Ecobonus 2024: cosa cambia, requisiti e beneficiari

Ecobonus 2024: cosa cambia, requisiti e beneficiari

Tra i bonus edilizi confermati per il 2024 troviamo l’ecobonus: ecco tutte le ultime novità previste per l’anno in corso, chi potrà beneficiarne, ed un elenco completo degli interventi di efficientamento energetico che si potranno realizzare con detrazioni al 50%, 65%, 70% o 75%.

Tra i cosiddetti bonus edilizi confermati per il 2024 troviamo l’ecobonus, una detrazione fiscale volta a supportare i lavori di riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Non sono previste novità sul fronte dei lavori ammessi, che spaziano dalla semplice sostituzione sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore alla più complessa installazione di impianti di climatizzazione invernale con generatori di calore alimentabili a biomasse, e delle aliquote di detrazione.
A cambiare saranno, invece, le modalità di erogazione degli incentivi. La cessione e lo sconto in fattura saranno infatti sostituiti dal rimborso delle spese sostenute, di cui andrà fatta domanda con la presentazione della dichiarazione del reddito.

Ma vediamo più nel dettaglio quali sono gli interventi di riqualificazione energetica ammessi in detrazione fiscale, chi potrà usufruire dell’ecobonus 2024, e quali sono le modalità per richiederlo.

Ecobonus 2024: che cos’è?

Con Ecobonus si intendono le agevolazioni fiscali sulla riqualificazione energetica degli immobili approvate con il Decreto Rilancio del 2020 (decreto legge n. 34/2020) e da poco prorogate dal governo Meloni per tutta la durata del 2024. Una misura pensata in primo luogo per facilitare la transizione verso fonti di energia pulite e rinnovabili, ed in secondo luogo per supportare in maniera concreta il settore edile sul territorio nazionale.

In particolare, l’ecobonus prevede un rimborso spese del 50% oppure al 65% in base alla tipologia di lavori svolti. Inoltre, qualora siano soddisfatti specifici requisiti, il rimborso spese può superare il 65%: è il caso ad esempio dei lavori che svolti negli spazi comuni dei condomini o di quelli che, oltre a promuovere il risparmio energetico, migliorano anche le prestazioni energetiche degli edifici.

Tra questi, ad esempio, coibentazioni ai nuovi pavimenti, sostituzione di finestre o infissi, ma anche l’installazione di pannelli solari o la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale, interventi volti a ridurre il consumo energetico relativo ai sistemi di riscaldamento che migliorano anche l’efficienza termica dell’edificio.

In entrambi i casi, il bonus viene erogato sotto forma di detrazione fiscale Irpef (per le persone fisiche) o Ires (per le società), da recuperare nell’arco di dieci anni, con rate annuali di pari importo.

Da specificare anche che la detrazione è applicabile solo per i lavori di riqualificazione energetica effettuati su unità immobiliari ed edifici residenziali esistenti. Escluse sono invece tutte le spese sostenute per la costruzione di un nuovo immobile, analogamente a quanto avviene nel caso delle agevolazioni fiscali per i lavori di ristrutturazione (Bonus casa).

Ecobonus 2024: chi sono i beneficiari?

A poterne usufruire dell’ecobonus saranno, anche quest’anno, tutti i contribuenti (residenti e non residenti) che possiedono a qualsiasi titolo un immobile oggetto di intervento.

I beneficiari dell’ecobonus 2024 comprendono:

  • I contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di capitali e di persone);
  • Associazioni tra professionisti;
  • Enti pubblici e privati non attivi in attività commerciali;
  • Persone fisiche: titolari di un diritto sull’immobile, condomini, inquilini, possessori di un immobile in comodato, familiari e conviventi che sostengono le spese;
  • Organizzazioni non a scopo di lucro di utilità sociale e volontariato;
  • Associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati agli immobili adibiti all’attività sportiva.

Detrazioni ecobonus 2024: su che edifici possono essere svolti i lavori?

Le detrazioni dell’ecobonus sono valide sia per lavori effettuati su unità immobiliari ed edifici esistenti, già censiti o per i quali sia stata presentata richiesta di accatastamento, che per immobili strumentali, merce o patrimoniali.

Tra questi:

  • Parti comuni dei condomini;
  • Unità immobiliari adibite a prima casa;
  • Seconde case.

Esclusi dalla ricezione dell’ecobonus sono invece gli immobili che appartengono alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, ovvero:

  • Abitazioni di tipo signorile;
  • Abitazioni in ville;
  • Castelli, palazzi storici o palazzi con valore artistico;
  • Immobili totalmente sprovvisti di sistemi di riscaldamento.

Inoltre, per gli edifici nei quali l’impianto di riscaldamento non è funzionante, deve essere dimostrabile che l’edificio è dotato di impianto di riscaldamento rispondente alle caratteristiche tecniche previste dal d.lgs. 19 agosto 2005 n. 192 e che tale impianto è situato negli ambienti nei quali sono effettuati gli interventi di riqualificazione energetica. 

