Elefante africano: dimensione, caratteristiche e differenze da quello asiatico

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Elefante africano: il più grande animale del pianeta terra

In Africa oltre al ghepardo, l’animale più veloce del mondo, vive anche l’elefante africano il mammifero più grande del pianeta terra che può superare anche gli 80 anni d’età. Inoltre, sono numerose le particolarità  che lo differenziano dall’elefante asiatico con cui spesso viene confuso.

Protagonista di storie e leggende, l’unica caratteristica che purtroppo accomuna l’ elefante africano e l’elefante asiatico è il bracconaggio. La caccia è tra le principali cause di morte dei pachidermi che vivono in aree protette per sfuggire ai cercatori d’avorio senza scrupoli.

Le fiabe sono lo scrigno prezioso che custodisce le tradizioni di un popolo e le storie del mondo come quella dell’ elefante africano, il più grande animale esistente sulla terra e uno dei rappresentanti della famiglia degli Elefantidi insieme all’elefante asiatico e a quello africano delle foreste.

Una leggenda africana racconta che all’origine del mondo l’elefante fosse un animale dalle dimensioni più piccole e molto simili a quelle degli altri animali che popolavano il continente nero. Dal carattere prepotente e antipatico, l’elefante si comportava come un re, impartiva ordini a tutti, voleva essere servito e assecondato in ogni capriccio. Un giorno, stanchi delle sue angherie, gli animali della savana si riunirono di nascosto e decisero che era ormai giunto il momento di ribellarsi e dare una lezione all’elefante. Lo invitarono quindi a partecipare ad un ricco banchetto organizzato in suo onore e mentre l’elefante era occupato a godersi il lauto pranzo, gli animali lo circondarono e iniziarono a colpirlo con zampe e corna fino a farlo gonfiare. L’elefante cercò allora rifugio e refrigerio in un fiume non distante dall’ampia radura dove gli era stata tesa la trappola e attese diversi giorni prima le ferite guarissero e le piaghe si rimarginassero. Scampato il pericolo e riacquistata la salute, l’ elefante africano si specchiò nell’acqua del fiume e scoprì che il suo corpo era rimasto gonfio ed enorme: si era trasformato nel mammifero più grande della terra, ma non aveva più alcun potere sugli altri animali. Da quel giorno, narra la fiaba, il pachiderma iniziò a camminare con le orecchie basse in segno di vergogna e quello che era accaduto fu una lezione per tutti gli animali della savana.

Il piccolo elefante è invece il titolo della storia firmata Joseph Rudyard Kipling, dove lo scrittore e poeta racconta l’evoluzione del naso dell’ elefante africano, in origine grande quanto una scarpa, attraverso la storia di un piccolo pachiderma curioso che un giorno incontrò un coccodrillo. L’alligatore lo afferrò per il naso minuto con l’intento di mangiarlo, ma l’elefante tirò con tutte le sue forze per resistere al coccodrillo e il naso gli si allungò fino a trasformarsi nella proboscide che tutti conosciamo.

Abbiamo detto che l’elefante africano è l’animale più grande della terra, ma conoscete le sue dimensioni e caratteristiche? Se volete saperne di più vi sveliamo i segreti dell’enorme pachiderma e quali sono le principali differenze con l’elefante asiatico.

elefante africano quali sono le dimensioni

Elefante africano: le caratteristiche e le dimensioni

L’elefante africano è diffuso in gran parte dei paesi che costituiscono l’Africa subsahariana, ma oggi la sua popolazione è diminuita rispetto al passato e per proteggere i pachidermi dalla minaccia dei bracconieri molti esemplari vivono in zone protette. In base ai dati forniti dal WWF si calcola che sono circa 20.000 gli elefanti africani uccisi ogni anno per alimentare il mercato nero dell’avorio.

