Passione cosmetici vegan e cruelty-free: alcuni consigli d'acquisto

Passione cosmetici vegan e cruelty-free: alcuni consigli d’acquisto

Cosmesi vegetale, biologica o cruelty-free? Impariamo quali sono le principali differenze tra questi termini e perché prediligere prodotti che soddisfino tutti e tre questi requisiti. In conclusione, alcuni consigli pratici per scegliere i migliori cosmetici zero-waste, vegan e cruelty-free.

Le vendite dei prodotti di cosmesi biologica e naturale hanno registrato un forte aumento negli ultimi anni. E se, da un lato, questo testimonia una maggiore sensibilità da parte del consumatore medio circa la provenienza degli ingredienti contenuti nei prodotti applicati sulla propria pelle, dall’altra c’è ancora molta confusione quando si tratta di distinguere tra cosmetici vegan, cruelty-free, zero-waste e/o biologici.

In particolare, non tutti sanno che i prodotti cosmetici cruelty-free non sono necessariamente anche vegani (mentre il contrario è sempre vero), o che l’aggettivo “biologico” ha più che a vedere con i metodi di coltivazione degli ingredienti che con l’effettiva eticità (o meno) di un determinato prodotto. O, ancora, che i cosmetici zero-waste non possono essere considerati come “più green” solo perché il loro involucro ha un basso impatto ambientale (spoiler: anche la formula deve essere priva di sostanze inquinanti e la sua produzione e origine devono essere sostenibili!).

Ecco perché abbiamo deciso di creare questa guida, ricca di suggerimenti per imparare a leggere le etichette dei nostri cosmetici e cominciare a fare scelte più etiche e consapevoli anche in questo campo. Per concludere, alcuni utili suggerimenti d’acquisto dai nostri brand di cosmesi “green” preferiti.

Cosmetici vegani e cruelty-free, biologici e zero-waste: comprendere le differenze per fare scelte più consapevoli

Maggiore attenzione all’ambiente, agli animali e alla propria salute: queste le principali motivazioni che, secondo il Beauty Report di Klarna, negli ultimi anni hanno spinto oltre metà dei consumatori italiani a prestare maggiore attenzione alle certificazioni ed etichette vegan-approved o cruelty- free. Un simile trend si registra anche per i prodotti di cosmesi bio e naturale, spesso percepiti come più eco-friendly e meno aggressivi per la nostra pelle.

Tuttavia, come accennato sopra, spesso le aziende cosmetiche fanno indiscriminatamente leva su questi termini (che sono in realtà ben diversi tra loro) per attrarre un numero maggiore di consumatori eco-consapevoli, i quali sono però spesso ignari del loro reale significato.

Ecco, in breve, quale è la differenza tra un cosmetico biologico, uno vegano, uno cruelty-free ed uno zero-waste:

Cosmetici vegan e cruelty-free

Una delle credenze più diffuse nel mondo beauty è che i termini “vegano” e “cruelty-free” siano sinonimi, quando la realtà dei fatti è ben diversa. Infatti, il termine “cruelty-free” è usato soltanto per indicare un prodotto che non è stato in alcun modo testato sugli animali, mentre con “vegano” non ci limitiamo soltanto ad indicare quei cosmetici la cui produzione non comporta alcuna forma di abuso nei confronti degli animali, ma anche che siano stati realizzati esclusivamente con ingredienti 100% di origine vegetale (siano essi naturali o sintetici, ma vedremo meglio la distinzione tra poco).

In poche parole, un cosmetico vegan è necessariamente anche cruelty-free (o “not tested on animals” – ovvero non testato sugli animali), mentre un prodotto cruelty-free non è necessariamente vegano, in quanto potrebbe contenere ingredienti o composti di origine animale. Ma non è tutto. Quando parliamo di cosmetici cruelty-free, dobbiamo anche fare particolare attenzione a diciture quali “clinicamente testato”, “dermatologicamente testato” e “microbiologicamente testato”, che sono spesso altrettanto fuorvianti per un consumatore poco informato. Vediamo quindi brevemente insieme quali sono le principali differenze.
“Clinicamente testato” indica soltanto che un prodotto è stato oggetto di test su volontari, ma non garantisce che non siano stati effettuati anche test su animali. Allo stesso modo, “dermatologicamente testato” è usato per identificare un prodotto che è stato oggetto di test dermatologici (ovvero per valutarne gli effetti sulla pelle), ma – ancora una volta – non vi è alcuna garanzia che tale prodotto non sia stato testato sugli animali. Infine, il termine “microbiologicamente testato” si riferisce esclusivamente ai controlli che i prodotti cosmetici devono obbligatoriamente subire in fase di produzione per evirare contaminazioni da parte di funghi e batteri, i quali sono potenzialmente pericolosi per la pelle. Analogamente a quanto detto sopra, questa dicitura non indica se siano stati effettuati o meno anche test su animali.

