come funziona un termovalorizzatore

Termovalorizzatore: come funziona e perché si risparmia energia

Risparmio Energetico

Il termovalorizzatore è un impianto per lo smaltimento di rifiuti ad alta temperatura in grado di produrre energia elettrica attraverso il calore sviluppato mediante la combustione.

Utilizzare il termovalorizzatore come strumento per risparmiare energia e smaltire in modo sostenibile i rifiuti ha diversi pro e contro e i pareri su questo argomento sono molto diversi fra loro.

Capire come funziona un termovalorizzatore è importante per costruirsi una propria opinione sull’argomento e avere un’idea più chiara di ciò che sentiamo e leggiamo dalle diverse fonti online e offline.

Come funziona un termovalorizzatore

Alla base del funzionamento di un termovalorizzatore c’è il fenomeno della combustione che, a differenza dei vecchi inceneritori, non avviene in maniera sregolata, ma deve sottostare alle normative europee relative ai limiti delle emissioni di gas e polveri sottili immessi in atmosfera.

Il funzionamento di un termovalorizzatore può essere spiegato facilmente analizzando il processo che seguono i rifiuti per essere smaltiti e il percorso che compie la materia per trasformarsi in energia.

Prima fase: i rifiuti raccolti vengono stoccati e depositati con una gru in un forno che raggiunge la temperatura di 1000°C.

Seconda fase: nel forno avviene la combustione, i rifiuti vengono bruciati e grazie al calore ottenuto viene prodotto il vapore per la generazione di energia elettrica.

Terza fase: è la fase più importante; i fumi che si accumulano durante la combustione, che sono circa il 10-15% dei rifiuti immessi nell’impianto, vengono raccolti in una caldaia per essere trattati. Lo scopo principale di questo passaggio è quello di diminuire il più possibile la quantità di sostanze inquinanti presenti nei fumi della combustione prima che questi vengano immessi in atmosfera. Grazie alle apparecchiature presenti nel termovalorizzatore, lo stato dei fumi emessi è sempre sotto controllo, 24 ore al giorno e le sostanze pericolose come la diossina e i gas pesanti vengono eliminati grazie ai filtri elettrostatici. In questa fase vengono raccolte anche le ceneri prodotte dalla combustione, che sono immagazzinate e spedite in discarica.

Quarta fase: infine c’è il momento della trasformazione del calore in energia; nella caldaia del termovalorizzatore il calore viene recuperato e trasformato in energia elettrica che viene distribuita nel territorio circostante. In alcuni tipi di termovalorizzatori il calore viene utilizzato per il teleriscaldamento, un metodo di riscaldamento dell’acqua che viene poi convogliata nei sistemi di riscaldamento delle abitazioni civili o delle industrie circostanti.

Termovalorizzatore: evoluzione normativa

La termovalorizzazione è un processo adottato in tutta Europa: dalla Germania alla Svizzera dalla Francia ai paesi del Nord Europa come Svezia e Danimarca.
In Italia la normativa che regola lo smaltimento dei rifiuti è regolato dal DPR 915 del 10 settembre 1982 e impone la presenza di una camera post combustione per completare l‘ossidazione dei fumi di combustione.

La normativa relativa al termovalorizzatore è stata poi ampliata con il D.LGS 22/97 che introduce l’obbligo del recupero energetico della combustione dei rifiuti, in accordo con l’attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio.

Un ulteriore passo verso il miglioramento del sistema di termovalorizzazione, avviene con il D.M. 503/97 che introduce limiti più restrittivi alle emissioni, definendo condizioni di esercizio degli impianti volti al contenimento delle emissioni in atmosfera e indicando criteri e tempistiche di adeguamento per gli impianti esistenti.

Infine con il D.Lgs. 133/05 vengono definiti criteri costruttivi e gestionali per gli impianti nuovi ed esistenti, volti al contenimento delle emissioni in atmosfera ed alla massimizzazione del recupero energetico.

Nonostante la continua e costante evoluzione delle normative volte a tutelare l’ambiente e ridurre l’emissione di gas inquinanti in atmosfera, i processi di termovalorizzazione non possono essere definiti a zero impatto in termini ambientali.

Il termovalorizzatore e i suoi meccanismi di funzionamento fanno però parte di quei processi che hanno come obiettivo quello di trovare tecnologie sempre più innovative per lo smaltimento dei rifiuti e la produzione di energia. Il futuro energetico sembra andare verso tutte quelle fonti di energie rinnovabili che oltre ad essere vantaggiose in termini ambientali stanno diventando sempre più convenienti.

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