Concime naturale fatto in casa per piante e fiori

Concime naturale fatto in casa per piante e fiori

Utilizzare un buon concime naturale può davvero fare la differenza nella cura dei nostri angoli verdi. A differenza dei fertilizzanti chimici, spesso nocivi per l’ambiente e anche per la nostra stessa salute, quelli realizzati in casa con ingredienti 100% biologici e vegetali sono, infatti, non solo più efficaci nel fornire alle nostre piante e fiori tutti i nutrienti di cui hanno bisogno per crescere forti e rigogliosi, ma anche più sicuri ed economici, nonché un buon modo per ridurre l’utilizzo di imballaggi in plastica monouso.

Avere un angolo verde e rigoglioso non solo rende la nostra casa più bella e accogliente, ma può addirittura avere un effetto positivo sulla nostra salute psico-fisica. Numerosi sono, infatti, gli studi che dimostrano come fare giardinaggio, soprattutto se all’aria aperta, possa aiutare a migliorare il tono dell’umore, aumentare l’autostima e persino migliorare i nostri livelli di concentrazione. Insomma, le ragioni per cominciare a sviluppare il nostro pollice verde sono davvero molte!

Oltre a munirci di rastrello, zappa e annaffiatoio, altri grandi alleati nelle nostre attività di giardinaggio sono sicuramente i fertilizzanti, ovvero sostanze organiche e/o chimiche in grado di fornire a piante e fiori alcuni nutrienti chiave che ne consentono il corretto sviluppo, quali ad esempio potassio, azoto e fosforo.

Insomma, così come l’uomo ha bisogno di alimentarsi per svolgere le normali attività quotidiane ed essere in salute, anche le piante necessitano di un supporto esterno per crescere forti e rigogliose.

Fertilizzanti naturali? Migliori per l’ambiente e la nostra salute

Se un tempo questi nutrienti erano abbondanti e facilmente disponibili nel comune terreno, con l’intensificazione delle attività industriali e l’antropizzazione degli spazi naturali, le piante stanno incontrando sempre più difficoltà nel nutrirsi in maniera autonoma. Ecco perché concimi e fertilizzanti sono diventati ormai indispensabili nella cura di orti e giardini.

A dirla tutta, l’utilizzo di sostanze in grado di coadiuvare lo sviluppo delle piante è antico quanto la storia dell’agricoltura stessa: già dalla notte dei tempi l’uomo agricoltore si è accorto di come l’utilizzo di letami e preparati a base di erbe e scarti vegetali permettesse alle piante di crescere in maniera più rapida e sana, riuscendo di conseguenza a influenzare positivamente le rese agricole. Insomma, una meravigliosa prova dell’”intelligenza” del mondo naturale, che già contiene in sé tutto quello di cui ha bisogno per prosperare.

Purtroppo, questo incredibile meccanismo si è cominciato a spezzare con l’avvento della seconda rivoluzione industriale e i primi tentativi di applicare i principi del capitalismo al mondo agricolo. La massimizzazione dei raccolti e l’abbassamento dei costi di produzione sono diventati tristemente la norma, a discapito del rispetto dei tempi e dei ritmi ciclici della natura.

Ecco dunque che i fertilizzanti di origine chimica, tra cui il superfosfato di calcio, brevettato da John Bennet Lawes nel 1842, hanno cominciato a prendere sempre più piede, fino a diventare la norma nell’agricoltura di tipo industriale: da un lato, sono economici e promettono raccolti senza precedenti. Dall’altro, presentano importanti esternalità negative per l’ambiente (ad esempio possono causare il rilascio di sostanze dannose nelle falde acquifere) e possono addirittura compromettere la salute umana, ed in particolare quella dei lavoratori agricoli, portando, tra le altre cose, all’accumulo di sostanze nocive nel sangue e all’aumento del rischio di soffrire di alcuni disturbi respiratori e gastroenterologici, e persino favorire l’insorgenza di certi tumori, anche se si tratta di un nesso che necessità di ulteriori indagini per essere confermato.

