La carne stampata è arrivata in Italia. Ecco dove mangiarla

La carne stampata è arrivata in Italia. Ecco dove mangiarla

Dopo New York, Londra, Amsterdam e Tel Aviv, la carne stampata in 3D arriva anche nella Capitale. Andiamo alla scoperta di Impact Food, il primo ristorante italiano a servire la “carne del futuro” prodotta dall’israeliana Redefine Meat. Scopriamo che cos’è la carne stampata, come viene prodotta e perché si tratta di un prodotto potenzialmente rivoluzionario.

Tutti la vogliono assaggiare, tutti sono curiosi di sapere se texture e sapore assomigliano davvero al prodotto reale: stiamo parlando della carne stampata in 3d, la nuova frontiera della cosiddetta fake meat, o carne vegetale.

Un mercato, quello della carne “finta”, in forte e costante espansione e che, secondo le stime di Barclays Plc, vedrà il suo valore aumentare dai “soli” 14 miliardi del 2019 all’incredibile cifra di 140 miliardi di dollari prevista per la fine del decennio. Una crescita trainata da consumatori sempre più attenti e disposti ad investire in alternative più etiche e sostenibili ai classici prodotti animali, ma – allo stesso tempo – sempre più esigenti, sia per quanto riguarda la qualità ed i valori nutrizionali della materie prime utilizzate che per la “fedeltà” del prodotto a quello originale.

Tra le proposte più “d’avanguardia” nel settore troviamo sicuramente i prodotti di Redefine Meat, start up israeliana nata nel 2018 a Rehovot e specializzata nella produzione di carne vegetale stampata in 3D, incredibilmente simile per sapore, consistenza e valori nutrizionali a quella reale. Dopo il successo raccolto in Inghilterra,Paesi Bassi e Stati Uniti (basta pensare che il 3 volte chef stellato Marco Pierre White ha inserito le preparazioni di Redefine Meat nei menù dei suoi ristoranti di Londra) i prodotti della pionieristica azienda israeliana sono finalmente approdati anche sul suolo italiano, per la gioia e delizia di vegani, vegetariani, ma anche degli amanti della carne alla ricerca di alternative migliori per il Pianeta ed il benessere animale.

In questo articolo, scopriremo dove assaggiare la carne stampata in 3d in Italia, e come questa viene prodotta a partire da una miscela di acqua, proteine di soia e pisello, ed olii vegetali.

Carne stampata in 3D: che cos’è e come viene prodotta?

Con un impatto ambientale inferiore del 95% rispetto alla carne tradizionale, la printed meat (o carne stampata in 3D) fa parte della grande famiglia della clean meat, la carne sintetica prodotta senza il bisogno di allevare o macellare animali, ma incredibilmente simile a quella reale per gusto, consistenza e profilo nutrizionale.

Al contrario della carne in vitro (la cui vendita non è al momento autorizzata all’interno dell’Unione Europea), la carne stampata non viene però prodotta partendo da cellule animali (che vengono moltiplicate in tessuti muscolari, sovrapposti fino a creare una struttura pressoché identica a quella di un taglio di carne), ma viene creata utilizzando ingredienti 100% vegetali.

Tra questi, come leggiamo nel sito web di Redefine Meat, leader nel settore della carne in 3d, troviamo diverse tipologie di proteine di origine vegetale, quali farina di soia e pisello, che vengono combinate a cereali, olii, aromi vegetali ed acqua (le proporzioni variano in base al tipo di carne che si intende realizzare), al fine di creare prodotti dal profilo nutrizionale, sapore e consistenza comparabili a quelli della carne reale. In particolare, gli olii andranno a replicare il grasso della carne, e conferiranno al prodotto finale la sua tipica succosità, mentre legumi e cereali creeranno la vera e propria struttura muscolare della carne.

Tali ingredienti (anche detti “composti viscosi”) vengono poi inseriti in diversi contenitori all’interno di una stampante 3D, assieme alle istruzioni riguardanti il tipo di carne da ricreare. Questa prenderà individualmente ciascun ingrediente attraverso gli appositi ugelli e li stratificherà in modo da ricreare in maniera molto accurata l’aspetto e la texture della mappa muscolare dell’animale e delle sue venature di grasso. A questo punto, non resterà che cuocere la carne nella maniera desiderata prima di essere consumata. Per di più, i prodotti Redefine Meat richiedono soltanto pochi minuti di cottura (e non ore come le tradizionali carni a cottura lenta), consentendo più spontaneità in cucina ed un considerevole risparmio energetico.

Il risultato è un alimento pressoché indistinguibile dalla carne reale, ma certamente molto più sostenibile (non è infatti un mistero come la produzione di carne – ed in particolar modo quella di carne rossa – sia responsabile, da sola, di più del 15% delle emissioni globali di gas serra, oltre che di deforestazione su larga scala, inquinamento di aria e acqua e dello spreco di risorse idriche, alimentari ed energetiche), etico, ed anche salutare.

