che cosa mangeremo nel 2050

Che cosa mangeremo nel 2050?

Nel 2050 la popolazione mondiale avrà raggiunto i 10 miliardi, di che cosa si nutriranno questa marea di persone?

Valentin Thurn, regista tedesco autore del documentario “10 Billion – What’s on your plate?” prova a rispondere a questa domanda, raccontando il passato, il presente e il futuro dell’industria alimentare.

Il problema della fame del mondo e della carenza di risorse rispetto al numero sempre crescente della popolazione mondiale è un tema su cui negli ultimi anni si sta discutendo parecchio. Per Valentin Thurn le alternative possibili saranno solo due: essere vegetariani o mangiare insetti.

Il documentario del regista tedesco fa il giro del mondo, partendo dai campi di soia africani fino alle colture hi-tech giapponesi, dagli allevamenti biologici tedeschi alle fabbriche di carne indiane per capire cosa mangeremo tra 30 anni, in un futuro dunque non troppo lontano.

Cina e India, i paesi con il più alto tasso di crescita della popolazione, si stanno adattando agli usi e ai costumi della popolazione occidentale, consumando carne tutti i giorni, sebbene ancora non raggiungano i livelli di consumi di Stati Uniti e Europa. Ma trattandosi di oltre un miliardo di abitanti per la sola India, anche una variazione relativamente ridotta dei consumi ha un impatto devastante sull’ambiente. Inoltre bisogna sapere che la maggior parte delle coltivazioni agricole globali produce mangime per gli animali, invece di produrre cibo per gli uomini. 

L’alternativa? Purtroppo non sembra essere stata ancora inventata un’alternativa sostenibile alla carne: quella da allevamento biologico costa fino a 4 volte di più rispetto a quella del discount, mentre i nuovi esperimenti fatti sulla carne artificiale hanno oggi prezzi esorbitanti. Entrambe queste due soluzioni sembrano non poter essere alla portata della maggior parte della popolazione mondiale e il problema di nutrire quei 10 miliardi di terrestri nel 2050 resta.

Parrebbe quindi che l’unica soluzione sia far a meno della carne, almeno alcuni tipi di carne: addio a pollo, maiale, mucche e tacchino. Anche la situazione del mare secondo il documentarista tedesco non è delle migliori, perciò dobbiamo dire addio anche al pesce. Che cosa ci resta? Ipotizzare un sistema diverso, che in parte esiste già: agricoltura biologica a chilometro zero, orti urbani che utilizzano fertilizzanti naturali, esperimenti guerrilla gardening per portare alberi di mele e aiuole di fragole al posto del tradizionale verde pubblico non commestibile.

Guarda il trailer di 10 Billion – What’s on your plate?

Chi è Valentin Thurn

Valentin Thurn è un regista di documentari per canali TV e produzioni cinematografiche tedesche e internazionali. Tra le sue opere più famose, c’è il film documentario Taste The Waste che ha avuto più di 130.000 spettatori in Germania ed è stato uno dei documentari di maggior successo nella stagione cinematografica 2011-2012; Not with my daughter! che parla dell’infibulazione in Europa, e Killer Germs, sulla resistenza dei batteri agli antibiotici che si diffondono negli ospedali, mentre The Lord Of The Wolves è incentrato sulle investigazioni di un biologo sulla vita nascosta di un branco di lupi in Romania. Thurn è co-fondatore della International Federation of Environmental Journalists (IFEJ). Vive a Colonia, in Germania.

 



Iscriviti alla newsletter di Hellogreen