Cappotto termico esterno: una soluzione efficace al caro bollette

Cappotto termico esterno: una soluzione efficace al caro bollette

Migliorare il comfort abitativo, innalzare l’efficienza energetica e ridurre i costi in bolletta: questi sono i principali vantaggi che possiamo ottenere attraverso l’installazione di un cappotto termico esterno alla nostra abitazione. Scopriamo insieme di che cosa si tratta e come poter beneficiare delle agevolazioni previste dal Superbonus 110%.

L’inverno è finalmente arrivato ed il costo dell’energia sta toccando i massimi storici. Cosa possiamo fare per alleggerire la pressione del caro bollette? Come abbiamo spiegato in un focus su aumento bollette e risparmio energetico, adottare semplici abitudini quotidiane può risultare molto vantaggioso per ridurre i costi in bolletta, così come affidarsi al libero mercato e prediligere fornitori che attingono in primo luogo da fonti di energia pulita.

Tuttavia, non dobbiamo sottovalutare neppure l’importanza di investire nell’efficientamento energetico della nostra abitazione, attraverso interventi quali l’installazione di pannelli solari o fotovoltaici, di serramenti isolanti, di sistemi di riscaldamento a pavimento e, infine, di un cappotto termico esterno.
Scopriamo dunque che cos’è il cappotto termico esterno, a che cosa serve e perché può contribuire in modo sostanziale ad innalzare l’efficienza energetica della nostra abitazione.

Che cos’è il cappotto termico esterno e a cosa serve?

Il cappotto esterno, o isolamento termico esterno, non è altro che un involucro isolante, solitamente costituito da materiali naturali e minerali (quali fibra di legno o vetro, sughero, lana di roccia, vetro cellulare e idrati e silicati di calcio) o sintetici (come polistirene, espanso o estruso EPS e XP) , che viene applicato all’esterno di un edificio, sia esso di nuova costruzione o pre-esistente.

La sua principale funzione è quella di migliorare l’inerzia termica delle pareti (ovvero la loro capacità di assorbire le onde termiche) e di ridurre al minimo la dispersione termica delle murature, isolando le pareti da caldo, freddo ed umidità.

Un buon isolamento è quindi fondamentale per migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione, mantenere un ambiente climaticamente equilibrato e privo di eccessivi sbalzi termici e quindi ridurre le spese legate al suo riscaldamento o raffreddamento.

Sebbene non sia possibile quantificare con precisione l’ammontare del risparmio in bolletta ottenibile attraverso l’installazione del cappotto termico, poiché le variabili in gioco sono diverse (tra cui il tipo di edificio su cui viene installato il cappotto, i materiali usati, il contratto stipulato con il fornitore energetico e le abitudini di consumo), uno studio dell’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) stima che un cappotto termico esterno possa ridurre la dispersione di calore fino al 40%, per un risparmio annuo che si aggira intorno al 20%.

Potrebbe interessarti:  “M’illumino di meno 2020”: Radio2 spegne le luci e pianta 500 mila alberi

Ultimo, ma non per questo meno importante, un cappotto termico esterno può contribuire al raggiungimento di elevati standard di comfort abitativo (in questo caso definito in termini di temperatura, qualità dell’aria e  isolamento acustico) e a migliorare la salubrità degli interni. Questo poiché il cappotto può aiutare a prevenire la formazione di muffa interstiziale e di umidità in risalita tra le pareti (sebbene questo non sia da considerarsi l’unica -ed in molti casi nemmeno la migliore- soluzione a queste problematiche).

Quali sono le differenze tra cappotto termico esterno e cappotto termico interno?

La principale differenza tra un cappotto termico esterno ed uno interno è che, come suggerisce il nome stesso, il primo viene è applicato all’esterno della struttura, mentre nel secondo caso l’isolante si applica sul lato interno del muro, che viene successivamente intonacato.
Da un punto di vista tecnico, il cappotto esterno presenta diversi vantaggi che non possiamo trovare nel caso di cappotto interno. Tra questi, una miglior protezione contro le escursioni termiche (sia in caso di alte che basse temperature) e contro il rischio di formazione di condensa e quindi di proliferazione di muffe dannose per la salute dell’edificio e dei suoi abitanti.

Si dovrà invece optare per il cappotto termico interno nel caso in cui non fosse possibile agire dall’esterno, per esempio a causa di vincoli condominiali o in presenza di edifici storici/affrescati.

Caratteristiche, spessore e materiali usati per l’installazione del cappotto termico esterno

Contrariamente a quanto suggerito dal nome, il cappotto termico esterno non è un blocco unico, ma è composto da più pannelli isolanti di vario spessore e materiali che vengono fissati alle pareti esterne di un edificio attraverso appositi tasselli o materiale adesivo. Il tutto viene poi sigillato con uno strato di intonaco di finitura.