Questo perché i prodotti della nuova linea New Meat di Redefine Meat sono realizzati attraverso una tecnologia in grado di riprodurre pressoché qualsiasi taglio di carne utilizzando un quantitativo di grassi saturi di gran lunga inferiore rispetto a quello contenuto nei tagli di carne tradizionale e, al tempo stesso, molte più fibre. Il tutto senza l’utilizzo di ingredienti derivati da coltivazioni geneticamente modificate!

Insomma, siamo ormai davanti ad una vera e propria rivoluzione nel mondo del cibo sostenibile: se l’offerta di carne vegetale stampata in 3d crescerà negli anni a venire e, di conseguenza, i prezzi si abbasseranno (attualmente il costo di una “tagliata di manzo” si aggira intorno ai 20 euro), i meat-lovers non avranno più davvero nessuna scusa per non passare ad un’alimentazione (più) vegetale. Ma dove possiamo assaggiare, al momento, questa prelibatezza? Scopriamolo insieme.

Dove mangiare la carne stampata in Italia

A pochi mesi dall’apertura In via Maresciallo Pilsudski, nel cuore dei Parioli, la “steakhouse” sostenibile Impossible Food è presto diventata punto di riferimento per chiunque voglia provare l’ebbrezza di gustare la tanto discussa carne stampata in Italia. Il locale offre infatti una vasta gamma di carni plant based, tra cui gli inconfondibili burger vegetali di Beyond Meat, le crocchette di pollo di Heura e, per l’appunto, alcuni prodotti di Redefine Meat.

Un progetto coraggioso e pionieristico, soprattutto in un Paese come l’Italia, fortemente legato alle sue tradizioni gastronomiche, ma che ha attratto fin da subito l’interesse e la curiosità di centinaia di persone che hanno avuto l’occasione di apprezzare -non senza iniziale diffidenza e stupore- l’incredibile succosità della “tagliata di manzo” e del “pulled pork” di Redefine Meat.

Il successo raccolto nei primi mesi dall’apertura non ha fatto altro che consolidare il rapporto tra l’azienda israeliana ed il fast food romano, il quale (per lo meno secondo voci di corridoio) a breve potrebbe presentare tra le proposte in menù anche un ricercatissimo filetto al pepe verde -e chissà cos’altro in futuro!

Al momento, Impact Food è l’unico ristorante italiano ad includere nella propria proposta culinaria i prodotti di Redefine Meat, ma non si esclude che, in un futuro non troppo lontano, nuove attività si attrezzino per cavalcare l’onda della carne 3.0. Molto dipenderà dai costi di rifornimento, ancora molto alti, e dall’interesse dei consumatori, che auspicabilmente non scemerà dopo l’entusiasmo iniziale.

Non mancano buone notizie invece per chi desidera sperimentare la carne stampata nel comfort della propria cucina: Coccole di Gusto, shop di prodotti vegetali con sede in via Monte Grappa a Milano, a pochi passi da Piazza Gae Aulenti (ma dotato di e-commerce in grado di spedire i prodotti in tutta Italia), ha da poco introdotto nella propria offerta anche i Tenderloin Fillet di Refine Meat. I pezzi sono limitati e la richiesta è elevata, quindi non c’è davvero tempo da perdere se si desidera essere tra i primi, fortunati fruitori del prodotto!

Carne stampata: cibo del futuro o trend passeggero?

Per concludere, alcune riflessioni finali sul futuro del cibo ed, in particolare, della carne stampata. Sebbene ci troviamo ancora agli inizi, la crescente accettazione e diffusione di prodotti alternativi a quelli animali, testimoniata anche dal loro utilizzo da parte di alcuni dei ristoranti stellati più rinomati al mondo, fa certamente ben sperare.

Come accennato in precedenza, si tratta di uno sviluppo tecnologico che potrebbe potenzialmente risolvere due delle crisi globali più pressanti del futuro, quella alimentare ed ambientale. L’attuale modello di produzione e consumo del cibo, fortemente improntato su prodotti di origine animale, oltre ad essere altamente inquinante non è- e non sarà- infatti in grado di provvedere adeguato sostentamento ad una popolazione globale in forte e rapida crescita.

Sebbene sembra improbabile (almeno in un futuro prossimo) che la carne stampata in 3D vada a sostituire completamente i tradizionali prodotti a base di carne, potrebbe comunque fornire – assieme alla carne sintetica e alla fake meat – un’alternativa più etica, pratica, sostenibile e salutare, al consumo di questi, soprattutto nei Paesi industrializzati che hanno risorse e capitale da investire nella produzione industriale di questi prodotti 3.0. -e che, non a caso, sono pure tra i maggiori consumatori di carne al mondo.

La produzione su larga scala di questi prodotti dovrebbe inoltre portare ad un rapido abbassamento del prezzo, rendendoli appetibili al grande pubblico anche quando il buzz iniziale sarà ormai terminato. Questo non nega che servirà comunque anche uno sforzo da parte dei consumatori, che dovranno essere disposti a mettere in discussione l’attuale sistema alimentare carno-centrico ed il valore socio-culturale ad oggi associato alla carne, e a spostarsi verso modelli di consumo più etici e sostenibili. Sarà un percorso lungo e, probabilmente, travagliato, ma ormai tanto necessario ed auspicabile.

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