menta origini

Menta: segreti, coltivazione e cura

Piante e Fiori
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Menta: storia dall’antica Grecia ai giorni nostri

La menta, dal caratteristico profumo fresco e penetrante, è una pianta aromatica originaria dell’area mediterranea. È utilizzata in cucina, cosmetica, fitoterapia e può essere coltivata in campo aperto o in vaso sul balcone.

La menta è la regina delle piante aromatiche in vaso e non può mai mancare nell’orto sul balcone perché il suo fresco e inconfondibile profumo è un repellente naturale che tiene lontane zanzare, mosche e altri insetti.

Utilizzata sia fresca che essiccata, in gastronomia, cosmetica, fitoterapia e nella medicina popolare, la menta, nome scientifico Mentha, è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.

La nascita della pianta è legata a un antico mito greco. Narra la leggenda che Myntha, bellissima ninfa dell’acqua e figlia del dio dei fiumi Cocito, si innamorò di Ade, dio delle ombre e dei morti, provocando le ire di sua moglie Persefone che, per mettere fine alla relazione tra i due amanti, decise di trasformarla in una pianta a bassa crescita e facilmente calpestabile. Come ultimo atto d’amore Ade, non potendo restituire alla fanciulla il suo aspetto originale, le donò lo straordinario profumo che caratterizza una delle più amate erbe aromatiche.

Se i greci erano soliti utilizzare la menta durante i riti funebri, insieme al rosmarino, al basilico greco e ad altre piante aromatiche, gli antichi Romani sfruttavano le proprietà detergenti e rinfrescanti della pianta e la usavano per lavare i denti e profumare l’acqua per il bagno.

Ippocrate, padre della medicina, la considerava una pianta eccitante. In passato le spose inserivano foglie di menta nelle loro corone nunziali e in occasione della prima notte di nozze le spargevano sul pavimento della camera da letto per sfruttarne il potere afrodisiaco. Ma le virtù stimolanti della Mentha erano considerate anche un pericolo, soprattutto in tempi di guerra, e per  evitare “distrazioni amorose” che potevano compromettere le prestazioni dei soldati, l’uso della pianta era vietato agli eserciti.

La Mentha è citata anche nella Bibbia e gli ebrei la utilizzavano per profumare le mense ed elevare lo spirito mentre nell’antica Cina era nota per le proprietà calmanti e sedative. Nel Medioevo, invece, era considerata una pianta magica capace di allontanare gli spiriti maligni e le vibrazioni negative.

Un’altra leggenda racconta che i primi a mescolare alcool, menta e succo di lime siano stati i pirati dei Caraibi. Dall’unione dei tre ingredienti nacque il famoso cocktail chiamato Mojito che nella versione moderna è composto da rum bianco cubano, succo di lime, menta fresca, zucchero di canna e acqua di seltz.

menta proprietà e usi

 

Menta: le proprietà e gli usi

La menta è un vero e proprio elisir naturale e le sue proprietà benefiche sono note fin dall’antichità.

Esistono numerose varietà della pianta, ad oggi se ne contano circa 600, e la più conosciuta e diffusa è sicuramente la menta piperita che contiene un’alta concentrazione di mentolo, un alcol chirale dal potere rinfrescante che viene estratto dall’olio essenziale ricavato dalla pianta.

Ingrediente di molti profumi, cosmetici e medicinali, dal mentolo derivano le principali proprietà della pianta:

  • rinfrescanti
  • antisettiche
  • analgesiche
  • antimicrobiche
  • digestive
  • balsamiche
  • decongestionanti
  • antispasmodiche
  • cosmetiche
  • depurative
  • cicatrizzanti
  • astringenti
  • disinfettanti

Oltre al mentolo, la menta è composta da sali minerali, come potassio, fosforo, magnesio, rame, manganese e sodio, tannini, flavonoidi, acido fenolico e acido caffainico, enzimi, vitamine del gruppo A, vitamina C e vitamina D.

Utilizzata fresca, essiccata, sotto forma di olio essenziale, infuso, decotto o tintura madre, la menta è un efficace rimedio naturale che aiuta a combattere l’alitosi, il mal di testa, l’influenza, i disturbi gastrici, tra cui mal di pancia, coliche e meteorismo, i problemi della pelle, come scottature, eritemi e punture di insetti, e i dolori muscolari e articolari. Come se non bastasse, l’infuso delle foglie contrasta anche nausea e vomito causati da mal d’auto e mal di mare.

In cucina è impiegata nella preparazione di ricette dolci a base di cioccolato e piatti salati, come vellutate, zuppe, salse e alcuni tipi di carni. È usata anche per realizzare liquori, sciroppi e caramelle balsamiche e per aromatizzare acqua e tè verde.

