso letteralmente irrespirabile l’aria delle metropoli e che ha obbligato la gente ad andare in giro con le mascherine.
Gli studenti sono rimasti a casa, i cantieri e le fabbriche più inquinanti sono stati chiusi, palazzi e strade sono state ricoperte da una coltre di nebbia dovuta all’inquinamento. I valori di polveri sottili sono balzati alle stelle, su livelli considerati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) altamente dannosi per gli esseri umani. Le previsioni del tempo non parlano più di sole o pioggia, bensì di smog. Invece di limitarsi ad aspettare il vento (e a diminuire il consumo di carbone, per esempio), si è quindi deciso di iniziare a studiare progetti per la costruzione di intere città formate da edifici che si rifanno al Bosco Verticale.

Un primo passo, per una prossima estensione a macchia d’olio di questa idea – ci si augura – per ripensare in una maniera completamente differente l’urbanizzazione del ventunesimo secolo in ogni angolo della Terra.

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