pasqua ortodossa uova colorate, ricette tipiche e liturgia

Pasqua ortodossa: uova colorate e ricette tipiche

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La Pasqua ortodossa si festeggia domenica 1 maggio con uova colorate e ricette tipiche, ma anche una consolidata liturgia.

Per gli ortodossi la Pasqua è considerata una festa molto importante, addirittura forse la più importante, sentita e vissuta dai credenti con molta partecipazione ed entusiasmo.

Il rito della Pasqua ha inizio parecchio tempo prima. Durante la Quaresima, i fedeli si astengono dal mangiare carne, uova e latticini, e dal bere alcol, come volontà di purificare completamente il corpo e lo spirito. Il sabato antecedente la Pasqua si usa recarsi nelle chiese e portare a benedire le pietanze – tra le quali le uova colorate, la paska (una torta di ricotta dolce con frutta candita) e il kulic (un dolce cilindrico che ricorda il panettone) – che si consumano il giorno seguente, e che sarebbero da cucinare il Giovedì Santo, poiché i due giorni seguenti sono di digiuno e preghiera, di silenzio e di quiete interiore.

Per rimarcare il carattere gioioso dell’evento, simbolo di rinascita e vita nuova, i paramenti sacri neri e viola, simbolo di mestizia e dolore, sono sostituiti da quelli bianchi. Il Sabato Santo il corpo del Redentore è ancora nel sepolcro: la giornata incomincia quindi con la lettura liturgica dei passi delle Sacre Scritture che profetizzano la risurrezione del Messia e solo a tarda sera incomincia la festa vera e propria. A mezzanotte i fedeli accendono un cero e si accodano dietro la croce che viene portata in processione, mentre suonano le campane a festa. La mattina del giorno di Pasqua, quando andrebbero indossati soltanto abiti nuovi, le famiglie si recano a pranzare nei pressi della tomba di un parente oppure su un prato, dove si mangia, si canta e si balla tutti insieme.

Quando cade la Pasqua ortodossa?

La Pasqua ortodossa, che come quella cattolica celebra la risurrezione di Gesù Cristo tre giorni dopo la sua morte, viene festeggiata in un’altra data. Mentre infatti la nostra Pasqua cade la domenica successiva al primo plenilunio di primavera del calendario gregoriano (nel 2016, il 27 marzo), quella ortodossa – nei Paesi dell’Europa orientale – ricorre la domenica seguente alla prima luna nuova dall’equinozio di primavera del calendario giuliano (nel 2016, il 1° maggio). I principali Paesi a maggioranza ortodossa sono Russia, Grecia, Romania e Bulgaria.

Il rito delle uova colorate

Pasqua ortodossa, il rito delle uova colorate

Il giorno di Pasqua si usa scambiarsi uova sode colorate, di rosso ma non solo, suggellando questo rituale con la frase “Cristo è risorto”. Rosso come il sangue di Gesù: un tempo si impiegava un pigmento ricavato dalla cipolla, ora si usano diversi tipi di coloranti. L’uovo, nella cultura pagana, era il simbolo della vita e della fertilità della Terra e venne adottato dai primi cristiani per indicare la rinascita dell’uomo nel giorno di Pasqua. Secondo una leggenda, la Madonna avrebbe fatto portare a Ponzio Pilato delle uova dipinte d’oro perché salvasse suo figlio dalla crocefissione. Mentre un’altra racconta che durante la Via Crucis che lo conduceva al Golgota, alcune gocce del sangue di Gesù sarebbero cadute sopra delle uova che un contadino stava portando al mercato. Fino a qualche tempo fa, poi, in alcune regioni era usanza del padre di famiglia mostrare l’uovo benedetto alle sacre icone e, dopo aver pregato, dividerlo a tavola con tutti i parenti. In Paesi come la Russia, dipingere le uova insieme ai bambini è un modo per trasmettere loro antichi valori e radicate tradizioni: le uova di cioccolato, qui da noi così diffuse tra i più piccoli, praticamente sono sconosciute.

Guarda come si decorano le uova con ingredienti naturali:

Qualche curiosità sulla Pasqua ortodossa

  • Nel 2011 e nel 2014 la Pasqua cattolica e quella ortodossa sono cadute nello stesso giorno (24 e 20 aprile rispettivamente);
  • In Russia l’entrata di Gesù Cristo a Gerusalemme, in sella a un asino e osannato dalla folla, non si chiama Domenica delle Palme, bensì Domenica dei Salici: in quel Paese, infatti, le palme non crescono e, secondo la credenza popolare, proprio in questo periodo ogni anno spuntano le gemme dei salici; la gente conserva poi tutto l’anno i rametti dei salici benedetti che vengono impiegati anche per abbellire le icone e per proteggere le case dalla malasorte;
  • Una delle tradizioni più radicate è il combattimento con le uova, che vede vincitore chi riesce a rompere l’uovo dell’avversario facendolo scontrare con quello che tiene in mano, con alcune varianti e peculiari tradizioni locali. In Romania, gli ospiti lanciano uova rosse contro un altro poggiato sulla testa del capofamiglia; in Bulgaria, invece, il primo uovo che si dipinge di rosso deve essere conservato come portafortuna sino all’anno successivo; in Grecia questa tradizione ha un nome specifico, tsougrisma, che significa “scontrarsi”;
  • Ogni anno, il Sabato Santo, nel Tempio della Resurrezione a Gerusalemme avviene il miracolo del Fuoco Sacro, che accende l’ovatta posta sulla Tomba di Gesù Cristo (ogni anno il Fuoco Sacro viene portato a Mosca grazie a un volo speciale). L’ingresso del Fuoco sacro nella Basilica di Cristo Salvatore a Mosca da inizio alle celebrazioni della Pasqua.