Cosmesi biologica e naturale

“Biologico” è uno dei termini più inflazionati degli ultimi anni nel mondo della cosmesi (e non solo): ma che cosa significa? Analogamente a quanto accade per i prodotti alimentari, biologico” indica come gli ingredienti naturali contenuti in un determinato cosmetico provengano da agricoltura biologica certificata, ovvero che esclude l’uso di prodotti di sintesi e di organismi geneticamente modificati (OGM).
Secondo il Regolamento CE 834/07, un prodotto naturale e biologico può essere definito come tale solo dopo aver ottenuto una certificazione rilasciata da un ente riconosciuto e che garantisca il superamento di severi controlli sui prodotti impiegati nella coltivazione e lavorazione degli ingredienti contenuti nello stesso. Tuttavia, ciò non garantisce in alcun modo che il cosmetico in questione sia totalmente cruelty-free.

Cosmetici zero-waste

Un cosmetico zero-waste (ovvero a “rifiuti zero”) è un cosmetico che non solo è protetto da un packaging a basso impatto ambientale, ma la cui formulazione è per quanto possibile priva di componenti inquinanti e nocivi per l’ambiente, gli animali e la salute umana (prime tra tutte le dannosissime microplastiche).

Parliamo dunque generalmente di prodotti solidi (come shampoo, balsamo, bagnoschiuma, detergenti per corpo e viso, dentifrici, deodorante), che non necessitano di essere imballati in confezioni di plastica o che sono contenuti in packaging realizzati con materiali riciclati, biodegradabili o riutilizzabili (quali carta riciclata, alluminio o vetro ).

Sono, inoltre, realizzati prevalentemente – o, meglio ancora, esclusivamente – con ingredienti di origine vegetale e con formulazioni completamente prive di microplastiche (ovvero i piccoli “granelli” che troviamo nei comuni prodotti per la cura della persona, come dentifrici, saponi o esfolianti), qui sostituite da ingredienti naturali quali noccioli albicocca, semi di papavero, chicchi di riso, sfere di jojoba o sale marino.

Si tratta, dunque, di cosmetici a base vegetale e naturale, il che – come abbiamo visto sopra – non equivale né a biologico né a cruelty-free. Ecco perché dobbiamo imparare a leggere attentamente le etichette.

Quindi, che tipo di prodotti dovremmo scegliere: vegan e cruelty-free, biologici o zero-waste? Secondo noi, la scelta migliore che possiamo fare – sia in termini etici che ambientali e salutistici – è proprio quella di indirizzarci verso prodotti che rispettino tutte queste caratteristiche, in quanto ciascuna di esse è importante per avere un prodotto realmente sicuro per la nostra salute, “green” e sostenibile.

Ma come possiamo assicurarci che un prodotto soddisfi tutte queste caratteristiche? Semplice, leggendo (bene!) la sua etichetta. Ecco come farlo.

Come leggere le etichette dei cosmetici vegan e cruelty-free, biologici e zero-waste: alcuni semplici suggerimenti

Leggere le etichette dei cosmetici vegan e cruelty-free non è semplice ed il rischio di commettere errori è dietro l’angolo. Ecco alcuni pratici consigli per scegliere a colpo sicuro verso il nostro cosmetico sostenibile.