Ecobonus 2024: a quanto ammontano le aliquote?

Confermate per il 2024 anche le aliquote dell’ecobonus, che ammontano al 50 o al 65 per cento delle spese sostenute in relazione a specifici interventi ammessi all’agevolazione, e che potranno poi essere recuperate in sede di dichiarazione dei redditi in 10 quote annuali di pari importo.

In particolare, le aliquote ordinarie sono fissate a:

  • 50% per infissi, biomassa e schermature solari;
  • 65% per le rimanenti tipologie di spese.

Qualora gli interventi di efficientamento energetico siano invece effettuate su parti comuni dei condomini, l’importo di detrazione IRPEF sale al 70% (qualora i lavori incidano sul 25% della superficie complessiva del condominio) e al 75% (se la riqualificazione energetica porta non solo ad un miglioramento dello stato energetico dell’edificio, ma anche ad un risparmio complessivo sulla spesa energetica estiva ed invernale).

Ecobonus 2024: quali sono i lavori ammessi?

Detrazione Ecobonus al 50 e 65%

La maggior parte degli interventi di ristrutturazione energetica ammessi possono godere di una detrazione pari al 65%.

Più nello specifico, tra questi possiamo trovare:

  • Acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti con risparmio di energia primaria pari almeno al 20%;
  • Acquisto e la posa in opera delle schermature solari, fino a 60.000 euro;
  • Installazione di caldaie a condensazione in classe A dotate di sistemi di termoregolazione evoluti;
  • Coibentazione di strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti)
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione, assemblati in fabbrica ed espressamente concepiti dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro;
  • Installazione sistemi di building automation (ovvero sistemi smart in grado di gestire i processi in un edificio tramite un’unità di controllo centralizzato, grazie ad app o altre piattaforme);
  • Acquisto di generatori ibridi, ovvero costituiti da una pompa di calore integrata con caldaia a condensazione;
  • Acquisto e installazione di dispositivi multimediali per il controllo da remoto di impianti di riscaldamento o produzione di acqua;
  • Installazione di collettori solari termici;
  • Interventi di di climatizzazione invernale e produzione acqua calda sanitaria con installazione sistemi di termoregolazione evoluti;
  • Sostituzione integrale o parziale di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di aria calda a condensazione;
  • Sostituzione integrale o parziale di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza;
  • Sostituzione scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore.

L’aliquota si ferma invece “soltanto” al 50% nel caso di:

  • Acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi;
  • Acquisto e posa in opera di schermature solari;
  • Acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
  • Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A o con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (la detrazione si alza al 65% qualora caldaie, oltre a essere almeno in classe A, sono anche dotate di sistemi di termoregolazione evoluti).

I limiti massimi di spesa consentita variano da 30.000 euro a 60.000 euro, in base all’ intervento in questione.  (per unità immobiliari).

Detrazione Ecobonus al 70% o 75%

Per gli interventi di tipo condominiale -siano essi stati effettuati nelle parti comuni degli edifici condominiali o in tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio– l’aliquota di detrazione si alza invece al 70 o 75 per cento (sulla base degli indici di prestazione energetica conseguiti) per tutte le spese sostenute dal 1° Gennaio 2017 al 21 Dicembre 2021 con limite di spesa di 40.000€ moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Qualora gli interventi siano effettuati all’interno di edifici a rischio sismico (ovvero situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3), la detrazione sarà aumentata fino all’80%. Infine, in caso di riduzione di 2 o più classi di rischio sismico la detrazione arriverà fino all’85%, con limite massimo di spesa consentita di 136.000€ moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Ecobonus 2024: come richiederlo?

Per usufruire della detrazione fiscale dell’ecobonus basta compilare la sezione Ecobonus presente sul sito Enea, avendo cura di trasmettere -prima dell’invio della dichiarazione dei redditi- la scheda informativa degli interventi realizzati e la copia dell’attestato di qualificazione energetica entro 90 giorni di tempo dalle fine dei lavori (per “data di fine lavori” si può intendere la dichiarazione di fine lavori a cura del direttore dei lavori, la data di collaudo anche parziale, o la data della dichiarazione di conformità, quando prevista). A differenza di altre tipologie di interventi, infatti, non è previsto l’invio di alcuna comunicazione preventiva.

Inoltre, come accennato in precedenza, l’articolo 2 del D.L. n. 11/2023 ha decretato che l’unica modalità di fruizione dell’ecobonus è in sede di detrazione fiscale, indicando le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi, che potranno essere recuperate in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi. Per lavori avviati in seguito al 17 febbraio 2023 è infatti venuta meno la possibilità di optare per la cessione del credito o lo sconto in fattura.

In definitiva, nonostante la progressiva eliminazione del Superbonus 110% a partire dal 1 gennaio 2024, non mancano i bonus edilizi a supporto dei lavori di efficientamento energetico di unità immobiliari e condomini. Tra tutti l’ecobonus, da poco prorogato fino al 31 dicembre 2024 senza grosse novità.

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