Senza contare che l’uso eccessivo di concimi chimici può impoverire il terreno e influire sulla struttura del suolo, compromettendone la capacità di trattenere acqua e nutrienti, diminuendone la produttività.  A lungo termine poi, finiscono per degradare la vita del terreno ed uccidere i microrganismi utili per la nutrizione delle piante. Questo ha reso sempre più necessario l’utilizzo dei fertilizzanti stessi, in un circolo vizioso da cui -ancora oggi- non siamo riusciti a uscire.

Fortunatamente, però, la consapevolezza che un “ritorno alla natura” è tanto necessario quanto urgente sta cominciando a diffondersi sempre più, non solo tra gli ambientalisti, ma anche tra i consumatori stessi, che reclamano il diritto a un cibo più sostenibile, sano, gustoso e naturale.

Il modo migliore per spezzare questa catena è quello di allontanarsi sempre più da modelli agricoli improntati sulla “produttività a tutti i costi” e riscoprire la bellezza del mondo naturale e delle sue incredibili risorse. Fortunatamente, muoversi in questa direzione -per lo meno da un punto di vista individuale- non è poi così difficile e passa anche dal modo in cui scegliamo di concimare le nostre piante e fiori.

Anche in questo caso, i concimi naturali, meglio ancora se realizzati in casa riciclando materiali di scarto, permettono di far crescere piante più sane, forti e rigogliose, e di (ri)dare alla natura il controllo che, in fin dei conti, non ha mai smesso di esercitare.

Concime naturale per piante e fiori: ecco come realizzarlo in casa

Il concime naturale, ovvero realizzato a partire da materiali organici e naturali in grado di fornire alla pianta il giusto mix di nutrienti principali (azoto, fosforo e potassio) e secondari (calcio, magnesio, zolfo, ecc.) è il nostro miglior alleato per avere sempre piante rigogliose, sane e forti, senza per questo compromettere la biodiversità del suolo, la salute dell’ambiente circostante e, di conseguenza, quella degli esseri viventi che lo abitano, non da ultimo della stessa specie umana.

Senza contare che i concimi fatti in casa sono generalmente realizzati utilizzando ingredienti facilmente reperibili, spesso di scarto, come fondi di caffè, bucce di frutta e verdura, o altri scarti alimentari. Questo è certamente un bene per il portafoglio, ma non solo: il recupero di materiali naturali innesca un circolo virtuoso che, in definitiva, contribuisce ad arricchire il terreno e ridurre il consumo degli imballaggi in plastica monouso monouso generalmente utilizzati per contenere i concimi “da supermercato”.

Ecco dunque il procedimento per realizzare cinque fertilizzanti naturali efficaci, sicuri ed economici. Il giardino – e il portafoglio – ringrazieranno!

Fondi di caffè: un fertilizzante naturale per orchidee, rose e ortensie

I fondi di caffè sono ricchi di preziose sostanze nutritive e sali minerali, quali potassio, magnesio, e calcio. Quando vengono aggiunti al terriccio delle nostre piante arricchiscono il terreno creando le condizioni ideali per la crescita di microrganismi benigni che andranno, poi, ad agevolare la crescita delle piante. Inoltre, agiscono anche sulla struttura del terreno, rendendolo nel complesso più morbido e areato e migliorandone anche la capacità di ritenere liquidi. Contengono poi azoto, una molecola essenziale nella sintesi delle proteine che andranno a formare le foglie e il fusto della pianta.

Inoltre, specie se freschi, hanno un potente effetto acidificante, che può essere sfruttato per coltivare tutte quelle piante che amano ambienti di vegetazione tendenzialmente acidi (pH compreso tra 4 e 6.5), come ortensie, rose e orchidee. Il risultato saranno fiori dai colori vivaci e brillanti e piante più forti e resistenti alle malattie e ad altre minacce derivanti dall’ambiente esterno.

