Hiking: che cos'è e le differenze con il trekking

Hiking: che cos’è e le differenze con il trekking

Escursioni brevi, in mezzo alla natura, e a passo sostenuto: ecco le 3 caratteristiche principali dell’hiking.

Negli ultimi anni il termine hiking è entrato a far parte del nostro linguaggio comune. Spesso lo usiamo per indicare una generica camminata o un’escursione in montagna, ed altrettanto spesso è confuso con il suo “cugino” trekking. Tuttavia, pochi conoscono il vero significato della parola hiking e in che cosa differisce dal trekking o dal backpacking. È dunque giunto il momento di fare un po’ di chiarezza.

Che cos’è l’hiking? Significato del termine e differenze con il trekking

Se pensate che hiking e trekking siano la stessa cosa, vi sbagliate. Con il termine “hiking” (dall’inglese “to hike”, ossia camminare) si indicano, infatti, tutte quelle escursioni in montagna mediamente impegnative, che necessitano generalmente di un’adeguata preparazione tecnica, e che hanno una durata limitata: solitamente un percorso di hiking viene concluso in poche ore, o comunque entro la giornata.
Al contrario, con “trekking” parliamo di una gita di più giorni, solitamente a tappe, e che include soste e pernottamenti in rifugi, tende o bivacchi (per questo motivo è anche conosciuto con il nome di “backpacking”). È, dunque, un modo più “rilassato” e lento di godersi la natura, ma non per questo meno affascinante. Esempi di trekking includono la Via degli Dei (che collega le città di Bologna e Firenze), la Alte Vie delle Dolomiti, e anche il celebre Cammino di Santiago.
In generale, la dilatazione nel tempo dei percorsi di trekking determina necessariamente anche un abbassamento nel livello di intensità media della camminata, soprattutto rispetto a quella dell’hiking. I tracciati tipo di quest’ultima disciplina sono, infatti, non solo più tecnici rispetto a quelli di trekking, ma necessitano spesso anche di una preparazione tecnica più specifica, sia in termini di abbigliamento che di condizione fisica di partenza.

La preparazione è una parte fondamentale dell’hiking

L’hiking è un’attività sportiva che si concentra fortemente sulla performance fisica, sull’atleticità e sulla capacità di resistenza. Non è dunque una disciplina adatta a chi non dispone di un buon livello di preparazione sportiva o a chi si approccia per la prima volta ad escursioni in alta quota.
Tuttavia, con un po’ di allenamento e la giusta attrezzatura, sarà possibile cominciare ad affrontare dapprima i percorsi più semplici, che includono pochi passaggi tecnici (livello E, escursionistico), per poi aumentare gradualmente difficoltà e dislivello complessivo della camminata (fino ad arrivare al livello EE, Escursionisti Esperti).
Non sottovalutiamo nemmeno la parte di recupero “post-hike”, per evitare spiacevoli stirature o dolori muscolari. Alcune mosse di stretching mirate al rilassamento muscolare di quadricipiti e femorali, unite ad un buon massaggio con il foam roller possono aiutare a ridurre significativamente il rischio di incorrere in queste problematiche.
È, inoltre, fortemente consigliato reintrodurre i liquidi persi durante l’escursione (si dovrebbe consumare almeno mezzo litro/un litro di acqua appena terminata la camminata), in modo da velocizzare il recupero muscolare ed il ripristino delle nostre scorte di glicogeno (una molecola che permette di fornire rapidamente energia all’apparato muscolo-scheletrico).

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La giusta attrezzatura per fare hiking

Un’adeguata attrezzatura (che comprende scarpe, abbigliamento tecnico ed accessori quali occhiali da sole, zaino, borraccia e cappellino) è, al pari della preparazione atletica, essenziale per affrontare le escursioni in modo più sereno ed evitare problematiche molto comuni tra gli hikers, quali vesciche o dolori articolari.

Al riguardo, è dunque consigliato scegliere delle scarpe da hiking leggere ma comode, con una suola ergonomica che abbia buona aderenza su diversi tipi di terreno e rivestite con materiali impermeabili per adattarsi a cambiamenti meteorologici improvvisi.
Non dimentichiamo poi di portare con noi uno zaino capiente (questo modello è eccellente sia per capienza che per comodità), ma non troppo pesante in modo da non essere limitati nei movimenti. Al suo interno, una crema solare con SPF50 o più (i raggi UVB sono particolarmente intensi in montagna), dei capi di ricambio, liquidi e degli snack ricchi in zuccheri e carboidrati per recuperare in modo veloce le energie.
Ultimo ma non meno importante, è scegliere un abbigliamento adeguato alle condizioni climatiche che incontreremo durante l’escursione. L’ideale è indossare vestiti termici e traspiranti, che siano in grado di mantenere la temperatura corporea costante e allo stesso tempo di “bloccare” freddo e vento all’esterno.

I benefici dell’hiking

Oltre ad essere una pratica sportiva altamente gratificante, l’hiking (così come il trekking) permette anche di migliorare il nostro stato generale di salute, sia fisica che mentale.