Potrebbe interessarti:  Calcolo consumo elettrico in 5 mosse

Per quanto riguarda i materiali usati per l’installazione del cappotto termico, possiamo trovare sia materiali sintetici che naturali e minerali. Mentre i primi (quali polistirene, espanso o estruso EPS e XP) hanno un costo relativamente più basso e buone capacità isolanti, i secondi (tra cui possiamo annoverare materiali quali fibra di legno o vetro, sughero, lana di roccia, vetro cellulare e idrati e silicati di calcio) sono spesso preferiti in quanto garantiscono maggior sicurezza e durabilità. La scelta dipenderà dunque da fattori quali le caratteristiche dell’edificio, il budget e le esigenze del cliente.

Lo stesso vale anche per lo spessore del cappotto termico, che varia a seconda del materiale utilizzato e dal grado di isolamento che si desidera ottenere. In linea generale, lo spessore minimo può andare dai 6 ai 12 cm, mentre quello massimo è stabilito per legge a 25 cm (decreto legislativo 102/2014, che ha recepito la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica).

Ultima precisazione, il cappotto termico esterno può essere applicato alle pareti di qualsiasi costruzione (siano esse in calcestruzzo, laterizio, cemento, ma anche su supporti di legno o pareti intonacate), purché queste non siano in vetro, vetrocemento, o abbiano importanti fregi e/o ornamenti che verrebbero altrimenti coperti.

In ogni caso, consigliamo di rivolgersi a ditte specializzate, che possano consigliarci la tipologia di cappotto termico esterno più adatta alle caratteristiche della nostra abitazione ed occuparsi poi della messa in posa e manutenzione dello stesso.

Quanto costa un cappotto termico esterno?

Il costo di un cappotto termico esterno può variare in base a diversi fattori, tra cui il prezzo dei pannelli termici, la grandezza della superficie da ricoprire ed il costo dei ponteggi e della manodopera.
Per avere un idea di massima, possiamo dire che il costo del pannello termico esterno può variare dai 40 ai 80 euro al metro quadro, a seconda del materiale usato e dello spessore dello stesso. In generale, i pannelli in ESP (Polistirene Espanso Sintetizzato) e in lana di roccia sono i più economici, mentre quelli in sughero e fibra di carbonio i più costosi.

Ovviamente, a queste cifre dovremmo poi aggiungere i costi di manodopera, che ammontano in media tra i 30 e i 60 euro al metro quadro, ed il nolo del ponteggio, che solitamente si aggira intorno ai 10/15 euro al metro quadro.

Ci troviamo quindi di fronte a una spesa di non poco conto, che può arrivare a sfiorare diverse decine di migliaia di euro. Fortunatamente, il governo ha messo a disposizione diversi incentivi fiscali per facilitare l’acquisto e la messa in posa del cappotto termico. Tra questi il Superbonus 110%.

Potrebbe interessarti:  Aumento bollette e risparmio energetico: come diminuire i consumi

Le agevolazioni fiscali per la realizzazione del cappotto termico: il Superbonus 110%

Con Superbonus 110% (o Ecobonus 110%)  parliamo dell’agevolazione fiscale disciplinata dall’articolo 119 del decreto legge n. 34/2020 (decreto Rilancio), che consiste in una detrazione del 110% delle spese sostenute a partire dal 1 luglio 2020 per la realizzazione di specifici interventi finalizzati all’efficienza energetica e al consolidamento statico o alla riduzione del rischio sismico degli edifici.
In particolare, la possibilità di usufruire del Superbonus 110% è vincolata a due condizioni: l’effettuazione di almeno un intervento c.d. “trainante” ed il miglioramento dell’edificio di almeno due classi energetiche. Tra gli interventi trainanti troviamo dunque l’installazione di pannelli solari e fotovoltaici, di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici (o wallbox) ed anche quella del cappotto termico esterno.

Le agevolazioni previste dall’Ecobonus per l’installazione del cappotto termico esterno sono rivolte sia a privati che a condomini, purché il cappotto si estenda su più del 25% della superficie disperdente dell’edificio.

Nel primo caso (privati con unità immobiliari indipendenti), l’accesso agli incentivi era consentito fino al 30 giugno 2022. Tuttavia, questa data slitta al 31 dicembre 2022 nel caso in cui entro il 30 settembre 2022 fossero già stati completati almeno il 30% degli interventi previsti.

Invece, nel caso di condomini o di privati in edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari, si potrà accedere al Superbonus nella misura del 110% fino al 31 dicembre 2025, con riduzione dell’aliquota al 70% per quelle sostenute entro il 31/12/2024 e al 65% per quelle sostenute entro il 31/12/2025. Ovviamente, queste aliquote si riferiscono allo stato attuale delle cose e potranno essere riformulate dal nuovo Governo.

In entrambi i casi, l’agevolazione del 110% sarà recuperabile tramite sconto in fattura oppure tramite la cessione di un credito d’imposta di pari ammontare e recuperabile entro 5 anni.



Iscriviti alla newsletter di Hellogreen