Foroba Yelen il lampione portatile a energia solare

Un lampione portatile ad energia solare illumina le notti africane

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L’architetto italiano Matteo Ferroni ha ideato e realizzato Foroba Yelen, un lampione portatile led a energia solare prodotto con materiali di recupero nello stato del Mali, in Africa.

Foroba Yelen‘ è un lampione led costruito con materiali di recupero, che funziona a energia solare e che viaggia sulla ruota di una bicicletta. Tecnologia e natura, auto-produzione e condivisione sono le parole chiave con cui descrivere il progetto, che ha già conquistato moltissimi villaggi Africani.

Il lampione, oltre ad essere un’importantissimo strumento di lavoro per la comunità dei villaggi africani, è una alternativa sostenibile all’illuminazione pubblica, in aree senza infrastrutture dove la luce scompare completamente al tramonto del sole: 4 lampioni mobili infatti, sono in grado di sostituirne 40 fissi, con un notevole risparmio in termini di energia e risorse.

Il lampione è soprannominato “l’albero della luce” un nome che fa capire la capacità dell’oggetto di combinare tecnologia e natura, integrandosi nella vita del luogo e nelle abitudini dei suoi abitanti. Il nome gioca anche sul concetto di luce-ombra e di albero-lampione: come l’albero crea ombra durante il giorno, così il lampione crea la luce durante la notte, combinando tecnologia e natura. Nato nel 2010, Foroba Yelen conta ad oggi più di 100 lampioni impiantati in 25 villaggi e tre centri medici in Mali. Ad ogni villaggio sono stati dati un kit di 4 lampade ed un pannello solare da 50 watt da gestire collettivamente, riuscendo ad illuminare un intero villaggio con 50 watt!

lampione portatile illumina una scuola in Africa

L’ideatore del progetto è Matteo Ferroni, architetto Italiano con una passione per il teatro (nel 2004 venne chiamato da Luca Ronconi per trasformare un’azienda agricola abbandonata nel Centro Teatrale Santacristina). Proprio lavorando all’allestimento di uno spettacolo di Ronconi tratto da un racconto Africano, Matteo incontra Rokya Traoré, attrice e cantante maliana che lo invita ad andare in Africa per costruire un teatro all’aperto. Da questo incontro nasce per l’architetto la volontà di lavorare in Africa, per aiutare le comunità a vivere in condizioni così difficili, in maniera autentica, dandogli quello di cui hanno realmente bisogno.

Così nasce Foroba Yelen: costruito in Africa da personale locale e con materiali di riciclo, fornisce luce alle scuole, alle donne che si recano ai pozzi per prendere l’acqua, ai bambini che leggono e studiano, e a tutti coloro che devono svolgere una qualche occupazione nelle ore serali, quelle più produttive per luoghi come il Mali dove durante il giorno la temperatura arriva fino a 50 gradi. Il lampione portatile svolge anche una funzione sociale, diventando punto di incontro e di riferimento per l’intera comunità, che si trova intorno al lampione come intorno ad un fuoco. Viste le numerose richieste di produzione e realizzazione del lampione da parte di molti paesi, Matteo Ferroni ha deciso di scrivere un manuale di costruzione e utilizzo, che sarà pronto a dicembre 2016 e diffuso in tutto il mondo.

Guarda il video di Foroba Yelen

Intervista a Matteo Ferroni

1) Quali sono i materiali di riciclo e il processo di produzione di Foroba Yelen?

