Maldive presto sott'acqua a causa del riscaldamento globale

Maldive presto sott’acqua a causa del riscaldamento globale

Tra le più famose mete turistiche del pianeta, le Maldive sono un arcipelago di un migliaio di incantevoli isolette sparse lungo oltre 700 chilometri di mare cristallino.

Con l’aumento della temperatura media, lo scioglimento dei ghiacci e il conseguente innalzamento del livello delle acque degli oceani, però, tutto questo potrebbe sparire, o meglio, finire sott’acqua.

I cambiamenti climatici sono una sfida per il mondo intero, ma lo sono soprattutto per quei Paesi che si trovano a poca distanza e a pochi metri sul livello del mare. Come le Maldive, dove i problemi sono acuiti anche dalla scarsa attenzione ambientale da parte della popolazione locale (e dei tour operators).

Un ecosistema in pericolo

corallo maldive sottacqua maldive sottacqua

Alle Maldive tutto è a livello del mare, basti pensare che l’altitudine massima raggiunta è di 2,4 metri, praticamente la stessa altezza di una porta di calcio.
Le isole sorgono sulla sabbia e sulla barriera corallina, quest’ultima minacciata dalle acque sempre più calde del mare, nonché dal livello sempre più alto di acidità. Un ecosistema, insomma, fortemente a rischio.

Le inondazioni, dannose per le scarse riserve idriche e le precarie infrastrutture, sono sempre più frequenti, e nell’oceano Indiano gli tsunami sono purtroppo un fenomeno ricorrente.
Le proiezioni prevedono un innalzamento del livello degli oceani tra i 50 e gli 80 centimetri; se ciò si verificherà, entro la fine del secolo i tre quarti del territorio saranno inghiottiti dalle acque.

Ecco perché le autorità hanno cominciato a studiare un’eventuale ricollocazione della popolazione. Addio, allora, a spiagge dalla sabbia bianchissima, lagune dalle acque turchesi, vegetazione equatoriale che lambisce l’oceano, fondali da immersioni indimenticabili per gli amanti dello snorkeling, atolli da cartolina? Forse no, se si agisce per tempo.

Turismo e pesca: occorre maggiore sensibilità

maldive localita turistica

L’economia dell’arcipelago è fondata sul turismo, i cui desideri e capricci vanno assecondati a ogni costo, ecco perchè il Paese (anche se il sole non manca) ha un grosso fabbisogno di gasolio per i generatori di luce.

Vi è quindi una scarsa attenzione alla salvaguardia del territorio: via libera costante alla costruzione di nuove isole-resort e di nuovi alloggi per turisti, che mettono ancora più a rischio il già difficile sviluppo e la corretta conservazione dei coralli.
L’aumento della capacità ricettiva e il miglioramento delle infrastrutture di accoglienza, come anche gli aeroporti, sono tra le più importanti parole d’ordine da rispettare.
Le isole interamente adibite a villaggi turistici sono un centinaio, ma il numero cresce con il passare del tempo.

Anche per quanto concerne la pesca, altro pilastro delle entrate economiche delle Maldive, l’attenzione non è sempre massima: la pesca del tonno con la lenza infatti è sostenibile mentre non si può dire lo stesso per la pesca di cernie e dentici, fondamentali per l’ecosistema dei coralli.
Molto richiesti sono i cetrioli di mare, a rischio estinzione, che qui raggiungono dimensioni da record: il loro mercato è florido soprattutto tra i turisti provenienti dalla Cina, dove sono considerati miracolosi antiossidanti in grado di mantenere la pelle giovane più a lungo.
Le facoltose signore (e i loro mariti) che sbarcano dai voli charter provenienti da Pechino o Shanghai sono disposte a sborsare cifre esorbitanti per assicurarsi tali preziosi elisir di lunga vita.

È indispensabile l’impegno di tutti

maldive barriera corallina

Il quadro non molto idilliaco è completato dalla difficoltà di rifornimento di acqua dolce – ricavata per lo più dalla pioggia, non esistendo una vera e propria falda – e di smaltimento dei rifiuti: le montagne di spazzatura, dicono con sarcasmo gli abitanti, sono le uniche delle Maldive.
La popolazione locale è quella più minacciata da questa situazione: la maggior parte della gente non si sposta tra le isole, in molti non sanno nuotare e quindi non possono nemmeno godersi tutta una serie di attività per cui i turisti affluiscono a centinaia di migliaia ogni anno.

La soluzione del problema deve essere quindi soprattutto a livello locale, prevedendo l’allargamento delle aree naturali protette e dando un giro di vite sulle normative in ambito di pesca.
Urgente è anche la diffusione di una nuova cultura ambientalista, tra i turisti e la popolazione locale, per un impegno comune mirato alla salvaguardia di uno dei più mirabili paradisi naturali al mondo.

I grandi della Terra si stanno impegnando anche a livello globale per trovare una soluzione al problema che riguarda tutti noi: il riscaldamento globale sta portando sempre più l’attenzione alle energie rinnovabili.
I cambiamenti climatici degli ultimi anni sono infatti alla base di tutta una serie di conseguenze nefaste che stanno alterando in maniera irreversibile il nostro pianeta e che, come una tra le possibili, potrebbero presto far sprofondare le Maldive sott’acqua.



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