Acquario per principianti

Il primo acquario: guida per principianti

Acquari, Vita Green
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Allestire il vostro primo acquario sarà un’esperienza unica e piena di soddisfazioni. Ma se pensate che avere un acquario significhi solo riempire una vasca d’acqua e metterci a caso un po’ di pesci, state facendo un grosso errore. L’acquario è un vero mondo sommerso, e sarete sorpresi dalla varietà di organismi che lo popoleranno. E anche se siete dei principianti, potrete ottenere risultati davvero sorprendenti. Ma dovrete dedicare un po’ di tempo e soprattutto un po’ di energie mentali ad allestirlo e metterlo a regime.

Non spaventatevi però: molti pensano che curare un acquario sia un’attività molto impegnativa e dispendiosa in termini di tempo e soldi. Non è così: una volta che la vostra vasca sarà in funzione dovrete dedicare davvero poco tempo alla sua manutenzione. Basteranno pochi minuti al giorno per verificare che tutto vada bene e per dare il cibo ai pesci, e giusto il tempo di fare un cambio parziale dell’acqua una volta la settimana, o anche con frequenza inferiore.

Il primo consiglio importante che vogliamo darvi è il seguente: se siete principianti (siete al vostro primo acquario) lasciate perdere l’idea di fare un acquario marino. Puntate invece decisamente a un acquario di acqua dolce. Certo, quelle vasche meravigliose con i coralli e i pesci pagliaccio che avete visto nel negozio di acquari vi fanno sognare. Ma per arrivare a realizzare una vasca di quel tipo ci vuole tantissima esperienza, e bisogna fare molti errori. Oltretutto l’acquario marino è molto più costoso, richiede molti più accessori e una cura più costante. Un acquario di acqua dolce può invece darvi tantissime soddisfazioni con poca fatica.

 

Eccovi dunque una sintetica guida per allestire il vostro primo acquario:

1. Pianificate

Prima di mettere mano al portafoglio e acquistare vasca e accessori, dovete decidere che genere di ambiente volete realizzare. Sulla base dello spazio che avete a disposizione definite che dimensioni potrà avere la vasca. Questo influirà sul tipo di pesci e piante che potrete allevare, e di conseguenza anche sul fondo e sugli arredi. Ci sono pesci meravigliosi, come i discus, che però non possono essere allevati in vasche piccole (150 litri sono davvero il minimo).

2. Solo quando avete le idee chiare, acquistate vasca, accessori e arredi

  • Comprate se possibile una vasca completa di tutti gli accessori. Alcuni acquari vengono forniti già con tutto il necessario (filtro interno, illuminazione, riscaldatore, e addirittura timer). Tenete presente che, una volta riempita d’acqua, la vasca avrà un peso considerevole, per cui accertatevi che il mobile su cui avete intenzione di installare l’acquario sia sufficientemente solido. Nel caso, potete acquistare un apposito supporto per acquari (alcuni modelli sono direttamente venduti con il loro mobile).
  • Avrete bisogno inoltre di acquistare un materiale di fondo. Orientatevi su un ghiaietto fine. Evitate la sabbia, perché tende a diventare troppo compatta e a non far passare ossigeno. Alla lunga zone non ossigenate potrebbero favorire lo sviluppo di batteri anaerobici dannosi. Evitate anche l’humus (alcuni la usano, ma sono di solito acquariofili più esperti che sanno come controllarne gli effetti negativi).
    Scegliete in base ai vostri gusti di colore e tipologia, ma tenete anche conto che i pesci preferiscono in genere fondi più scuri. Se volete mettere delle piante (e ve lo consigliamo vivamente) potete optare per un fondo fertilizzato (li trovate in tutti i negozi di acquari).
  •  Non dimenticate gli arredi (pietre e legni). Non hanno solo una funzione estetica: servono a ricreare un ambiente accogliente per i pesci. Ce ne sono moltissimi in resina in vendita. Ma di sicuro l’effetto migliore lo otterranno materiali naturali. Anche le pietre adatte sono reperibili nei negozi di acquari. Se scegliete di raccoglierle da voi fate attenzione a non mettere in vasca pietre calcaree che rischierebbero di modificare la durezza dell’acqua, con conseguenze negative sulla salute di pesci e piante.
  •  Assicuratevi di acquistare tutto il materiale necessario per far funzionare il filtro
  •  Cominciate da subito ad acquistare alcune piante, che possono essere introdotte immediatamente.

