fiore di loto la storia

Fiore di Loto: storia, caratteristiche curiosità e comportamento

Piante e Fiori
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Fiore di Loto: le due varietà del fiore sacro 

Anche i fiori hanno il loro linguaggio e se dietro i petali di una rosa si nasconde un messaggio d’amore profondo e appassionato, la margherita rappresenta quei sentimenti puri e sinceri che raccontano l’amore fedele, mentre il fiore di loto è sinonimo di grazia, eleganza e perfezione ed è un simbolo molto importante nelle culture orientali.

Considerato sacro sin dai tempi degli antichi Egizi, il fiore di loto appartiene al genere di piante acquatiche chiamato Nelumbo, unico tipo della famiglia delle Nelumbonaceae, e fece la sua prima apparizione sul pianeta Terra 80 milioni di anni fa.

Sboccia nel periodo estivo, tra giugno e settembre, e in natura esistono due varietà che crescono in America, Asia e Australia: la Nelumbo lutea e la Nelumbo nucifera.

Nelumbo lutea è il nome scientifico del fiore di loto americano che si sviluppa principalmente nel territorio dell’America centro-meridionale ma è diffusa anche nel Nord America mentre la Nelumbo nucifera, meglio nota come fiore di loto asiatico, è una specie originaria dell’Asia e dell’Australia che cresce molto rapidamente all’interno di stagni e paludi.

Le foglie, estremamente decorative, sono molto grandi con un diametro di oltre 1 metro e un’altezza compresa tra gli 80 cm e 1 m. Una caratteristica interessante delle foglie del fiore di loto è la loro capacità di mantenersi sempre pulite e asciutte sebbene la pianta cresca e si sviluppi in acque stagnanti. Il naturale processo di pulizia è possibile grazie alle microasperità presenti sulla struttura superficiale delle foglie che le rendono fortemente idrofobiche ovvero capaci di respingere l’acqua e di non assorbirla o trattenerla. Una proprietà straordinaria che la nanotecnologia ha riprodotto su vernici, tessuti e altre superfici ribattezzandola con il nome di “effetto loto”.

I fiori sono composti da più di 20 petali con sfumature di colore che vanno dal bianco al rosa, dal giallo al rosso, e hanno un profumo intenso e avvolgente.

Ecco quali sono le principali differenze tra le due specie:

  • Nelumbo lutea: si tratta di una pianta acquatica caratterizzata da radici rizomatose immerse nel terreno e foglie e fiori visibili sulla superficie dell’acqua. Le prime foglie nascono in primavera e poco tempo dopo si sviluppano quelle più grandi, pelate, con piccioli lunghi anche 2 m a partire dal rizoma, un diametro pari a 30-40 cm e una coperta di cristalli di una cera idrofobica che le rende impermeabili all’acqua. Le piante adulte possono raggiungere un’altezza compresa tra gli 80 e i 150 cm dal pelo dell’acqua.La fioritura comincia durante la tarda primavera e può durare fino all’estate e i fiori hanno un diametro di 18-28 cm e un totale di 22-25 petali di un colore che va dal bianco al giallo pallido. Le origini del nome fanno riferimento proprio al colore del fiore e derivano dal termine latino luteus che tradotto significa “giallo”. È diffusa nel sud-est e nel nord degli Stati Uniti, in Messico, in Honduras e nei Caraibi.
  • Nelumbo nucifera: le foglie della pianta acquatica originaria dell’Asia e dell’Australia sono peltate, idrofobiche, di colore verde-glauco, una sfumatura di colore tra il celeste e il verde, e con un diametro pari a 60 cm. Crescono per oltre 1 m dal pelo dell’acqua e si distinguono dalla parente americana per il peduncolo che supera in lunghezza il picciolo. I fiori, molto decorativi, sono rosa e di grandi dimensioni con un diametro di oltre 20 cm e un profumo che ricorda quello dell’anice.

fiore di loto coltivazione tubero o semi

 

Fiore di Loto: come si coltiva a partire dal tubero 

Negli anni Cinquanta il botanico Ichirō Ōga analizzò tre semi trovati nell’area degli scavi archeologici a Kemigawa, zona della prefettura di Chiba in Giappone, e scoprì che si trattava di tre semi di loto risalenti a oltre duemila anni fa. Uno dei tre riuscì a germogliare grazie alle cure del professore che riportò in vita il “fiore più antico del mondo” a cui fu dato il nome di loto Ōga, o loto Ohga.

Una scoperta eccezionale che testimonia la longevità di un seme capace di resistere al tempo, ma come si coltiva il fiore di loto?

Prima di tutto è importante specificare che entrambe le varietà della pianta acquatica devono essere esposte alla luce diretta del sole per almeno sei ore al giorno e per sbocciare hanno bisogno di una temperatura compresa tra i 24 e i 30 gradi per un periodo di tempo compreso tra i 60 e i 90 giorni. È quindi consigliabile iniziare la coltivazione all’inizio della primavera e se durante l’inverno l’acqua ghiaccia in superficie la pianta sarà comunque in grado di sopravvivere e riprenderà la vegetazione nel corso della successiva stagione più calda.

Per coltivare la pianta a partire dal tubero sarà necessario munirsi di una vasca rotonda o di un vaso sufficientemente capiente che permetta al tubero di svilupparsi correttamente. Il fondo dev’essere coperto con della torba scura o del terreno misto ad argilla e limo e successivamente la vaschetta o il vaso andranno riempiti fino all’orlo con dell’acqua tiepida.

