Inquinamento auto elettriche? Ecco l'impatto ambientale durante l'intero ciclo di vita

Inquinamento auto elettriche? Ecco l’impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita

Nonostante le auto elettriche siano generalmente considerate come un mezzo di trasporto meno inquinante rispetto ai tradizionali veicoli a propulsione termica, il loro impatto sull’ambiente non è pari a zero, soprattutto se consideriamo la fabbricazione e lo smaltimento delle loro batterie. In questo articolo, metteremo a confronto l’impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita delle auto elettriche e di quelle endotermiche e cercheremo di rispondere alla fatidica domanda: esiste davvero un mezzo di trasporto completamente green?

Il futuro della mobilità è elettrico! A dirlo non sono soltanto i dati ufficiali provenienti da LMC Automotive, che attestano come, soltanto nel 2022, le vendite di auto elettriche siano aumentate di ben il 68% rispetto all’anno precedente, ma è anche -e forse soprattutto – l’attenzione mediatica ed istituzionale che questi veicoli ecologici hanno ricevuto negli ultimi anni.

Se, da un lato, il governo italiano ha fortemente incentivato l’acquisto delle auto elettriche, attraverso una serie di agevolazioni, quali il Bonus Auto Elettriche ed il Bonus Colonnine Elettriche, dall’altra il Parlamento Europeo si è recentemente espresso a favore dello stop, a partire dal 2035, della vendita di tutte le auto con motore a combustione, siano esse a benzina o diesel.

Tra le ragioni di questo provvedimento c’è certamente la forte convinzione che la diffusione dell’elettrico sarà fondamentale per il raggiungimento, entro il 2050, della cosiddetta carbon neutrality europea, ovvero uno stato di perfetto equilibrio tra la quantità di gas a effetto serra (GHG) rilasciata nell’atmosfera e quella di gas serra rimossi da essa. Strategia che certamente non sorprende se pensiamo che, allo stato attuale, il settore dei trasporti è responsabile per oltre un quarto delle emissioni di gas serra a livello globale (92% delle quali sono da imputare soltanto all’uso delle autovetture).

Nonostante questo, un numero crescente di voci ha cominciato a mettere in discussione l’idea che le auto elettriche siano la “panacea” di tutti i mali – o, perlomeno, di quelli ambientali. Ecco perché pensiamo che valga davvero la pena chiederci quale sia, dati alla mano, l’impatto ambientale e l’inquinamento causato delle auto elettriche lungo tutto il loro ciclo di vita e compararlo poi con quello dei tradizionali veicoli con motore a propulsione. Solo a questo punto, potremo realmente chiederci se le auto elettriche siano davvero un mezzo “green”. Ma prima di tutto, come si misura l’effettivo impatto ambientale di un veicolo, tradizionale o elettrico che sia?

Quanto inquina un’auto elettrica? Le variabili da prendere in considerazione

Sebbene misurare la quantità di anidride carbonica emessa durante la guida sia un parametro utile per misurare l’inquinamento di un’autovettura, fermarsi soltanto a questa variabile può risultare estremamente riduttivo, soprattutto se il nostro scopo è quello di mettere a confronto l’effettivo impatto ambientale di auto elettriche e tradizionali lungo tutto il loro ciclo di vita.

Tra gli strumenti che possono venire in nostro aiuto quando si tratta di effettuare valutazioni così complesse c’è il Life cycle assessment (Lca), un sistema standardizzato che permette di analizzare l’impatto ambientale (e non solo) di un determinato prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita, dall’estrazione delle materie prime, al processo di assemblaggio, passando per l’effettivo uso nel tempo dello stesso e, per finire, lo smaltimento delle varie parti che lo compongono.

