Cani e gatti vegani? Benefici (e rischi) di una dieta vegetale

Cani e gatti vegani? Benefici (e rischi) di una dieta vegetale

Ė possibile nutrire i nostri amici animali con una dieta completamente priva di prodotti animali? E se sì, quali sono i benefici e i rischi associati a questa scelta? Scopriamolo insieme.

Che sia per etica, salute o una combinazione delle due, l’interesse verso le diete vegetali per cani e gatti sta registrando un picco senza precedenti, causa e conseguenza della crescente diffusione delle diete plant-based nel nostro Paese. Ma siamo sicuri che i nostri amici animali siano felici di questo cambio di alimentazione? E se sì, come possiamo strutturare una dieta vegana per cani e gatti che sia non soltanto sicura, ma anche gustosa?

In questo articolo, cercheremo di sviscerare questi quesiti punto per punto, partendo con una breve analisi delle principali motivazioni che stanno spingendo sempre più persone a mettere in discussione le fondamenta della propria dieta e dell’alimentazione dei propri animali domestici.

Alimentazione sostenibile: il boom delle diete vegane e vegetariane (anche per cani e gatti)

Ambiente, salute ed etica, queste le tre motivazioni principali che stanno spingendo sempre più persone ad adottare una dieta a base vegetale, al punto che oggi oltre 4 milioni di italiani dichiarano di seguire una dieta vegetariana o vegana, mentre gli onnivori “consapevoli” (ovvero che cercano di ridurre al minimo il proprio consumo di carne e derivati animali) ha ormai raggiunto il 61% del campione intervistato.

Una scelta politica ancora prima che personale, se pensiamo agli enormi benefici per la collettività che possono derivare dal prendere consapevolezza di cosa si nasconde dietro a quello che decidiamo di mettere nel nostro piatto. Come sottolineato infatti da un recente rapporto delle Nazioni Unite, intitolato “Food and Climate Change: Healthy diets for a healthier planet” (in italiano “Cibo e cambiamento climatico: diete per un Pianeta più sano”), un’alimentazione plant-based, ovvero a base vegetale, è la scelta migliore che possiamo fare non solo per mitigare i danni ambientali collegati all’attuale sistema di produzione alimentare, ma anche per contribuire al raggiungimento della sicurezza alimentare globale e alla prevenzione di malnutrizione e sovra-alimentazione.

Due vere e proprie epidemie che, per quanto presentino caratteristiche diametralmente opposte, affondano le radici nelle stesse inefficienze dell’attuale sistema globale di produzione alimentare, basato su un iper-sfruttamento degli animali, e di conseguenza di terre e risorse dedicate al loro sostentamento, che potrebbero altrimenti essere utilizzate per sfamare un numero maggiore di persone. Senza contare che gli allevamenti intensivi sono altresì tra le cause principali dei maggiori problemi ambientali che siamo ora costretti a fronteggiare, dall’inquinamento atmosferico alla deforestazione, agli eventi meteorologici estremi.

Parallelamente a queste realizzazioni e a una maggior sensibilità verso le indicibili sofferenze imposte agli animali da allevamento (e non solo, visto che cani e gatti rappresentano circa il 9% del totale degli animali terrestri uccisi a scopo alimentare), sempre più persone si stanno interrogando circa la sicurezza e l’eticità delle diete a base vegetale anche per gli animali domestici, ed in particolare cani e gatti.

Un quesito estremamente attuale, specialmente se consideriamo che il numero di cani e gatti nelle case degli europei ha superato, rispettivamente, i 67 e 78 milioni, e che di conseguenza le vendite globali di cibo per animali domestici hanno ormai raggiunto i 130 miliardi di dollari alla fine del 2023, con un aumento del 43,9% rispetto al 2018. Un settore, quello del pet food, basato in primo luogo sulla lavorazione di proteine di origine animale (ed in particolare di carne cruda), che incide quindi -e non poco- sul consumo globale di prodotti animali, con tutte le conseguenze negative che derivano da questo per la nostra salute e per quella del Pianeta che ci ospita.

Se questo ragionamento non fa una piega, sicuri che nutrire i nostri amici animali con una dieta completamente priva di prodotti animali sia una scelta completamente sicura ed etica?

Cani e gatti vegani? Benefici (e rischi) di questa scelta

L’argomento animali domestici e dieta vegana è estremamente complesso e controverso: da un lato, chi sostiene che una dieta a base vegetale sia non solo poco funzionale, ma addirittura dannosa, per la salute dei nostri amici a quattro zampe; dall’altro, invece, chi sostiene che eliminare la carne dalla dieta di cani e gatti sia totalmente sicuro e privo di rischi.