Modo di utilizzo: il modo migliore per utilizzare i fondi di caffè come fertilizzante naturale per orchidee ed altre piante acidofile è quello di mescolarli direttamente al terreno delle nostre piante, facendo attenzione a non esagerare con le quantità, altrimenti potrebbero favorire la formazione di muffe dannose per le radici delle nostre piante. In alternativa possono essere aggiunti al compost che usiamo abitualmente nelle nostre operazioni di giardinaggio o utilizzati per creare un ottimo fertilizzante liquido fai da te (le proporzioni sono di circa due tazze di fondi di caffè per ogni secchio d’acqua, ovvero circa 15/20 litri, che andranno lasciati in infusione per almeno una giornata intera prima dell’utilizzo).

Cenere: ecco come realizzare un ottimo concime per limoni

La cenere derivante dalla combustione di legna o carbone è ricchissima di potassio, un nutriente chiave per la fioritura e lo sviluppo dei frutti delle piante, così come di calcio, fosforo e magnesio, il che la rende un ottimo fertilizzante naturale.Al contrario dei fondi di caffè, la cenere ha un effetto alcalinizzante del terreno nella quale viene aggiunta (ovvero è in grado di alzarne il pH, rendendolo più basico). Ecco perché non dovrebbe essere utilizzata in caso di piante acidofile, come azalee, mimose, magnolie, gardenie, ibiscus, bouganville, gigli, calle, rododendri, mirtilli e lamponi.Ottimo è invece l’utilizzo nella coltivazione di ortaggi (melanzane, peperoni, zucchine, pomodori) e piante da frutto, così come per correggere terreni tendenzialmente acidi.

Modo di utilizzo: la prima cosa a cui fare attenzione quando si desidera usare la cenere come concime naturale è che la legna non sia stata verniciata o trattata prima di essere bruciata, in quanto, in caso contrario, potrebbe risultare inquinante. Inoltre, fondamentale è assicurarsi che la cenere sia ben asciutta e non superare mai la quantità di 200 grammi di polvere per metro quadrato di terreno. In alcuni casi si potrebbe anche valutare di aggiungere del compost alla cenere prima di mescolarlo al terreno, in quanto il secondo apporta l’azoto di cui la prima è priva.

Come realizzare un ottimo concime per limoni: per realizzare un ottimo concime per limoni basta aggiungere alla cenere della cannella in polvere (una spezia dalle notevoli proprietà antimicrobiche e antifungine, ricca di potassio, fosforo, calcio e magnesio), nella proporzione di 100 grammi di cannella per 1 kg di cenere, che andranno poi diluite con 2 litri di acqua e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo, da utilizzare ogni 30 giorni per una crescita ottimale della pianta e dei suoi frutti.

Bucce di banana, un concentrato di potassio per la crescita di piante e fiori

Così come le banane sono naturalmente ricchissime di potassio, tanto che il consumo di questo frutto è spesso consigliato a sportivi e a chiunque desideri mantenere un corretto equilibrio elettrolitico durante giornate particolarmente calde o intense, anche le loro bucce contengono grandi quantità di questo nutriente essenziale per la buona crescita di piante e fiori. Ecco dunque che un prodotto generalmente considerato di scarto si trasforma in un ottimo fertilizzante naturale per il nostro orto e giardino.

Modo di utilizzo: per realizzare un ottimo concime naturale basta aggiungere le bucce di banana al nostro compost, intere o ridotte a piccoli pezzi: queste, decomponendosi, contribuiranno ad arricchirlo di azoto, magnesio e al calcio, oltre che di potassio. In alternativa è possibile “seppellire” le bucce di banana (meglio se tritate o ridotte in piccoli pezzi) direttamente nel terreno intorno alle piante alle quali vogliamo dare un extra boost di nutrimento. Ancora una volta, decomponendosi rilasceranno nutrienti preziosi nel suolo. Un’altra valida alternativa è quella di lasciarle macerare per alcuni giorni in una brocca d’acqua (che andrà chiusa con della pellicola o un pezzo di stoffa fissato con degli elastici), che andrà poi usata per bagnare il terreno delle nostre piante fiorite (le rose sembrano beneficiare notevolmente di questo “trattamento”), fornendo loro minerali immediatamente assimilabili.