Tra le variabili di interesse che possiamo prendere in considerazione per misurare l’inquinamento delle auto elettriche troviamo quindi anche:

  • La provenienza ed il tipo di materie prime utilizzate per la costruzione delle diverse parti del veicolo, batteria inclusa;
  • La quantità di emissioni generate durante la produzione e l’assemblaggio di queste diverse parti, che dipende in buona misura anche dal Paese di produzione del veicolo e dalla fonte energetica utilizzata;
  • La tipologia e quantità di emissioni (tra cui gas serra, metalli pesanti, particolato etc.) prodotte durante l’utilizzo del veicolo; queste variano in base alle dimensioni del veicolo, allo stile di guida, al numero di passeggeri, al tipo di veicolo (le auto ibride o elettrica emettono meno emissioni rispetto a quelle endotermiche) e, nel caso delle auto ibride ed elettriche, allo stato della batteria e alle modalità di alimentazione (l’uso di fonti rinnovabili porta ad emissioni di gas serra quasi nulle);
  • I costi ambientali riguardanti lo smaltimento delle parti non riutilizzabili del veicolo e/o l’eventuale recupero delle componenti riciclabili.

Si tratta quindi di un calcolo molto complesso, che richiede specifiche competenze a livello tecnico (cosa che, ovviamente, noi non abbiamo).

Ecco perché, nella nostra trattazione, ci baseremo in larga parte sui dati raccolti da Green NCAP, un ente indipendente la cui missione è quella di promuovere lo sviluppo di automobili pulite, efficienti dal punto di vista energetico e che causino il minor danno possibile all’ambiente (sul sito di Green NCAP potremo trovare anche un tool interattivo utile a misurare l’effettivo impatto ambientale del nostro veicolo). In particolare, i test Green NCAP servono a quantificare le emissioni di CO2 prodotte da diverse tipologie e modelli di automobili lungo tutto il loro ciclo di vita, così come i relativi consumi di energia. Inoltre, faremo riferimento anche ai risultati di uno studio recentemente realizzato dalla Fondazione Caracciolo (Centro Studi ACI) e dal Centro di ricerca CARe dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi, che si sono occupati di analizzare l’effettivo livello di inquinamento delle auto elettriche lungo tutto il loro ciclo di vita.

L’impatto ambientale delle auto elettriche e tradizionali: un confronto

Eccoci giunti alla parte che stavamo tutti aspettando, il confronto tra l’impatto ambientale delle auto elettriche e tradizionali, che abbiamo scelto di dividere, analogamente al modello Lca presentato sopra, in tre sezioni distinte: produzione ed assemblaggio delle parti costituenti il veicolo, uso dello stesso e, infine, smaltimento e recupero delle diverse componenti.

  1. Produzione delle componenti ed assemblaggio del veicolo

    I dati parlano chiaro: la produzione e l’assemblaggio delle componenti delle auto elettriche comporta il dispendio di quantitativi di energia di gran lunga maggiori rispetto a quelle dei veicoli tradizionali. La ragione principale è che le vetture a motore termico possono ad oggi contare su processi produttivi e di approvvigionamento delle materie prime molto più efficienti rispetto a quelle elettriche, frutto di decenni di perfezionamento tecnico ed industriale. Si tratta tuttavia di un gap che, con tutta probabilità, si ridurrà in un futuro molto prossimo, soprattutto considerati gli ingenti investimenti che il settore elettrico sta raccogliendo negli ultimi anni. In secondo luogo, la produzione delle batterie agli ioni di litio delle auto elettriche risulta essere particolarmente inquinante, sia durante la fase di estrazione delle materie prime che di assemblaggio. Non a caso, più di un terzo delle emissioni di CO2 prodotte durante l’intero ciclo di vita di un’auto elettrica deriva proprio dall’energia utilizzata per la fabbricazione dell’auto stessa!