La verità sta, come sempre, nel mezzo. Se una dieta vegana poco bilanciata potrebbe portare a rischi, anche di grave entità, per la salute di cani e, soprattutto, gatti, animali per natura carnivori, è vero anche che una dieta plant-based ben studiata e programmata, somministrata sotto la supervisione di un veterinario competente in diete vegetali, potrebbe invece avere enormi benefici non solo per l’ambiente, ma anche per la salute stessa dell’animale.

Tra questi, la riduzione del rischio di alcune malattie, tra cui diabete e patologie cardiache, il controllo del peso dell’animale, nonché una digestione più veloce e una migliore qualità del pelo. Ad esempio, uno studio pubblicato nel 2018 sulla rivista scientifica “Plos One” ha rivelato come i cani alimentati con una dieta vegana presentino livelli di colesterolo più bassi rispetto a quelli che seguono una dieta convenzionale (onnivora), a condizione che vengano alimentato con cibi formulati appositamente per le loro esigenze ed arricchiti con vitamine, aminoacidi e minerali.

A simili conclusioni arriva anche uno studio dell’Università di Winchester pubblicato, ancora una volta, su Plos One, volto a indagare gli effetti sulla salute felina di una dieta a base vegetale. Lo studio prevedeva una serie di domande rivolte a 1.369 proprietari i proprietari di gatti, divisi in due gruppi: quelli che alimentavano i propri animali domestici con una dieta vegana bilanciata e quelli, invece, con una base di carne. Gli intervistati si sono impegnati a fornire informazioni dettagliate sul proprio gatto per almeno un anno, tra cui quantità di snack proposti, avanzi in tavola, integratori somministrati, frequenza delle visite veterinarie, uso di farmaci diversi da vaccinazioni e antiparassitari e parere del veterinario sulla salute dell’animale.

I proprietari che durante il corso di un anno avevano nutrito il proprio animale domestico con una dieta a base vegetale ben bilanciata hanno riferito meno visite dal veterinario e un uso più ridotto di farmaci, avvalorando dunque l’ipotesi di partenza dei ricercatori, ovvero che dieta nutrizionalmente equilibrata non avrebbe influenzato in modo significativo la salute del micio.

Un passo in avanti estremamente promettente, soprattutto se consideriamo che soltanto qualche anno prima sia la British Veterinary Association che la Blue Cross (ente di beneficenza che fornisce assistenza veterinaria agli animali domestici bisognosi) avevano sconsigliato di nutrire gli animali con una dieta vegana per via dell’alto rischio di carenze alimentari e malattie associate. Ad ogni modo, la strada è ancora lunga, e prima di poter formulare in tutta sicurezza raccomandazioni specifiche sulle diete vegane feline sono necessarie ricerche più complete che valutino la salute dei gatti attraverso misurazioni più oggettive.

Dieta vegana per cani? Possibile, con alcune accortezze

Come abbiamo visto poco fa, tra gli animali domestici i cani sono quelli che possono essere alimentati più facilmente con una dieta vegana. Questo perché, pur essendo in origine animali carnivori, nel tempo si sono evoluti accanto all’uomo e hanno sviluppato la capacità di adattarsi a una dieta onnivora, sintetizzando e assimilando anche gli amminoacidi e le vitamine presenti nei cibi vegetali.

Detto questo, una dieta vegana per cani deve essere attentamente bilanciata per assicurare che l’animale riceva tutti i nutrienti di cui ha bisogno per crescere in maniera forte e sana, e dunque includere sia proteine, che grassi e carboidrati, in proporzione variabile in base alle esigenze del singolo animale.

È inoltre importante assicurarsi che la dieta contenga alcuni aminoacidi essenziali tipicamente presenti nelle proteine animali, come la taurina e la carnitina, che sono tuttavia facilmente integrabili sia sotto forma di gocce o tramite appositi alimenti fortificati, oltre che un adeguato quantitativo di vitamine del gruppo B, D3, A, ed E, di minerali quali calcio, fosforo e zinco e, infine, acidi grassi essenziali, tra cui il linoleico, l’EPA (acido eicosapentaenoico) e il DHA (acido docosaesaenoico).

Fondamentale è poi evitare il fai da te e consultare il proprio medico veterinario di fiducia e, se necessario, rivolgersi a uno specialista in diete vegetali, sia prima che durante il cambio di alimentazione, in modo da valutare le esigenze nutrizionali specifiche del cane e modularle poi nel tempo sulla base di eventuali problematiche o modifiche nello stato di salute del nostro compagno a quattro zampe.