Due ricette tipiche, paska e kulic, da consumare insieme

Paska: torta di ricotta con frutta candita

Paska è una torta di ricotta della tradizione pasquale ortodossa

Ingredienti:

  • 750 g di formaggio fresco
  • 500 g di zucchero
  • 5 tuorli d’uovo
  • 450 ml di panna densa
  • 500 g di burro dolce
  • 2 tazze di frutta candita
  • 2 cucchiai di estratto di vaniglia
  • 3 cucchiai di liquore dolce (cointreau o grand marnier)

Ricetta:

  1. Sbattere i tuorli d’uovo e incorporare lo zucchero fino a ottenere una massa omogenea.
  2. Ammorbidire il burro in un altro recipiente e aggiungere i tuorli con lo zucchero.
  3. Fare sgocciolare il formaggio fresco in un colino, poi mescolare con burro, uova e zucchero, fino a ottenere una massa cremosa.
  4. Aggiungere panna, vaniglia e liquore e mescolare.
  5. Incorporare nella crema la frutta candita.
  6. Rivestire l’interno dello stampo con una garza da cucina e versarvi il composto, poi coprire con un coperchio o un piatto e appoggiarvi un oggetto pesante per esercitare pressione.
  7. Lasciare in frigo a raffreddare per almeno dodici ore.
  8. Estrarre la paska dallo stampo e decorare con la frutta candita. Conservare al fresco fino al momento di servirla.

Che la Quaresima sia terminata, lo si vede dagli ingredienti che fino al giorno di Pasqua sono proibiti. Dolce e cremosa, la paska si accompagna perfettamente al kulic, leggermente asciutto.

Kulic, dolce tradizionale russo simile al panettone

Kulic dolce tradizionale russo simile al panettone

Ingredienti:

  • 2 bustine di lievito in polvere
  • 1,5 kg di farina
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 350 mg di zucchero a velo
  • 5 tuorli d’uovo
  • 300 ml di latte intero, bollito e poi lasciato raffreddare fino a 50°C
  • 225 g di burro, fuso e poi lasciato raffreddare fino a 45°C
  • 2 albumi montati a neve
  • 6 pistilli di zafferano diluiti in 2 cucchiai di rum
  • 2 tazze di frutta candita (io ho utilizzato un mix di uvetta, zenzero candito, ciliegie secche e bucce d’arancia candite)
  • 1/3 di tazza di mandorle tritate
  • burro
  • miscela di tuorlo d’uovo, olio e acqua per indorare
  • 2 tazze di glassa di zucchero

Ricetta:

  1. Imburrare i barattoli di alluminio, poi rivestire il fondo e le pareti con carta da forno.
  2. In una scodella mescolare i tuorli d’uovo, sei cucchiai di acqua, un cucchiaio di zucchero e farina. Coprire e lasciare riposare in un luogo caldo.
  3. Sbattere i tuorli e lo zucchero per cinque minuti, poi aggiungere latte, farina e sale. Impastare per due minuti.
  4. Aggiungere il lievito e impastare.
  5. Aggiungere pian piano il burro fuso, sbattendo delicatamente. Lasciare riposare l’impasto per due minuti poi verificare che sia elastico. Se necessario, aggiungere farina.
  6. Aggiungere gli albumi montati a neve e la miscela di zafferano e rum. Quando l’impasto è omogeneo, aggiungere la frutta candita e le mandorle.
  7. Coprire l’impasto e lasciatelo lievitare per due o tre ore in un luogo caldo, finché il suo volume non raddoppia.
  8. Lavorare un poco l’impasto poi lasciarlo lievitare per altre due ore.
  9. Distribuire l’impasto nei barattoli in modo che li riempia fino a poco più della metà. Tenere da parte una porzione dell’impasto, coprire e lasciare lievitare ancora un’ora.
  10. Preriscaldare il forno a 180°C.
  11. Con la pasta rimasta creare delle stringhe da posare sulla superficie dell’impasto in ogni stampo, creando la forma di una croce.
  12. Indorare la superficie di ogni dolce e infornare. Lasciare cuocere per quindi/venti minuti, poi alzare la temperatura a 200° C. I dolci nei barattoli piccoli cuoceranno più velocemente di quelli grandi. Il kulic è pronto quando dopo avervi affondato un coltello o un fiammifero questi ne escono puliti.
  13. Il tocco finale è rappresentato da un piccolo trucco contadino: coprire un cuscino morbido con uno strofinaccio, poi posare il barattolo col dolce coricato sul fianco. Fare rotolare delicatamente il barattolo per staccare il kulic dallo stampo. Lasciare raffreddare il kulic coricato sul cuscino per quaranta minuti. Riposizionarlo in verticale e coprire con la glassa. Usare il resto della frutta candita e delle mandorle per decorare.
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