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Misure anti Covid: meno inquinamento, ma più rifiuti plastici

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Misure anti Covid: gli effetti della pandemia sulle emissioni di gas serra

Le misure anti Covid adottate in gran parte dell’Europa, unite alle nuove norme igienico-sanitarie per contrastare l’epidemia, hanno avuto un’influenza significativa anche sull’ambiente. Gli effetti della pandemia su inquinamento, uso dell’energia e rifiuti plastici sono al centro del rapporto firmato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente.

Le misure anti Covid per contrastare l’epidemia da coronavirus stanno avendo un forte impatto sia sulla vita delle persone, sia sull’ambiente che a fronte di una più bassa emissione di inquinanti atmosferici nell’aria registra un aumento dei rifiuti plastici.

È quanto emerge dal rapporto pubblicato dall’AEA, acronimo di Agenzia Europea per l’Ambiente, che evidenzia come le restrizioni alla mobilità, imposte dagli Stati per contenere l’epidemia da Covid-19, abbiano avuto un impatto positivo sull’ambiente in termini di emissioni di CO2 e qualità dell’aria.

Il briefing dell’AEA illustra gli effetti a breve termine del Covid-19 sull’ambiente a partire dai sei mesi successivi alla quarantena e invita a riflettere sulle conseguenze di questi effetti e sul modo in cui potrebbero cambiare il processo decisionale in futuro.

In molti Paesi, il periodo di isolamento ha permesso di osservare come reagiscono le specie animali e vegetali, sia in ambiente rurale che urbano, quando i disturbi provocati dalla presenza dell’uomo sono ridotti. Secondo il documento compilato dall’AEA mantenere o ampliare lo spazio per la natura nelle città dovrebbe diventare sempre più parte dell’agenda della sostenibilità.

Sul fronte del consumo di energia ed emissioni di gas serra, la crisi generata dalla pandemia sta provocando reazioni sia a livello globale che europeo e le previsioni della Commissione Europea per il 2020 stimano una contrazione del 7,6% del PIL per l’UE. È quindi plausibile aspettarsi una riduzione senza precedenti delle emissioni di gas serra nell’Unione Europea rispetto al 2019 ma sarà possibile quantificarne pienamente l’entità solo dopo il 2020.

Ad essere particolarmente colpito dalla crisi è il settore dei trasporti, una delle principali fonti di gas serra. A causa delle restrizioni sugli spostamenti nazionali e internazionali, la domanda di trasporto passeggeri è diminuita facendo registrare un significativo calo delle emissioni di gas serra. Inoltre, secondo le prime valutazioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), anche la domanda globale di energia nel 2020 potrebbe diminuire di circa il 6%.

L’entità delle riduzioni varia notevolmente con riduzioni fino al 70% nei centri urbani dei paesi più colpiti dal Coronavirus, come Milano e Madrid, mentre altre città come Atene, meno colpite dalla prima ondata di Covid-19, hanno vissuto una ripresa dell’attività economica in tempi più brevi, registrando un forte calo iniziale di NO2 seguito da un ritorno ai livelli pre-lockdown.

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Misure anti Covid: l’aumento dei rifiuti plastici e le conseguenze sull’ambiente

Se da un lato le misure anti Covid hanno ridotto l’inquinamento dell’aria, dall’altro hanno causato cambiamenti significativi nella produzione e nel consumo di plastica portando a un aumento dei nuovi rifiuti da Covid-19.

La pandemia ha generato un improvviso aumento della domanda globale di dispositivi di protezione individuale (DPI), come maschere, guanti, camici, disinfettanti per le mani, ecc.

Nei primi mesi per fermare la diffusione del virus, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che ogni mese erano necessari 89 milioni di maschere mediche cui vanno aggiunti 76 milioni  di guanti e 1,6 milioni di occhiali protettivi per uso sanitario. Inoltre, poiché la maggior parte dei ristoranti poteva offrire solo servizi di asporto e consegna è aumentato l’uso di contenitori in plastica monouso utilizzata per la vendita di diversi tipi di prodotti.

Se è vero che i prodotti in plastica monouso hanno giocato un ruolo importante nell’impedire la diffusione del virus non si può certo nascondere che l’aumento della domanda di questi articoli potrebbe diventare un freno per i piani dell’UE che intende muoversi verso un sistema di plastica più sostenibile e circolare per combattere l’inquinamento.

La produzione, il consumo e lo smaltimento di ulteriori materie plastiche monouso avranno inevitabilmente un impatto maggiore sull’ambiente e sul clima con un conseguente aumento dell’inquinamento atmosferico, delle emissioni di gas serra e della produzione di rifiuti.

Ma non è finita qui perché, oltre agli effetti diretti derivanti dall’aumento della domanda di materie plastiche monouso, vanno evidenziati anche altre problematiche legate alla pandemia come il forte calo del prezzo del petrolio che a sua volta ha reso più conveniente per le aziende produrre beni in plastica a partire da materiali vergini a base fossile piuttosto che utilizzare materiali plastici riciclati.

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