da un oceano di pesci a un oceano di meduse

Da un mare di pesci a un mare di meduse

Più meduse nei mari Italiani a causa dei cambiamenti climatici e della pesca incontrollata dei pesci predatori nel mediterraneo. Ma non tutte le meduse sono uguali: ecco come riconoscere quelle velenose e quali sono i rimedi naturali contro le punture di meduse.

Ci spaventano, disturbano le nostre vacanze e ci costringono sul bagnasciuga. Sono le meduse, animali che affollano gli incubi dei bagnanti e rovinano le giornate al mare di molti di noi. Quest’anno il problema sembrerebbe interessare con una particolare attenzione il bacino del Mediterraneo e, di conseguenza, le nostre splendide coste.

Emergenza meduse

Questo è quello che sembrerebbe emergere dal quinto simposio internazionale sulle scienze del mare, che quest’anno si è svolto nel campus di San Vicente dell’Università di Alicante, in Spagna. Organizzato da sei università spagnole, l’incontro ha accolto dal 20 al 22 giugno oltre 250 ricercatori, giunti in Catalogna da ogni parte del mondo. Tra i numerosi temi trattati durante i quattro giorni di lavoro e incontri, quello legato all’emergenza meduse ha ridestato un notevole interesse. L’obiettivo è quello di trovare una soluzione a quello che potrebbe presto rivelarsi un problema più serio del previsto. Sia per quanto riguarda gli equilibri dell’ecosistema, sia per le ricadute che andrebbero a interessare l’economia delle zone maggiormente colpite.

Quali sono le cause?

Il sovraffollamento di meduse nel Mediterraneo può essere ricondotto a diverse cause, come: la progressiva riduzione del numero di predatori naturali nei nostri mari, la sempre minore presenza di concorrenti alimentari e – per ultimo ma non meno importante, anzi! – gli acclarati cambiamenti climatici, che portano nuove specie di meduse a cercare rifugio nel Mediterraneo, dove ritrovano un ambiente più congeniale alle proprie esigenze e abitudini.

Il sovraffollamento può certo essere un problema, ma diversi studiosi tengono a sottolineare come la situazione sia costantemente monitorata e l’aumento delle meduse risulti ancora sotto controllo e non sia ancora preoccupante. Esistono oggi Applicazioni e numeri verdi a disposizione dei cittadini per segnalare la presenza di meduse e riconoscere la tipologia, perché non tutte le meduse sono uguali, oltre a quelle velenose infatti esistono meduse che non ci causano le fastidiose scottature e sono molto belle da vedere.

Vuoi saperne di più sulle meduse?
Guarda il video per riconoscere quali sono quelle velenose:

Rimedi alle punture di meduse

Tornando alle vacanze e alle nostre ore in acqua, nel caso venissimo in contatto con i tentacoli delle meduse occorre prestare attenzione a poche, ma importanti, norme:

1- Uscire immediatamente dall’acqua per scongiurare complicazioni ed evitare di strofinare o grattare la zona interessata da irritazione.

2- Pulire bene la ferita con acqua salata. Assolutamente da evitare è invece l’acqua dolce, che potrebbe attivare alcune tossine presenti sui tentacoli della medusa. Nel caso ci fossero residui di tentacoli, eliminarli con la parte liscia di un coltello o con una carta semi rigida (come può essere quella del bancomat).

3- Evitare di utilizzare i vecchi rimedi della nonna come aceto, ammoniaca (o urina) e alcol. Molto meglio spalmare sulla zona interessata un gel astringente al cloruro d’alluminio, preferibile se a una concentrazione del 5%, che permette di attenuare il prurito e limitare la propagazione delle tossine.

4- Non esporre assolutamente alla luce solare la ferita nei giorni appena dopo la puntura. La pelle risulta infatti ancora molto sensibile e potrebbe riportare un’antiestetica cicatrice.

In caso di allergia, contatto massiccio e sentori di malessere, avvisare immediatamente il medico o rivolgersi al 118 per controlli approfonditi e per scongiurare shock anafilattici e complicazioni.



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