Importante: non fate l’errore di acquistare subito i pesci! E’ tipico del principiante andare al negozio di acquari e tornare a casa con tutto quanto, pesci compresi. Un negoziante coscienzioso dovrebbe invece suggerirvi di aspettare almeno un mese a mettere qualunque tipo di animale in vasca (più avanti vi diremo perché).

Ricapitolando, per cominciare ad allestire l’acquario dovrete disporre di quanto segue:

  • La vasca (ovviamente), con la lampada e il termoriscaldatore.
  • Un filtro interno, con la sua pompa
  • Dei cannolicchi ceramici
  • Una confezione di lana sintetica per il filtraggio meccanico
  • Dei sacchetti di carboni attivi (non indispensabili)
  • Quantità sufficiente di materiale di fondo
  • Arredi (legni e pietre)
  • Le prime piante (acquistatele per ultime, quando siete pronti per allestire).
  • Opzionale, ma consigliato: un flaconcino di attivatore batterico (per accelerare i tempi di colonizzazione del  filtro da parte dei batteri).

Un discorso particolare va fatto per l’acqua: potreste utilizzare semplicemente l’acqua del rubinetto (soluzione più semplice ed economica). In alcune zone però l’acqua di rete è un po’ troppo dura (contiene troppo calcare). Inoltre di solito contiene una piccola quantità di cloro e alcuni metalli pesanti. Il consiglio che vi diamo è acquistare un condizionatore d’acqua: è un prodotto da aggiungere in piccola quantità. Elimina cloro e metalli. Rimane il problema della durezza, ma per ora possiamo rimandarlo.

 

3. L’allestimento della vasca

Avete tutto il necessario pronto vicino a voi, ora potete procedere. Raccomandazione importante: tutte le operazioni preliminari dovranno essere tassativamente svolte con tutti i cavi elettrici scollegati. Acqua e corrente sono davvero un pericolo, non sottovalutatelo mai.
Mettete ora la vasca nella posizione che avete scelto. Ora passate a disporre il fondo. Alcuni suggeriscono di sciacquare un po’ il ghiaietto prima di inserirlo nella vasca, ma non è proprio necessario. Versate il materiale di fondo nella vasca e con le mani disponetelo in modo che vada un po’ a salire verso la parete posteriore dell’acquario (darà un effetto di maggiore profondità).
Disponete ora le pietre e i rami, e osservate l’effetto. Tenete conto che non dovranno essere posizionati al centro, ma preferibilmente da un lato (a circa un terzo della lunghezza della vasca). Evitate sempre disposizioni simmetriche, che non danno un effetto naturale.
Quando sarete soddisfatti, cominciate a versare delicatamente un po’ d’acqua, fino a una decina di centimetri di profondità.
A questo punto potete cominciare a inserire le piante. Fate attenzione: alcune piante acquatiche (come le elodee o le cabombe) non hanno radici, per cui può risultare difficoltoso fissarle al fondo. Un consiglio che possiamo darvi è inserire tre o quattro ciuffetti di questo tipo di piante in un cannolicchio, tagliare la parte sporgente e interrare il tutto. Il cannolicchio farà in modo che le piante siano più saldamente attaccate al fondo, e non rischierete di vedere pezzi di elodea che vagano libere nell’acqua perché staccatisi da soli, o per opera di qualche pesce. Per inserire le piante nel fondo vi suggeriamo di utilizzare delle pinzette lunghe.

Altre piante molto diffuse, come le bellissime Anubias invece, non devono essere completamente interrate, ma solo poggiate sul fondo (se interrate le loro radici fino al colletto marciranno). L’ideale è fissarle a una pietra o a un ramo, utilizzando uno spago sottile, o incastrandole in modo che non possano galleggiare.

Ci sono infine piante, come ad esempio le cryptocoryne, che hanno solide radici. Queste piante vanno interrate esattamente come fareste per una pianta terrestre.

Nel disporre le piante tenete sempre presente delle loro dimensioni: le piante più basse nella parte anteriore, quelle più alte nella zona posteriore. Ma attenzione, non fatevi ingannare dalle dimensioni delle piante al momento dell’acquisto: ci sono piante che cresceranno a dismisura se troveranno le condizioni adeguate (le cryptocoryne sono un tipico esempio), mentre altre, magari già più grandine, non cresceranno quasi per nulla (le anubias).

4. Preparazione del filtro

Il filtro è il cuore dell’acquario. Senza di esso non sarebbe possibile far vivere a lungo piante e animali in un così piccolo spazio.

Il filtro di un acquario è solitamente composto di un contenitore di materiale plastico, con un ampio foro di entrata nella parte laterale superiore (protetto da una grata per evitare di aspirare i pesci), e un foro più piccolo da cui far fuoriuscire il tubo della pompa.
Al suo interno vengono collocati la pompa, e gli elementi filtranti.