  2. Emissioni del veicolo legate al suo utilizzo

    Se guardiamo invece alle emissioni legate all’utilizzo dei veicoli elettrici o tradizionali, i primi sono sicuramente i vincitori. Infatti, i veicoli a benzina e diesel emettono non solo un’ingente quantità di anidride carbonica – tra 0.22 e 0.24 kg di CO2 al km – ma anche altre tipologie di inquinanti come metalli pesanti e particolato. Al contrario, la produzione di gas serra di un veicolo elettrico o ibrido si attesta in media sui 0.15 kg di CO2 al km, quasi la metà rispetto ad un veicolo tradizionale. Inoltre, l’assenza del tubo di scappamento fa sì che questi veicolo emettano bassissimi livelli di particolato e altre sostanze tossiche, quali ossidi di azoto e anidride solforosa. Inoltre, i test Green NCAP hanno dimostrato come lo stile di guida ed i km percorsi abbiano un impatto significativo sui consumi di energia e carburante nelle auto elettriche. Questo è vero soprattutto per le automobili ibride: quando si passa in modalità elettrica e si ricarica spesso la batteria, i consumi sono di gran lunga minori. Allo stesso modo, le dimensioni del veicolo sono un’altra variabile che incide considerevolmente sui consumi dell’auto. In particolare, le vetture di piccole dimensioni, avendo un peso inferiore, consumano meno e necessitano di batterie più ridotte rispetto a quelle di cilindrata superiore. Infine, il fatto che le auto elettriche possano essere ricaricate utilizzando energia proveniente da fonti rinnovabili contribuisce a ridurre ulteriormente il loro impatto sull’ambiente. Infatti, a parità di tutti gli altri parametri, prelevando da un impianto di produzione fotovoltaico si può avere una carbon footprint di circa 9 volte inferiore rispetto al prelievo dalla rete elettrica. Tuttavia, anche paragonando il modello a benzina più virtuoso e quello elettrico con più emissioni, l’impatto del secondo resta comunque minore.

  1. Emissioni legate allo smaltimento e recupero delle diverse componenti

    L’ultima fase all’interno del ciclo di vita di un autoveicolo corrisponde allo smaltimento delle componenti non riutilizzabili e al recupero di quelle che possono essere destinate a nuova vita. In entrambi i casi, molte materie prime potenzialmente utili, come i metalli nel caso delle auto a combustione ed il litio dei motori di quelle elettriche, spesso non vengono riciclati in modo efficiente, oltre ad essere particolarmente inquinanti. In particolar modo, il litio potrebbe essere riutilizzato nella produzione degli accumulatori di energia fotovoltaica. In conclusione, è ancora oggi molto difficile fare una comparazione precisa tra l’impatto ambientale del riciclaggio delle auto elettriche e tradizionali. Tuttavia, se ci basiamo soltanto sulla vita media della batteria, le auto elettriche risultano ancora vincitrici: per queste, la durata media è stimata tra i 10/15 anni, contro i 4/6 di quelle con motore endotermico.

Le auto elettriche inquinano davvero meno rispetto a quelle tradizionali?

La risposta è sì! Nonostante il processo di produzione di un’auto elettrica sia sensibilmente più inquinante rispetto a quello di un veicolo endotermico, gli studi citati sopra sottolineano come la Co2 emessa durante questa prima fase venga facilmente compensata in pochi anni dall’acquisto dai chilometri percorsi a impatto (quasi) zero, soprattutto se la ricarica viene effettuata attraverso fonti energetiche rinnovabili.

Complessivamente, le auto elettriche -ed in particolare quelle di piccole dimensioni alimentate attraverso fonti rinnovabili- arriverebbero a produrre fino a 29 volte meno emissioni lungo il loro intero ciclo di vita rispetto a quelle con motore a combustione.

Inoltre, grazie ai rapidi avanzamenti tecnologici frutto degli ingenti investimenti nel settore della produzione e smaltimento delle batterie al litio, è molto probabile che l’impatto ambientale delle auto elettriche lungo tutto il ciclo di vita si abbasserà ulteriormente.

Per concludere, sebbene non esista – perlomeno al momento – un’autovettura “green” con impatto ambientale pari a zero, le auto elettriche sono di gran lunga quelle meno inquinanti. Inoltre, sono un mezzo di trasporto alquanto economico (i costi di ricarica si aggirano intorno ai 24 euro, contro i quasi 100 per il pieno di benzina di un serbatoio di 50 litri), agile e silenzioso, dunque ideale anche per ridurre i livelli di inquinamento acustico urbano. Insomma, il futuro è davvero più elettrico!

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