Il tubero sarà poi posizionato sulla superficie dell’acqua e dovrà galleggiare. Attenzione: è importante ricordarsi di sostituire l’acqua ogni quattro giorni circa. Nel corso del tempo si formeranno delle alghe e quando sul tubero si svilupperanno delle zone verdi allora sarà arrivato il momento di ancorarlo al fondale facendo attenzione a non interrarlo.

La dimensione del vaso o della vasca che accoglierà il tubero cambia in base alla grandezza del fiore che si sceglie di coltivare e nel caso delle varietà di Nelumbo lutea e Nelumbo nucifera la capienza del contenitore non dovrà essere inferiore ai 170 litri.

 

Fiore di Loto: come si coltiva a partire dai semi

È possibile coltivare il fiore di loto anche partendo da semi ben maturi ma è una pratica sconsigliata poiché potrebbero non germogliare.

Per questo tipo di coltivazione occorre mettere i semi in acqua non calcarea. Se affondano allora potrebbe nascere una splendida pianta ma se restano a galla le probabilità di ottenere dei buoni risultati sono davvero scarse.

L’acqua dev’essere cambiata almeno due volte al giorno e quando cominceranno a comparire delle piccole crepe sul tegumento del seme bisognerà scarnificarli a mano in corrispondenza dei cotiledoni per facilitarne l’uscita.

Trascorsa una settimana dalla semina si potrà passare all’impianto in un contenitore riempito di acqua, torba ed esposto in pieno sole. Dopo due settimane, con la comparsa delle seconde foglie, bisognerà procedere al trapianto dei fiori di loto in un laghetto artificiale facendo attenzione a trasportare anche un mucchietto di torba per evitare di danneggiare il tubero.

 

Fiore di Loto: come si utilizza in cucina e quali significati nasconde

Il fiore di loto è una pianta ornamentale utilizzata per decorare stagni, laghi e giardini artificiali e se essiccato può diventare parte di meravigliose composizioni floreali.

Se i nativi americani mangiavano le radici della Nelumbo tea mentre la Nelumbo Iutea è ancora oggi utilizzata in diversi modi nei paesi orientali e la sua storia è ricca di aneddoti e significati.

In Asia i petali e i rizomi, insieme alle foglie, sono utilizzati in cucina come condimento e possono essere consumati anche crudi ma è sconsigliato per evitare il rischio derivante dalla trasmissione di parassiti. In Cina il fiore è considerato un cibo molto salutare e la pasta di semi di loto è utilizzata nella preparazione della torta lunare, un dolce preparato in occasione della Festa di metà autunno dedicata all’osservazione e al culto della luna.

In Vietnam, invece, i semi vengono mangiati insieme a un’erbetta chiamata liánhuā e gli stami essiccati sono utilizzati per preparare il tè. Inoltre, il decotto della pianta o delle radici ha proprietà antidiarroiche, antipiretiche, emollienti ed è utile nel trattamento sintomatico della tosse.

fiore di loto simbologia

Il fiore di loto è considerato sacro anche per l’Induismo e il Buddhismo. In India è uno dei simboli nazionali mentre per i buddisti il significato del fiore è legato al concetto di purezza dell’anima e del corpo e di elevazione spirituale con riferimento alla capacità del fiore di crescere in ambienti avversi e restare pulito nonostante le radici affondino nel fango.

Secondo una leggenda asiatica quando Buddha cominciò a muovere i primi passi in tutti i luoghi in cui camminava per la prima volta nascevano dei meravigliosi fiori di loto. Inoltre, la divinità è sempre rappresentata seduta sul fiore durante la meditazione.

Il significato del fiore di loto cambia in base al colore:

  • azzurro: rappresenta la saggezza, la conoscenza e il trionfo dello spirito sui sensi
  • bianco: indica la perfezione dello spirito e della mente, la purezza e la natura incontaminata
  • rosso: conosciuto come il fiore del Buddha della Compassione, è il simbolo dell’innocenza del cuore, dell’amore e della passione
  • rosa: è il più importante tra tutti i loto ed è legato alle divinità

Anche la forma incide sul significato del fiore che chiuso simboleggia le infinite possibilità dell’uomo mentre aperto rappresenta la creazione dell’universo.

 

Fiore di Loto: 5 curiosità che devi conoscere

Ecco cinque curiosità sul fiore di loto:

  1. Padmasana: è il nome sanscrito della famosa “posizione del loto”, una delle più importanti dello Hatha Yoga.
  2. Lotus Tower: conosciuta anche con il nome di Colombo Lotus Tower, la torre si trova a Colombo nello Sri Lanka e il design è ispirato alle forme del fiore sacro.
  3. Mitologia greca e storia cinese: nell’Odissea, Omero racconta dell’incontro tra Ulisse e il popolo dei “lotofagi” chiamato così per la tendenza a cibarsi dei fiori di loto. In Cina, invece, nel 1280 l’ultimo discendente della dinastia Sung fondò la setta del Loto Bianco.
  4. Tatuaggio: simbolo di rinascita a e forza, i fiori di loto, insieme alla peonia, sono tra i tattoo più richiesti soprattutto dalle donne.
  5. Mantova: in Italia è considerata la città dei fiori di loto che si possono ammirare nel lago Superiore, il più grande dei tre laghi mantovani, dove formano un’isola galleggiante.
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