Leggere l’INCI al fine di individuare eventuali ingredienti di origine animale

Il primo consiglio è quello di leggere attentamente l’INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients”, ovvero la denominazione internazionale utilizzata per indicare in etichetta, in ordine decrescente, i diversi ingredienti presenti all’interno di un prodotto cosmetico) del prodotto che intendiamo acquistare. In particolare, assicuriamoci che esso non contenga né ingredienti di origine animale né di origine sintetica.Tra gli ingredienti di originale animale più comunemente utilizzati nelle formulazioni cosmetiche troviamo:

  • Miele e cera d’api – spesso indicati rispettivamente come mel/honey e beeswax;
  • Lanolina (grasso di lana) – spesso indicata come lanoline;
  • Squalene (olio di fegato di squalo);
  • Carminio o cocciniglia – spesso indicata come E120 o C.I. 75470;
  • Gommalacca – spesso indicata come shellac;
  • Gelatina animale (estratta da ossa, tendini o legamenti di mucche o maiali) – o gelatine;
  • Glicerina (da grasso animale) – spesso indicata come glycerin;
  • Collagene (da tessuti animali, ossa, pelle o legamenti);
  • Cheratina (da pelo o corna animali) – spesso indicata come keratine;
  • Allantoina o urea (da urine animali) – spesso indicata come allantoin o urea;
  • Guanina (da squame di pesce);
  • Ambra grigia (vomito di balena) – spesso indicata come ambergys;
  • Acido stereatico (dallo stomaco di maiale) – o stereatic acyd;
  • Placenta (da organi animali, solitamente da pecora);

Inoltre, svariati brand producono pennelli per il trucco, spazzole ed alcune tipologie di ciglia finte con setole animali, solitamente provenienti da cavallo, volpe, scoiattolo, zibellino o visone. Per una lista completa degli ingredienti animali più comunemente usati nel mondo beauty – e non solo – è possibile consultare questa guida redatta da PETA (per ora disponibile soltanto in lingua inglese) o consultare il Biodizionario di VeganOk. Tra quelli artificiali, prestiamo invece attenzione alla presenza di coloranti di origine chimica. Questi, solitamente indicati verso la fine della lista degli ingredienti (in etichetta), sono facilmente identificabili attraverso denominazioni in lingua inglese o codici numerici, che in genere seguono la lista internazionale denominata “Color Index“, formata dalla sigla “CI” seguita da una serie numerica composta da 5 cifre.Assicuriamoci inoltre che il prodotto non contenga tensioattivi derivati dalla raffinazione del petrolio (i più comuni sono Sodium laureth sulfate, Sodium lauryl sulfate, Ammoniun lauryl sulfate) o altri ingredienti derivati dal petrolio, quali Paraffinum Liquidum, PEG e PPG, Mineral Oil e Petrolatum, molto comuni nelle creme idratanti per il viso e per il corpo delle principali case (cosmetiche).
Evitiamo anche siliconi come il Poliquaternium-80, Dimethicone e Amodimethicone, ingredienti molto inquinanti e generalmente utilizzati per creare una “pellicola” che dona apparente luminosità alla pelle e ai capelli.

Affidarsi ad app dedicate e marchi di certificazione

Leggere bene l’INCI dei prodotti ci consente di prendere familiarità con gli ingredienti più comunemente utilizzati nella formulazione dei cosmetici che scegliamo di utilizzare. Tuttavia, sappiamo anche che è molto difficile -se non impossibile- conoscere la provenienza di ogni singolo ingrediente nell’INCI.
Fortunatamente, possiamo affidarci a delle comode app che ci diranno quali prodotti acquistare e quali no soltanto inquadrando il loro codice a barre. Tra le nostre preferite troviamo Yuka, Cosmetic Scan, Inci Ok e Ingred.

In alternativa, possiamo affidarci ai diversi marchi di certificazioni che identificano con dei semplici simboli i prodotti cruelty-free, vegani e/o biologici. Tra essi, il marchio di certificazione VeganOk, riconosciuto a livello europeo, e concesso ad un prodotto solo dopo il superamento di stringenti standard di controllo lungo tutta la filiera produttiva. Altre certificazioni riconosciute a livello europeo sono il “Leaping Bunny Program” di PETA, che include due tipi di certificazioni, una che identifica i prodotti unicamente non testati, l’altra i prodotti che sono sia vegani che non testati. Infine, si raccomanda anche di consultare le liste redatte e continuamente aggiornate da LAV e LEAL per quanto riguarda i cosmetici certificati come “cruelty-free”.

Per quanto riguarda i prodotti biologici, tra le certificazioni più autorevoli troviamo NaTrue, creata dall’International Natural & Organic Association, l’ICEA, rilasciata dall’Istituto per la certificazione etica ed ambientale e riconosciuta a livello europeo e, infine, il marchio di garanzia AIAB, l’Associazione Italiana dell’Agricoltura Biologica.