Tra i maggiori benefici dell’hiking troviamo infatti:

  • Aumento della resistenza cardio-polmonare: un’attività moderata ma prolungata nel tempo, come l’hiking, fa sì che le pareti cardiache si rafforzino ed ingrossino. Questo si traduce nell’aumento della quantità di sangue pompato a ogni battito, migliorando dunque resistenza e tolleranza allo sforzo; allo stesso modo, i polmoni si “allenano” ad espandersi in modo più efficiente per ossigenare al meglio organi e tessuti durante l’atto sportivo;
  • Abbassamento della pressione sanguigna: connesso al punto precedente, i vasi sanguigni diventando più elastici; di conseguenza, i livelli di pressione sanguigna tendono ad abbassarsi. Ciò aiuta a prevenire malattie cardio-vascolari, quali aritmie, ischemie, ed anche l’infarto.
  • Rafforzamento dei muscoli: praticare hiking in modo costante e ben programmato è un eccellente allenamento, soprattutto per la parte inferiore del corpo; le fibre muscolari “bianche” (che sono quelle maggiormente attivate durante sport di resistenza quali l’hiking) saranno di conseguenza più forti ed allenate a sostenere sforzi impegnativi e prolungati nel tempo.
  • Aumento delle difese immunitarie e dei livelli di vitamina D: praticare hiking significa passare svariate ore al sole e all’aria aperta, con conseguente aumento nei livelli di vitamina D (una vitamina che viene sintetizzata attraverso l’esposizione ai raggi solari) e conseguente rafforzamento del sistemo immunitario;
  • Meno ansia e stress, più serenità: i benefici dell’hiking vanno oltre i meri risultati fisici. Infatti, camminare nella natura è un ottimo modo per sfogare le ansie e frustrazioni di tutti i giorni, liberare la mente e favorire la creatività. Alcuni studi hanno addirittura evidenziato come praticare trekking o hiking regolarmente possa aiutare a proteggere dal declino cognitivo collegato all’invecchiamento e a migliorare le nostre capacità cognitive
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Alcuni consigli per chi vuole approcciarsi all’hiking

Per concludere, alcuni consigli generali per chi vuole approcciarsi all’hiking, ma non sa da dove cominciare.

  • Dotarsi di abbigliamento ed attrezzature adeguati: come sottolineato in precedenza, avere un abbigliamento ed un’attrezzatura adeguati allo sforzo che dovremo sostenere è cruciale per evitare spiacevoli inconvenienti, quali dolori articolari e muscolari, vesciche, e colpi di caldo/freddo. Avere un paio di calzature leggere ma aderenti al terreno e vestirsi a strati con abbigliamento tecnico e traspirante possono costituire un buon punto di partenza, soprattutto per i neofiti. Non dimentichiamo poi di inserire nello zaino alcuni capi di ricambio: gli inconvenienti sono sempre dietro all’angolo!
  • Non dimenticare liquidi e snack: fare hiking può comportare un dispendio calorico e di liquidi non indifferente; è dunque essenziale restare sempre ben idratati, se necessario consumato bevande isotoniche o gel energetici per sportivi. Non dimentichiamo inoltre snack leggeri ma ricchi di carboidrati a rapido rilascio di energia, quali frutta disidratata, pane e marmellata, barrette ad alto contenuto di zuccheri o anche frutta fresca.
  • Controllare le condizioni meteorologiche: non avventuriamoci in lunghe camminate se le previsioni indicano la possibilità di temporali o acquazzoni particolarmente prolungati e/o intensi; tuttavia, se sfortunatamente ci dovessimo trovare nel bel mezzo di un temporale improvviso, manteniamoci lontani da alberi o antenne della luce, ed assumiamo la cosiddetta “posizione di sicurezza” (accovacciati con gambe al petto, per ridurre la potenziale “superficie di contatto” per i fulmini).
  • Non uscire da sentieri tracciati: facciamo attenzione a seguire sempre i sentieri tracciati, soprattutto se siamo alle prime armi, o non siamo particolarmente pratici della zona. Nel dubbio, affidiamoci a guide alpine del luogo, o ad altri hikers più esperti. Esistono poi svariati siti web ed app dove poter trovare magnifici tracciati, scaricare mappe, e leggere le recensioni dei nostri colleghi escursionisti, quali Komoot e AllTrails. Un altro consiglio è quello di scaricare sempre la mappa del tracciato che intendiamo seguire, nel caso dovessimo trovarci in un luogo con scarsa connessione.
  • Non trascuriamo il post-camminata: come detto sopra, è bene prestare particolare cura al recupero post-hike, in modo da evitare fastidiose problematiche al sistema muscolo-scheletrico. Alcune mosse di stretching, un massaggio con il foam roller, ed eventualmente degli impacchi caldi aiuteranno certamente a lenire i dolori muscolari post-camminata e a prevenirne il peggioramento.
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