Bambini nelle miniere di cobalto del Congo

Gli schiavi bambini che lavorano per fare i nostri smartphone

I folletti sono personaggi che siamo abituati a trovare nelle fiabe che raccontiamo ai nostri bimbi, mentre li mettiamo a dormire nei loro lettini. Ma la storia che vi raccontiamo qui non è una fiaba, e i bambini in questa storia non si addormentano felici e al sicuro nelle loro camerette.

Il nome del cobalto viene dal greco Kobalos, che significa folletto. Lo chiamavano così i minatori tedeschi che cercavano l’oro, perché credevano che i folletti li ingannassero per far loro trovare questo minerale azzurro, molto meno prezioso, al posto del metallo giallo.

Oggi il cobalto invece è molto ricercato, e viene impiegato soprattutto per la costruzione delle batterie degli smartphone. Viene estratto in grandi quantità nelle minere della Repubblica Democratica del Congo, gironi infernali in cui le condizioni di vita e di lavoro sono disumane.

E non sono solo adulti a lavorare in condizioni spaventose: un’inchiesta realizzata da Alex Crawford, inviato speciale di Sky News ha raccontato la storia dei bambini che lavorano in queste miniere. Persino bambini di quattro anni lavorano per dodici ore al giorno trasportando sacchi di cobalto, per una paga che vale circa cinque centesimi di euro.

Ci sono migliaia di minere di cobalto nella Repubblica Democratica del Congo, nelle quali senza alcuna protezione o controllo lavorano anche bambini piccolissimi. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità avverte che il contatto con il cobalto, e le polveri di questo minerale, se respirate, provocano serissimi danni per la salute. Ma nessuno in queste miniere indossa maschere e nemmeno guanti. I babini scavano tunnel con le loro mani, e vi si infilano per estrarre le pietre blu. I tunnel non hanno nessun supporto o protezione, e non è raro che crollino, seppellendo vivi coloro che si trovano all’interno.

Il cobalto del Congo è acquistato prevalentemente da commercianti cinesi, che non si preoccupano di verificarne la provenienza. Le grandi aziende produttrici di smartphone dichiarano di essere attivamente impegnate per certificare che i materiali utilizzati per la produzione dei loro device non provengano da queste miniere, ma non è facile tracciare il viaggio percorso dal cobalto.

Se state leggendo questo articolo da uno smartphone, o se avete uno smartphone in tasca, ci sono buone probabilità che la sua batteria contenga cobalto estratto da bambini come quelli dellinchiesta di Crawford.



Iscriviti alla newsletter di Hellogreen