Prediligere packaging sostenibili

Come accennato in precedenza, un prodotto può considerarsi come realmente sostenibile soltanto quando sia la sua formulazione che il suo packaging sono realizzati nel pieno rispettoso dell’ambiente e degli animali. Ecco perché è preferibile orientarsi verso prodotti solidi o confezionati con/in packaging creati con materiali riciclati, riciclabili e riutilizzabili (come carta riciclata, alluminio, stoffa, fibre vegetali o vetro).

Attenzione ai “doppi standard”

Sebbene a partire dal 1 marzo 2013 l’Unione Europea abbia vietato non solo tutti i test sugli animali in ambito cosmetico, ma anche l’importazione di ingredienti cosmetici testati altrove (direttiva 2003/15/CE ), alcuni brand presenti sul mercato europeo hanno deciso di avventurarsi anche sul suolo cinese, dove i test sugli animali sono addirittura obbligatori per legge per tutti i prodotti stranieri che vogliono essere commercializzati nel Paese. Come facilmente intuibile, questa pratica è non solo poco etica dal punto di vista morale, ma anche nei confronti del consumatore, che è convinto di acquistare da un brand cruelty-free quando la realtà è ben diversa. Ecco perché il nostro consiglio è quello di dissociarsi da quei brand che applicano doppi standard nei confronti dei test sugli animali. Tra questi possiamo trovare Nars, l’Oréal, Revlon, Rimmel, Avon, Sephora, Max Factor, Maybelline, Clinique, Shiseido, Lancome, Benefit, Mac e Bobby Brown.
E se, invece, siamo amanti della cosmesi fai da te, questo articolo è ricco di spunti e ricette per cosmetici interamente naturali e creati con ingredienti facilmente reperibili.

Cosmetici vegan e cruelty-free, biologici e zero-waste: alcuni consigli d’acquisto

Per concludere, vogliamo segnalarvi alcuni tra i nostri prodotti di cosmesi green preferiti, tutti rigorosamente vegan e cruelty-free e molti di essi biologici e zero-waste.

  1. Foamie, Shampoo solido per capelli secchi con aloe vera e olio di mandorle
    Uno shampoo solido 100% vegano, senza plastica, solfati, alcool e parabeni, pensato per donare una profonda idratazione e luminosità ai nostri capelli. Inoltre, per ogni Foamie venduto verrà raccolta una quantità di plastica pari al suo peso che rischia di minacciare gli ecosistemi marini.
  2. Georganics, Dentifricio vegano e non schiumogeno, biologico e sbiancante
    Un dentifricio vegan senza SLS e fluoro, ricco di minerali che aiutano a rimuovere la  placca dentale e a pulire i denti in modo naturale. La formula non schiumogena contiene soltanto ingredienti biologici di derivazione naturale – in primis olio di cocco e argilla caolino – ed è racchiusa in un comodo barattolo di vetro riutilizzabile.
  3. Puremetics, Maschera peel-off anti-impurità
    Una maschera peel-off 100% vegana, naturale e senza plastica, adatta per pelli impure, grasse e/o con acne. La maschera contiene soltanto ingredienti di origine vegetale e biologica – tra cui preziosi estratti di alga spirulina – ed è priva di microplastiche: ecco perché dopo la rimozione può essere semplicemente smaltita nel cestino dell’umido. Inoltre, anche l’imballaggio è ecologico e creato in carta riciclata e biodegradabile.
  4. Alkemilla Eco Bio Cosmetics, “addolcilabbra” vegano fragola e panna
    L’”Addolcilabbra” di Alkemilla è un burro labbra dal profumo avvolgente che, grazie ad una combinazione di olii, burri e cere vegetali, idrata le labbra e le protegge da agenti esterni. La formulazione è completamente vegana, non testata sugli animali, biologica e priva di nickel, cromo, petrolati e parabeni. Disponibile anche in altre profumazioni.
  5. The Ilex Wood, crema viso con rosa e incenso
    Una crema viso composta al 100% da ingredienti naturali, quali oli essenziali di rosa, incenso, geranio e lavanda. Ideale per aiutare a combattere i segni dell’invecchiamento cutaneo ma anche per nutrire le pelli da secche a miste. La crema viso è inoltre cruelty free e non contiene parabeni, olio di palma o plastica. Inoltre, anche la confezione è interamente in vetro e materiali riciclabili.



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