I cambiamenti climatici e l'aumento della temperatura dell'acqua del mare uccidono i coralli

Cambiamenti climatici e i coralli perdono colore

Curiosità, In Evidenza

L’aumento della temperatura delle acque degli oceani ha un impatto catastrofico sulla flora e sulla fauna marina, in particolar modo sui coralli, molto sensibili anche ai minimi cambiamenti del loro habitat.

Come reazione a questo stress ambientale, i coralli espellono le alghe con cui vivono in simbiosi e che conferiscono loro il caratteristico colore che li rende così affascinanti.

Questione di sopravvivenza

I coralli vivono in simbiosi con delle alghe unicellulari chiamate zoozantelle: la fotosintesi clorofilliana da esse effettuata genera cibo sufficiente per entrambi, garantendo ai coralli oltre il 90% dell’energia di cui hanno bisogno. I coralli, a loro volta, in cambio ospitano le alghe sulla propria superficie esterna, che qui trovano un riparo e un posto sicuro dove vivere. Se però la temperatura dell’acqua resta sopra la media per molto tempo, le zoozantelle producono troppo ossigeno, che diventa tossico per i coralli che quindi reagiscono espellendole, restando però… a bocca asciutta e senza colore, in quanto sono esse a conferire il caratteristico color rosso.

Naturalmente non è un problema cromatico o di bellezza, ma di sopravvivenza. Se lo stress dura pochi giorni, infatti, i coralli sono geneticamente attrezzati a rispondervi, altrimenti (anche per un solo grado in più per un periodo di poche settimane) sono destinati a soccombere, perché è difficile ripristinare il corretto e vitale equilibro corallo-alghe. In questo modo aumenta anche, in maniera esponenziale, il rischio che insorgano patologie letali.

Guarda il Video sui cambiamenti climatici e sulla vita dei coralli

L’acqua del mare è sempre più acida

Se non si inverte la tendenza, gran parte della barriera corallina avrà presto un altro aspetto e, nella peggiore delle eventualità, sparirà completamente. Una volta che i coralli muoiono, ci vogliono anni se non decenni perché si ricostituisca una colonia.

Inoltre lo stress ambientale a cui sono sottoposti riduce la capacità di riproduzione, già minacciata da fenomeni che riguardano tutto il pianeta. Gran parte dell’ossido di carbonio immesso nell’atmosfera terrestre si dissolve nelle acque degli oceani, alterandone la composizione chimica, abbassandone il pH e portando quindi a una sempre più massiccia acidificazione.

I coralli non riescono più ad assorbire il carbonato di calcio che serve per nutrire il proprio scheletro. Problema che riguarda anche le conchiglie e i ricci di mare. Studi condotti in laboratorio hanno dimostrato che a un livello di pH di 7,8 – il valore previsto per la fine del secolo – i coralli si sgretolano dissolvendosi poi nell’acqua. Non siamo di fronte a uno scenario apocalittico, bensì alla semplice riproposizione, in piccolo, di quello che accadrà se non si interviene per tempo.

Un delicato equilibrio

barriera corallina sottacqua mar rosso

I coralli rivestono un ruolo cruciale nel delicato ecosistema degli oceani, essendo, in fondo al mare, l’equivalente delle foreste equatoriali, garantendo riparo e protezione a circa un quarto delle specie marine. Se dovesse sparire la barriera corallina, presente sostanzialmente in quasi tutta la zona compresa fra i due tropici, si innescherebbe un pericoloso effetto domino, che altererebbe in maniera irreparabile gli equilibri della vita nel mare.

Le condizioni climatiche, inoltre, sono sempre più estreme: una maggior incidenza di tempeste, piogge e moto ondoso non dà tempo ai coralli di riparare i danni subiti e indebolisce la loro già provata struttura ossea, sempre meno in grado di reggere alle sollecitazioni esterne. L’acqua dolce delle precipitazioni atmosferiche non fa per nulla bene ai coralli perché riduce la salinità e porta con sé sostanze nutritive e sedimenti che possono causare incontrollabili epidemie, l’intorbidimento delle acque e una conseguente minore quantità di luce per gli esseri che vivono sotto la superficie del mare.

Anche le creme solari…

 

Come spesso accade, il comportamento scriteriato dell’uomo peggiora le cose: in molte parti del mondo infatti i pesci destinati agli acquari vengono storditi con il cianuro, per essere presi con facilità, inquinando in maniera irreparabile il fondale marino. Il sempre maggior numero di turisti aumenta anche la quantità di creme solari che finiscono a contatto con la barriera corallina – parliamo di 14.000 tonnellate all’anno –, alterando anche qui la composizione chimica dell’acqua.

Tra gli ingredienti più dannosi c’è l’oxybenzone, letale per i coralli giovani e altamente tossico per quelli più adulti, in quanto ne altera il DNA e ne distrugge il sistema endocrino. Siccome i coralli hanno un basso livello di resistenza allo stress ambientale, occorre impegno e attenzione da parte di tutti per non perdere definitivamente una delle bellezze del nostro pianeta e uno dei pilastri della vita negli oceani.

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