Gusci d’uovo per “rinvigorire” in modo naturale piante e fiori

Il carbonato di calcio contenuto nel guscio delle uova è un ottimo rinvigorente naturale, che permette di rinforzare il fusto delle piante e permette la corretta crescita dell’apparato radicale. In tal senso, l’utilizzo di questo prodotto di scarto è particolarmente consigliato in caso di piccole piante da frutto, come quella di pomodoro, che potrebbero far fatica a sopportare il peso dei frutti, soprattutto se coltivate in vasi o in piccoli spazi, come su un balcone.A trarre beneficio da questo concime naturale sono anche piante acidofile, come ortensie e azalee: in questo caso il calcio aiuta a mantenere il pH ottimale per la loro crescita e sviluppo. La polvere di gusci d’uovo può inoltre agire da barriera fisica per proteggere le piante da insetti come lumache, chiocciole e vermicelli.

Modo di utilizzo
: per realizzare un ottimo concime naturale con gusci d’uovo basta lavarli accuratamente e poi sminuzzarli con l’aiuto di un pestello o di batticarne fino a ottenere una polvere fine, che potrà essere poi direttamente cosparsa sul terreno delle nostre piante. In alternativa, i gusci possono essere aggiunti al compost per arricchirlo di calcio e altri preziosi minerali.

Macerato d’ortica per stimolare la crescita vegetativa di piante e fiori

Molto efficace per concimare naturalmente il verde in casa è il macerato d’ortica, ricco di azoto in grado di stimolare la crescita vegetativa di piante e fiori, nonché di renderle più resistenti alle malattie e all’azione di altri elementi di stress derivanti dall’ambiente esterno.

Modo d’utilizzo
: il primo passo per preparare un ottimo macerato d’ortica è quello di raccogliere circa mezzo chilo di foglie (attenzione a indossare dei guanti ogni qualvolta si toccano le foglie fresche per proteggere la pelle dal prurito e dall’irritazione causata dall’acido formico contenuto nei peli aghiformi presenti sulle foglie e sugli steli delle piante), che vanno poi sminuzzate in pezzi più piccoli per permettere ai nutrienti contenuti in esse di “liberarsi” durante il processo di macerazione. Le foglie d’ortica precedentemente sminuzzate vanno poi messe in un contenitore non metallico, come un secchio di plastica, che andrà poi coperto completamente con dell’acqua – la proporzione consigliata è quella di 10 litri d’acqua ogni mezzo chilo di foglie d’ortica – possibilmente non clorata in modo che questa non interferisca con il processo di fermentazione e chiuso con un coperchio o un pezzo di tessuto non tessuto (TNT) per evitare l’ingresso di detriti o insetti.A questo punto non resterà che lasciar macerare le ortiche nell’acqua per almeno due settimane (meglio ancora per un mese), facendo attenzione ad agitare il contenitore ogni 2-3 giorni per favorire l’estrazione dei nutrienti. Una volta completato il periodo di macerazione, il liquido andrà filtrato per rimuovere le foglie d’ortica.Il macerato d’ortica è ora pronto per essere utilizzato come fertilizzante liquido circa ogni 2-3 settimane (attenzione a utilizzarlo con moderazione per evitare un’eccessiva concentrazione di azoto, che potrebbe danneggiare alcune piante), ma soltanto previa diluizione con dell’acqua (10 parti d’acqua per 1 parte di macerato). Il rimanente può essere conservato fino a un anno, preferibilmente in un luogo buio e fresco e riposto in un contenitore ermetico.

Altri ottimi concimi naturali sono quelli realizzati con gli infusi di calendula, camomilla e tarassaco, con l’acqua di cottura delle verdure (solo se non salata), i fondi del vino rosso e il lievito di birra.

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