 

Menta: coltivazione e come prendersene cura

State pensando di dedicarvi alla coltivazione della menta? Ecco tutto quello che dovete sapere per prendervi cura della profumata pianta aromatica:

menta temperatura e suolo

Clima e terreno: è una pianta che può essere coltivata in vaso o in piena terra e si adatta piuttosto bene a qualsiasi tipo di terreno e clima, tuttavia non ama il gelo, preferisce zone a mezzombra e soffre i suoli argillosi e pesanti. Il terreno ideale è leggermente acido, ben drenato, ricco di sostanza organica e privo di ristagni idrici che favoriscono la comparsa di malattie fungine e il marciume radicale. La stagione ideale per la piantumazione è la primavera mentre per chi avvia la coltivazione partendo dal seme il periodo migliore è tra marzo e aprile. Va ricordato che la menta è una pianta che tende a colonizzare lo spazio quindi è preferibile utilizzare un vaso senza fondo da inserire nel terreno dell’orto per evitare che l’apparato radicale cresca in modo incontrollato.

menta annaffiature

Irrigazione: le annaffiature devono essere regolari e possono aumentare durante la stagione più calda per evitare che il terreno diventi troppo secco. È importante far cadere l’acqua direttamente sul suolo e non bagnare le foglie perché il processo di evaporazione disperde gli oli essenziali.

menta fertilizzante e cura del terreno

Concimazione, pacciamatura, sarchiatura: la concimazione va fatta ogni 2-3 anni con un con un fertilizzante a base di potassio, fosforo e azoto, acquistabile dal vivaio o nei negozi specializzati in giardinaggio. Una pacciamatura a base di paglia è l’ideale per proteggere le radici durante l’inverno. Se la coltivazione è fatta in pieno campo saranno necessari regolari operazioni di sarchiatura per eliminare le erbacce e mantenere pulito il terreno intorno alla pianta.

menta in vaso

Coltivazione in vaso: la menta cresce velocemente e le sue radici tendono a espandersi e soffocare quella delle piante vicine. Si raccomanda, quindi, di piantarla in un vaso in cui non è prevista la presenza di altre piante. Il contenitore, preferibilmente in terracotta e dotato di buchi per il drenaggio sul fondo, dev’essere largo 30-40 cm circa poiché la pianta ha bisogno di molto spazio per crescere. Dopo aver sistemato sul fondo del vaso uno strato di argilla e uno di terriccio universale basterà piantare il rametto con le radici a circa 5 cm di profondità. Nel corso del primo anno bisognerà annaffiare spesso la pianta, senza eccedere, per mantenere il terreno sufficientemente umido. È consigliabile tagliare regolarmente la parte superiore della pianta per evitare che si sviluppi troppo in altezza e favorire la crescita delle foglie sui lati. Il diradamento dev’essere effettuato ogni 2-3 anni o, al massimo, ogni 3-4 anni. Se si preferisce coltivare la pianta a partire dai semi basterà acquistarli da un vivaio e sistemarli appena sotto il livello del terreno.

menta riproduzione per talea

Riproduzione per talea: è il metodo più semplice e veloce per coltivare la menta. Il periodo ideale per la talea della pianta aromatica va da marzo a maggio ma può essere effettuata anche a settembre. È sufficiente prelevare da un apice vegetativo un ramo lungo circa 20 cm avendo cura di utilizzare una forbice affilata e disinfettata per ottenere un taglio netto e non causare infezioni alla pianta. Successivamente il ramo andrà ripulito dalle foglie basali e sistemato all’interno di un vaso dal diametro di 10-12 cm riempito con terriccio e sabbia in parti uguali. È consigliabile, per favorire l’emissione di nuove radici, lasciar riposare la talea in acqua per qualche giorno, circa una settimana, prima di collocarla all’interno del vaso. Se si decide di mettere più piante di menta nello stesso vaso bisognerà distanziarle tra loro di 15 cm per assicurare a ognuna lo spazio sufficiente per crescere. La nascita dei primi germogli indica che la talea ha radicato e quando i getti saranno abbondanti e robusti la pianta potrà essere trasferita in un vaso più grande.

menta moltiplicazione per stoloni

Moltiplicazione per stoloni: gli stoloni sono rami che nascono alla base del colletto di una pianta, tra il fusto e la radice, e strisciano sul terreno o appena sotto il suolo. Possono essere prelevati, ma non tagliati, solo da piante adulte e vanno messi a dimora in primavera a una profondità di circa 15 cm. Per mantenere il ramo ben fermo sotto terra si può utilizzare un ferro a forma di “U” o un sasso. Quando lo stolone avrà radicato e sviluppato nuovi getti allora si potrà procedere al taglio, con forbici da potatura pulite e sterilizzate, per separarlo dalla pianta madre.

menta la raccolta

Raccolta: la menta andrebbe raccolta tra la tarda primavera e fino all’inizio dell’autunno, tuttavia il periodo migliore è l’estate quando le foglie sono ricche di mentolo e oli essenziali. A ogni raccolto si possono togliere circa 1/3 delle foglie totali. La menta può essere consumata sia fresca che essiccata.

menta parassiti

Malattie: la pianta teme soprattutto la ruggine e i marciumi radicali, due malattie legate al ristagno d’acqua. Tra gli insetti che la possono attaccare, e che si possono combattere con antiparassitari, ci sono acari, afidi, coleotteri e lepidotteri.

 

Menta: le 3 varietà più famose

Oltre alla già citata menta piperita, dal profumo intenso e balsamico, scopriamo quali sono le tre varietà di Mentha più conosciute e apprezzate in cucina:

  1. Mentha gentilis: l’aroma ricorda il limone. Perfetta per tè e dolci.
  2. Mentha arvensis: profumo pungente e mentolato. Ideale per le macedonie.
  3. Mentha pulegium: conosciuta anche con il nome di menta romana è utilizzata per insaporire la trippa alla romana e la carne d’agnello. Il profumo è intenso e rinfrescante. Non va confusa con la mentuccia o nepitella (Clinopodium nepeta) che a Roma è usata per la preparazione dei carciofi.
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