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Dieta BARF per cani: che cos’è e come si pratica

Cani e Gatti, In Evidenza, Opinioni

La Dieta Barf è un modo sano e originale per dar da mangiare al vostro cane.

Alla base della Dieta Barf c’è l’idea di alimentare il proprio cane con ingredienti naturali e nel rispetto della sua fisiologia, in maniera semplice e con molti vantaggi.

Perché non è vero che la dieta bilanciata è solo quella industriale. Al contrario. Un movimento che si sta diffondendo rapidamente anche in Italia ci spiega come e perché la salute del nostro migliore amico dipende in gran parte da noi.

La dieta Barf per cani è un modo nuovo e salutare da scegliere per una alimentazione del cane corretta ed equilibrata.Prendersi cura di un animale domestico vuol dire fare scelte fondamentali per la sua salute e il suo benessere. Importante, forse più delle altre, è la scelta che riguarda la dieta alimentare: così come lo è per gli uomini, allo stesso modo avviene per i nostri amici a quattro zampe.

Il giusto apporto di nutrienti, i cibi da evitare, ciò che il nostro organismo fa fatica ad assimilare o digerire sono considerazioni utili anche per il cibo per cani. Quali sono i principi da tenere in considerazione? Quali sono gli alimenti che un cane sceglierebbe per sé? Che cosa mangerebbe l’erede biologico del lupo in natura? Oltre al cibo per cani industriale fortemente pubblicizzato che possiamo trovare in ogni supermercato, esistono offerte alternative: alimenti biologici, preparati con ingredienti certificati, Cruelty Free.

Illustriamo qui di seguito la dieta BARF, un modo originale per dare da mangiare al nostro cane.

La scelta dell’industria alimentare

Era il 2007 quando il più grande scandalo che abbia mai coinvolto l’industria alimentare travolse la Menu Food, portando alla luce alcuni fatti fino ad allora sconosciuti. La Menu Food, era un’azienda canadese e produceva crocchette e alimenti in scatola per cani e gatti. Lo faceva per conto di 17 fra i 20 marchi più famosi al mondo. Chi comprava mangimi di alta qualità e chi mirava al risparmio stava comprando, sotto brand diversi, alimenti che contenevano gli stessi ingredienti. Non sarebbe stato semplice da scoprire tuttavia se all’inizio del 2007 la Menu Food non avesse cambiato il fornitore di glutine di grano – meglio conosciuto come seitan – in sostanza, la parte proteica del grano. Il prezzo del glutine negli Stati Uniti era schizzato alle stelle, soprattutto per i costi di produzione, e così alcuni broker americani avevano cominciato a comprarlo in Cina.

la dieta BARF, cibo per cani natuale

Cibi pronti, un mix letale

In seguito a un numero impressionante di decessi di cani e gatti, fu aperta un’indagine su più fronti: Food and Drug Administration, Menu Food e tre diversi istituti universitari cominciarono a ricercarne la causa. Dopo tre mesi, emerse che il glutine acquistato in Cina era stato adulterato con melamina e acido cianurico, un mix letale perché causava la formazione di cristalli nei reni degli animali, compromettendone totalmente la funzionalità.

Questo e altri ritiri di alimenti per cani e gatti dai banchi di vendita in seguito a contaminazioni da salmonella, tossine e botulino, hanno creato dapprima una crescente diffidenza nei confronti dei cibi pronti, e una ricerca di soluzioni per salvaguardare la salute degli animali domestici.

Una dieta naturale

Così torniamo alla domanda di partenza: che cosa mangerebbe l’erede biologico del lupo in natura? Di sicuro non glutine di grano, cereali e additivi chimici. Mangerebbe prede di piccole e medie dimensioni: polli, conigli, erbivori più grandi. E ne mangerebbe ossa, carne e interiora crudi. In questo modo avrebbe i denti sempre puliti e assumerebbe tutti i nutrienti biodisponibili di cui ha bisogno. Semplice, no?

Un veterinario australiano alla fine degli anni ’80 propone una soluzione: la dieta BARF (acronimo per Bones and Raw Food), messa a punto da lui stesso e diffusasi prima negli Stati Uniti grazie a Debby Tipper e poi in Europa grazie a Swani Simon.

La dieta BARF sembrerebbe quasi una filosofia, cioè rispettare i principi nutrizionali dei cani, nel modo in cui si alimenterebbero nel loro ambiente naturale. È un po’ come riscoprire l’ovvietà, ma non è per questo si tratta di una scelta meno coraggiosa o geniale.