Per prima cosa inserite la pompa sul fondo del contentitore filtro e collegate il tubo al foro d’uscita. Nel fare questa operazione tenete conto di quale sarà l’effettiva posizione del filtro nella vasca, e quindi la direzione del getto in uscita dalla pompa. Sarà bene che il getto interessi la parte più ampia possibile della vasca, in modo da facilitare il riciclo dell’acqua (oltre a generare un minimo di corrente, che va bene per quasi tutte le piante e i pesci). Volendo per dirigere il getto nella direzione giusta potete utilizzare dei piccoli raccordi a L, che trovate nei negozi di acquari, ma anche in qualunque negozio di fai da te.

Una volta messa la pompa procedete inserendo i cannolicchi: più ce ne stanno meglio è. Tenete conto però che dovete lasciare lo spazio per gli strati alti del filtro (sacchetto di carboni e lana sintetica). I cannolicchi sono la parte più importante del filtro perché ne rappresentano il cuore biologico. Essendo fatti di materiale estremamente poroso, pur essendo di piccole dimensioni, offrono una superficie molto ampia, che viene gradualmente colonizzata da batteri filtranti. Per darvi un’idea: un litro di cannolicchi fornisce come habitat per questi batteri una superficie di oltre 200 metri quadrati).

Sopra i cannolicchi potete inserire prima un sacchetto di carboni attivi, e poi ricoprire i tutto di lana sintetica, in modo che vada a coprire l’ingresso del filtro. Nel tempo ricordate che la lana sintetica andrà lavata o cambiata con una certa frequenza (dipende molto da quanti pesci ci saranno, e quindi da quanto potrà sporcarsi l’acqua), i sacchetti di carbone dovranno essere sostituiti una volta ogni due mesi circa. I cannolicchi invece andranno lasciati dove stanno il più a lungo possibile. Assolutamente non vi venga in mente di lavarli, anche se li vedrete incrostati di una sostanza molliccia e marroncina. Quella sostanza è esattamente ciò che rende il filtro attivo.

Chiudete quindi il filtro e inseritelo nell’acquario. Normalmente a fianco del filtro c’è un vano per il termoriscaldatore. Inseritelo, ma fate attenzione: non accendetelo se non quando sarà completamente sommerso. Il tubo del riscaldatore, se acceso in assenza d’acqua, rischia di surriscaldarsi e di subire seri danni, fino a divenire inservibile.

5. Procedete a riempire l’acquario

Versate finalmente l’acqua nella vasca, ma fatelo lentamente e con molta cautela, altrimenti distruggerete tutto il lavoro fatto ad allestire il fondo. Mettete magari un piatto o qualcosa di simile sul fondo nel punto in cui farete cadere l’acqua. Riempite la vasca in modo che il livello sia circa un paio di centimetri sotto il bordo del vetro.

Ora potete collegare gli impianti: luci, filtro, riscaldatore.
Accendete quindi il termoriscaldatore, e regolatelo sui 25 gradi.

Verificate che la pompa funzioni, che il getto d’acqua sia ben direzionato, che le luci facciano il loro dovere. E passate al prossimo punto, decisamente importante:

6. Aspettate

La pazienza è una delle doti che, se non avete già nel vostro bagaglio, dovrete imparare, se volete avere un acquario. Sappiate che prima di inserire anche un solo pesce nel vostro acquario dovrete attendere almeno un mese (meglio di più, mai di meno). Questo perché il filtro biologico, non è attivo da subito, ma avrà bisogno di tempo perché le diverse famiglie di batteri necessari a processare le sostanze tossiche prodotte dal metabolismo di pesci e piante, si formino e diventino stabili al suo interno. Se avete a disposizione un flacone di attivatore batterico, versatelo nell’acqua, serve a facilitare il processo. Ma non credete a chi vi racconta che con quell’attivatore potete mettere i pesci da subito.

In questo periodo tenete d’occhio le piante e la loro salute, e dotatevi di un kit per verificare i valori dell’acqua. Ne esistono di tipi diversi, dalle striscioline, ai flaconcini di reagenti, che potrete acquistare a pochi euro. Prima di introdurre qualunque organismo animale nell’acquario dovrete accertarvi che il livello di nitriti nell’acqua sia prossimo a zero, che i nitrati non superino i 25 mg per litro, e che il PH sia compreso tra i 6,8 e i 7,2 (valori che, con qualche eccezione, sono accettabili per quasi tutti i pesci e le piante).

Per i pesci quindi, ci risentiamo tra un mese!

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