Tutti i materiali necessari alla costruzione del lampione sono stati presi sul posto, ad eccezione della luce a led, che inizialmente è stata acquistata online dalla Cina e solo successivamente si è creato una versione di lampadina led artigianale costruita con componenti elettriche trovate sul posto. Sono tutti materiali di riciclo e di recupero, ad esempio l’alluminio viene dalle lattine di bibite schiacciate e le ruote da biciclette rotte non più utilizzabili. Questo perché in Africa qualsiasi oggetto segue un ciclo di riutilizzo, se si rompe o non serve più, l’oggetto viene riadattato e rinasce con nuove funzionalità. Partendo da questo concetto, il lampione portatile è composto da una ruota di una bicicletta, tubi idraulici, testa in alluminio fuso, una batteria di moto di 75cc – 125cc in grado di fornire energia con una potenza di 12 volt alla lampadina led, che viene alimentata attraverso un pannello solare da 50 watt. La potenza della luce è paragonabile a quella di un lampione in un parco cittadino.

2) Come viene utilizzato il lampione portatile?

Con questo progetto ho voluto portare l’attenzione sul concetto di “luce collettiva” creando una catena di artigiani presenti sul posto che lavorassero al progetto con l’obiettivo di integrare la lampada nell’economia Maliana. Meccanici di biciclette, fabbri, elettricisti e costruttori, tutte persone che non sono state obbligate a lasciare la loro vita e le loro abitudini per dedicarsi al progetto, ma che hanno lavorato alla realizzazione dei lampioni come fanno tutti i giorni con qualsiasi altro lavoro. Così hanno potuto continuare a dedicarsi anche ai loro obblighi sociali, come recarsi dai parenti o assistere un familiare in difficoltà, che in Mali sono molto importanti e sono parte integrante della vita comunitaria.

Il lampione portatile viene usato nelle scuole, nei centri medici, illumina i bambini che di sera studiano e leggono, gli artigiani che lavorano, e viene molto spesso usato anche per pratiche religiose come le sepolture notturne e i momenti di preghiera, che in Mali sono una abitudine quotidiana fondamentale per la vita della comunità. Il concetto da cui sono partito è che il lampione portatile non deve essere acceso in maniera automatica al calar de sole, come succede da noi, dove file di luci illuminano strade e piazze, molto spesso vuote. Il Foroba Yelen deve illuminare dove serve davvero, deve illuminare la vita.

3) Quanto tempo ci vuole per produrre un lampione?

Per assemblare i materiali ci vogliono 3 giorni, ma la difficoltà maggiore sta nel reperire i materiali necessari, che di solito si riescono ad avere in un tempo di circa 3 mesi.

4) Quali sono secondo lei altri possibili utilizzi di questo lampione, non solo nei Paesi Africani ma anche nei paesi industrializzati?

Le potenzialità del progetto sono molte, a partire dal risparmio energetico, fino alla lotta all’inquinamento luminoso dei nostri paesi industrializzati. Dopo averlo ideato e testato, il Foroba Yelen ha avuto subito un grande successo: hanno cominciato a chiedermelo diversi villaggi Africani, poi anche fuori dall’Africa, in Pakistan, in America Latina e in Europa. A Barcellona due lampioni sono tuttora utilizzati da alcune associazioni di quartiere che occupano gli spazi delle città spesso abbandonati e degradati e li trasformano in luoghi dove fare attività culturali, gestiti in maniera collettiva. Esportare il Foroba Yelen fuori dall’Africa ha però due ordini di problemi: il primo è quello antropologico e culturale: il lampione è funzionale infatti a un sistema di gestione collettivo e di comunità, per questo è portatile, viene trasportato dove c’è più bisogno e appartiene a tutti. Il secondo problema è sui materiali: ogni paese ha materiali diversi, non ci sono gli stessi tubi idraulici delle stesse esatte dimensioni ovunque, ad esempio. Per questo sto scrivendo il manuale di costruzione, per dare le linee guida per poter adattare il modello del lampione ovunque nel Mondo.

lampione portatile usato dagli okupas di barcellona

5) Quanto costa un lampione portatile?

In Mali, dove è stato prodotto e distribuito, il lampione portatile costa dai 240 ai 300 euro. La cosa che costa di più è la lampadina a led e i componenti elettrici. Ma per ora non c’è un prezzo standard, proprio perché il lampione non è stato pensato per essere fabbricato in un unico luogo.

 

 

 

 

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