Guarda il video della dieta BARF

Una dieta da carnivoro

In che cosa consiste esattamente la dieta BARF? Consiste nel comporre una preda: carne, ossa, interiora, sia organi sia frattaglie, uova, verdura cotta o macinata (che simula il contenuto dello stomaco di una preda erbivora) frutta, erbe selvatiche e spezie (rosmarino, borragine, aglio, curcuma) e mettere tutti questi ingredienti crudi nella ciotola del cane. Come si fa?

Mettendosi d’accordo con il macellaio di fiducia, ci si fanno tenere da parte i pezzi di carne che sono più difficili da vendere perché un po’ più duri o un po’ più grassi. Una carne ottima per il cane è il biancostato, che si usava per fare il lesso, e si usa ancora, ma il lesso non è più così popolare. Contiene infatti il giusto mix di carne, ossa e grasso. Anche le interiora sono importanti: fegato, cuore, reni, polmone e trippa verde o rumine di vacca contengono preziosi sali minerali, vitamine, grassi indispensabili e immediatamente biodisponibili perché “veri” e freschi. Anche le verdure crude o cotte e la frutta arricchiscono la dieta fornendo vitamine.

Pur essendosi adattato a mangiare cereali, il cane conserva tutte le caratteristiche del carnivoro: denti fatti per strappare e lacerare la carne, un tratto digestivo breve e ricco di acidi ed enzimi che processano velocemente le proteine e sono in grado di distruggere qualsiasi salmonella. Costretto a mangiare cereali, spesso il cane soffre di vari disturbi gastrointestinali e di allergie dovute a fermentazioni anomale. Per capire meglio questo fenomeno ci basti pensare ai vari stomaci degli erbivori, vere e proprie camere di fermentazione dove estrarre il nutrimento dall’erba e dai cereali.

La dieta BARF prevede inoltre un giorno di digiuno, per simulare quasi alla perfezione la situazione naturale, in cui il cane adulto non sempre riesce a nutrirsi tutti i giorni. Ai cuccioli, invece, fino all’anno il digiuno viene risparmiato. Il cucciolo non è diverso dall’adulto, le quantità di cibo vanno calcolate in base al peso del cane e via via adattate.

La dieta BARF è uguale per tutti: non ci sono distinzioni di razza ma caso mai di individuo, perché come noi ogni cane è diverso e spetta al suo proprietario – introducendo i nuovi alimenti uno alla volta – capire che cosa può non essere tollerato o gradito al suo amico. In genere un cane sano non ha problemi e passa facilmente dal cibo biologicamente “morto” al cibo “vivo”.

Attenzione: la BARF non si trova pronta, sarebbe un controsenso visto che tutto sta nel selezionare gli ingredienti per avere la certezza di quello che stiamo dando al nostro cane. Come noi, anche gli animali sono quello che mangiano e la cosa migliore è sempre scegliere anche a seconda della stagione che cosa mettere nella ciotola. All’inizio ci si sente un po’ disorientati, perché da tutte le parti ci sentiamo dire che la sola dieta bilanciata è quella industriale, ma basta un po’ di esperienza e si acquista subito sicurezza.



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La priorità è la salute dei cani

Fra gli oppositori più decisi della dieta BARF ci sono proprio i veterinari, che accusano la carne cruda di ogni possibile contaminazione e pericolo. Viene da chiedersi come facessero i cani selvatici, e prima di loro i lupi, che di certo non potevano cuocersela. In realtà qualunque carne comprata dal macellaio, anche se troppo “stagionata” per noi, è mille volte più sana del tipo di carne che finisce nelle crocchette, soprattutto perché ci finisce solo carne che non può rientrare nella filiera alimentare umana.

Dall’avvento dell’industria del pet food, la salute degli animali domestici è decisamente peggiorata. Sono comparse patologie che non avevano mai afflitto cani e gatti, allergie di ogni tipo, obesità, diabete, tumori anche molto rari, e patologie dei reni soprattutto nei gatti. A volte il veterinario le prova tutte, cambia le crocchette dieci volte, facendo il giro di tutti i marchi e finendo inevitabilmente alle formulazioni “veterinarie”. Spesso il problema non si risolve e allora scatta la ribellione nel proprietario che si informa e approda alla BARF.

In Germania è diventata così popolare che ha provocato un calo nella vendita di cibo industriale, l’unico paese al mondo in controtendenza. Il passaparola è il suo vettore di preferenza perché chi ha provato non tornerebbe più indietro. Guardando il pelo lucidissimo, la vitalità, l’appetito, le orecchie pulite, i denti bianchi e l’alito lieve del proprio cane, il “barfista” ha la certezza di aver fatto la scelta giusta.

Articolo a cura di Valeria Raimondi

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