Danilo Mainardi

Danilo Mainardi, l’etologo che ha insegnato agli italiani l’amore per gli animali

Pochi giorni fa, l’8 di marzo, è morto all’età di 84 anni l’etologo Danilo Mainardi. Si è spento nella sua casa di Venezia, città nella quale svolgeva ancora la sua attività di docente presso l’Università Ca’ Foscari.

Forse i più giovani non sapranno nemmeno chi fosse questo appassionato studioso della vita degli animali. Ma chiunque abbia più di quarant’anni non potrà non ricordare le sue numerose apparizioni televisive in Quark e Superquark, al fianco di Piero Angela, oltre che i suoi numerosissimi articoli su riviste come Airone o sul Corriere della Sera.

Mainardi è stato un importante e apprezzato studioso del comportamento animale, ha prodotto più di duecento pubblicazioni scientifiche, e ha contribuito a molte scoperte importanti, in particolare relative al comportamento sociale di diverse specie. Per molti anni (dal 1967 al 1992) ha insegnato all’Università di Parma, lasciando un segno importante e numerosi allievi. Tra l’altro proprio l’Università emiliana ha deciso di dedicare a Mainardi il Darwin Day che si svolge oggi 10 marzo 2017, una sorta di festa della scienza il cui scopo è sensibilizzare e ispirare le persone comuni a “riflettere e ad agire sulla base del coraggio intellettuale, del pensiero scientifico e della sete per la verità, incarnati nella persona di Charles Darwin”.

Infatti probabilmente  il più importante apporto dato da Mainardi alla causa della scienza è stato il suo impegno nella divulgazione dell’educazione ambientale. Mainardi era convinto che l’amore per la natura e per l’ambiente, il rispetto per gli animali e tutte le forme di vita, potesse essere fortemente rafforzato dalla conoscenza. Per questo di prodigò a raccontare la vita e le abitudini degli animali (quelli selvaggi, come quelli domestici), con linguaggio semplice, ma sempre interessante e competente.

Mainardi non poteva definirsi un “animalista” secondo l’accezione che ne daremmo oggi, ma fu sempre apertamente contrario a manifestazioni violente come le corride, o all’utilizzo degli animali nei circhi. Sostenne inoltre la necessità di ridurre il più possibile l’utilizzo degli animali nelle sperimentazioni scientifiche, e il dovere di difendere gli animali in via di estinzione.

Danilo mainardi in TV al Tg5

Un’intera generazione di italiani ha imparato ad amare gli animali attraverso i le trasmissioni e i documentari proposti da Piero Angela, in cui il ruolo di Mainardi era sempre quello di raccontare la natura in modo semplice e chiaro, spesso rendendo interessanti e divertenti le storie degli animali attraverso aneddoti o curiosità. E lo faceva, cosa che non guastava, con quel suo fare bonario che faceva molta simpatia.

Con la morte di Danilo Mainardi, oltre a venire a mancare un grande studioso, se ne va un altro pezzo di quella televisione utile e di servizio, che riusciva a tenere milioni di persone davanti allo schermo insegnando e facendo cultura.



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