Abituato a vivere in grandi branchi che possono includere fino a settanta meravigliosi esemplari, l’elefante africano predilige la savana alberata, ma si adatta anche ad ambienti diversi come le foreste, e poiché beve molta acqua è raro individuare il pachiderma nelle zone aride seppur alcuni elefanti sono presenti nelle aree desertiche della Namibia. Consuma circa 300 kg di cibo al giorno e si nutre prevalentemente di vegetazione erbacea come le graminacee, fogliame, frutti e corteccia e quando non riesce a raggiungere le parti più alte dell’albero con la sua proboscide, utilizza la sua corporatura robusta per abbattere l’albero e raggiungere così le fronde che costituiranno il suo pasto.

L’organizzazione dei gruppi in cui vive il pachiderma africano ha un’impostazione matriarcale con a capo la femmina più anziana che guida gli spostamenti del gruppo di pachidermi. Le femmine, a differenza dei maschi, soprattutto quelli più anziani che preferiscono una vita solitaria, vivono in branco per tutta la vita ed entrambi i sessi raggiungono la maturità sessuale tra gli otto e i tredici anni. Durante la fase di eccitazione sessuale o in caso di pericolo per i cuccioli, l’elefante può mostrare segni di aggressività e costituire un pericolo per l’uomo che difficilmente riesce ad addomesticare questa specie.

La gestazione è una delle caratteristiche più interessanti delle femmine di elefante africano: è la più lunga tra quelle di tutti i mammiferi e conta ben 20-22 mesi. Al termine della gravidanza la femmina partorisce un solo cucciolo il cui peso oscilla tra i 90 e i 120 kg in base al sesso e dopo mezz’ora dal parto il piccolo elefantino è già capace di reggersi in piedi.

La vita di un elefante africano è molto lunga, il maestoso pachiderma può raggiungere i 70-75, anni di età, ma sono stati registrati casi di esemplari che hanno superato anche gli ottant’anni.

Siete curiosi di conoscere le dimensioni del mammifero più grande del mondo? Ecco quali sono le sue misure:

Elefante maschio

  • lunghezza: 6-6,5 metri
  • altezza al garrese (il punto più alto del dorso): 3,2-3,7 metri
  • peso: tra le 3,8 e le 5 tonnellate, ma possono superare anche le 8 tonnellate

Elefante femmina

  • altezza al garrese (il punto più alto del dorso): 2,7-2,8 metri
  • peso: tra 3 e le 3,5 tonnellate, ma possono superare anche le 8 tonnellate

Elefante africano: le 5 differenze con quello asiatico

Spesso tendiamo a confondere l’elefante africano con l’elefante asiatico, parente del mammifero più grande della terra ma non per questo identico. Vediamo insieme quali sono le cinque differenze che distinguono il pachiderma africano dal cugino asiatico.

elefante africano e elefante asiatico quali sono le differenze

  • Habitat: a differenza dell’elefante africano che vive nell’Africa subsahariana e può arrivare a percorrere lunghi distanze per procacciarsi il cibo, la presenza dell’elefante asiatico si concentra prevalentemente in India e in alcune zone del sud-est asiatico.
  • Dimensioni: mentre le dimensioni delle femmine sono più o meno uguali, la differenza tra l’elefante asiatico e il parente africano è evidente negli esemplari maschi la cui lunghezza raggiunge i circa 5,5-5,6 metri mentre l’altezza è pari ai 2,7-3 metri e il peso si aggira intorno alle 3,9-4,7 tonnellate.
  • Zanne: nella specie africana sia gli esemplari maschi, sia le femmine, sono provvisti di lunghe zanne d’avorio a differenza della specie asiatica, dove sono presenti solo nei maschi mentre nelle femmine le zanne sono molto piccole.
  • Proboscide e orecchie: se la proboscide dell’elefante asiatico è caratterizzata da una pelle più liscia e una sola appendice digitiforme, quella dell’elefante africano ha due appendici e una pelle più rugosa. Le orecchie sono invece più piccole nella specie asiatica ed enormi in quella africana.
  • Zampe: si differenziano per il numero totale delle dita. Nell’elefante africano sono quattro nelle zampe anteriori e tre in quelle posteriori, mentre nel pachiderma asiatico se ne contano cinque nelle zampe anteriori  e quattro in quelle posteriori.
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