Ad ogni modo, la chiave è la gradualità, che deve essere unita a un attento e oggettivo monitoraggio del benessere dell’animale, e alla consapevolezza che, se mal tollerata, la dieta vegetale potrebbe nuocere anziché giovare alla sua salute, e potrebbe dunque essere necessario ritornare a un’alimentazione onnivora.

Gatti vegani? Ecco a cosa fare attenzione

Al contrario dei cani, i gatti sono carnivori “obbligati”, il che significa che hanno bisogno di nutrienti che si trovano principalmente nella carne per mantenere uno stato di salute ottimale.

Ecco perché il passaggio a un’alimentazione totalmente vegetale potrebbe risultare più ostico e, in alcuni casi, non praticabile. Tra i principali rischi di una dieta vegana o vegetariana per i felini troviamo in primis quello di incorrere in carenze nutrizionali, ed in particolare di taurina, vitamina A, vitamina D e arachidonico, nutrienti presenti principalmente nella carne e nel pesce la cui carenza potrebbe portare a sviluppare gravi problemi di salute, inclusi problemi cardiaci, danni alla vista e compromissione del sistema immunitario.

Anche se esistono integratori vegetali progettati specificamente per i gatti, alcuni nutrienti, come la taurina, possono essere meno biodisponibili nelle fonti vegetali, il che rende più difficile soddisfare i bisogni nutrizionali del nostro amico a quattro zampe. Senza contare che alcuni gatti potrebbero non gradire il cibo di origine vegetale, in quanto differente per gusto e consistenza alle loro preferenze naturali.

Ultimo e non meno importante, se alcuni proprietari hanno riportato notevoli successi nell’alimentare i propri gatti con una dieta vegana, come abbiamo visto nello studio riportato sopra, altri hanno invece segnalato problemi di salute come perdita di peso, perdita di pelo e problemi gastrointestinali.

Tutto questo non intende scoraggiare dal proporre al nostro amico peloso una dieta a base vegetale, ma altresì invita a prestare particolare attenzione sia al modo in cui questa viene strutturata, avvalendosi dell’aiuto di un medico veterinario specializzato in questo campo e, se necessario, integrandola con specifici multi vitaminici e utilizzando cibi fortificati e formulati specificatamente per gatti vegani.

Gatti e cani vegani: alcune considerazioni finali

Per trarre un bilancio conclusivo, nonostante l’idea di alimentare cani e gatti con una dieta vegana sia ancora oggi molto dibattuta, sempre più sono le evidenze scientifiche che sostengono come questo tipo di alimentazione, se ben bilanciata e strutturata con l’aiuto di un veterinario, e in presenza di animali adulti e senza particolari problematiche fisiche, sia completamente sicura e possa addirittura migliorare il loro stato di salute generale.

Inoltre, se i detrattori della dieta vegana per gatti spesso sostengono che imporre questo tipo di alimentazione al nostro animale domestico sia una scelta forzata e “contro natura”, dall’altra i suoi sostenitori ne evidenziano invece i grandi meriti ambientali ed etici, soprattutto sotto una lente antispecista e animalista (la vita di un gatto non vale meno di quella di un animale di allevamento, e dunque perché trattare con amore il primo e uccidere il secondo?).

Infine, ridurre o eliminare il consumo di carne e prodotti animali nella dieta dei i nostri animali domestici potrebbe fornire loro l’accesso ad alimenti più sani ed equilibrati (questo perché, come spesso accade anche per gli umani, il passaggio a una dieta vegetale porta spesso a una maggior attenzione verso la salubrità delle proprie scelte alimentari, al fine di evitare possibili carenze), e portare all’eliminazione di ingredienti potenzialmente nocivi presenti in alcuni alimenti commerciali di origine animale (in primis antibiotici e sostanze chimiche), specialmente se ci dedichiamo alla produzione in case del cibo in questione. Il tutto con l’effetto collaterale positivo di contribuire a ridurre l’impronta ecologica complessiva associata alla produzione di cibo per animali.

Ovviamente, il passaggio verso una dieta vegana o vegetariana deve avvenire nel pieno rispetto delle preferenze e delle esigenze individuali del nostro animale domestico, il cui benessere dovrebbe sempre costituire la bussola che guida le nostre decisioni, anche e soprattutto in campo alimentare, consapevoli che in caso di reazioni avverse dovremmo essere pronti a tornare verso un’alimentazione onnivora.

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