Plastic Free July: che cos'è e come aderire all'iniziativa?

Plastic Free July: che cos’è e come aderire all’iniziativa?

Un intero mese senza plastica: questa la sfida lanciata dall’associazione australiana no-profit Plastic Free Foundation, che ha lo scopo scopo di dimostrare come sia possibile, giorno dopo giorno e con un po’ di impegno, ridurre l’uso della plastica monouso e produrre meno rifiuti (anche dopo la fine di luglio).

Plastic Free July – in italiano “luglio senza plastica” – è un’iniziativa globale promossa dall’associazione australiana Plastic Free Foundation che, da oltre 13 anni, ha l’obiettivo di sensibilizzare le persone sull’importanza di ridurre e, nel lungo termine, eliminare, l’uso della plastica, in particolare quella monouso, e di incoraggiarle a adottare comportamenti più sostenibili per il Pianeta e, di conseguenza, per i suoi abitanti.

Inquinamento da plastica: una delle più grandi tragedie dei giorni nostri

L’inquinamento da plastica è uno dei problemi ambientali più allarmanti degli ultimi decenni: non solo ogni anno più di 150 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani (non a caso gli scienziati hanno coniato il termine “mare di plastica), causando danni diretti e indiretti – ma in ogni caso per lo più irreparabili – agli ecosistemi marini e alla fauna selvatica, ma questo materiale tanto diffuso quanto difficile da smaltire impiega diverse centinaia di anni per degradarsi, contribuendo così anche all’inquinamento ambientale a lungo termine e mettendo a serio rischio anche la sopravvivenza delle generazioni future.

Se la portata di questo fenomeno sta assumendo dimensioni sempre più ingenti -basti pensare che, soltanto nel tratto di Oceano Pacifico che separa la California dalle Hawaii, è presente una vera e propria isola di rifiuti plastici si estende per circa 1.6 milioni di km quadrati – la cosiddetta Great Pacific Garbage Patch (in italiano nota semplicemente come “isola di plastica”) – costituita per lo più polietilene e polipropilene, tra i materiali plastici più resistenti ma anche difficili da riciclare, a cui si aggiungono resti di accessori da pesca, che costituiscono oltre l’80% del totale dei rifiuti presenti nelle acque marine globali.

A tutto questo si aggiunge poi l’annoso problema delle microplastiche, ovvero piccolissimi pezzi di plastica con dimensioni che possono andare dai 330 micrometri ai 5 millimetri. Questi possono essere intenzionalmente creati per essere utilizzati nella formulazione di diversi prodotti di uso quotidiano, quali cosmetici, prodotti per la casa, vernici e colle, detergenti di vario tipo (in tal caso parliamo di microplastiche primarie), o derivanti dalla dispersione nell’ambiente di rifiuti plastici – quali buste della spesa, bottiglie d’acqua, packaging ed imballaggi di vario tipo, ma anche reti da pesca e residui di attività industriali marittime – che vengono letteralmente “decomposti” in micro particelle per effetto dell’erosione causata dai raggi ultravioletti del sole, dal vento, dalle onde, dai microbi presenti negli ambienti marini, ma anche dalle alte temperature (le cosiddette microplastiche secondarie).

Tali microparticelle di plastica non sono soltanto deleterie per la salute degli ecosistemi marini (le sostanze tossiche rilasciate da questi piccoli frammenti di plastica non biodegradabili possono alterare permanentemente la flora marina, causando danni che si riversano anche sugli organismi viventi che la popolano), ma anche per quella umana, in quanto possono aumentare il rischio di soffrire di infiammazioni e malattie croniche cardiache e respiratorie, nonché di tumori endocrini, nonostante quest’ultima associazione necessiti di ulteriori studi.

La buona notizia è che la coscienza globale si sta, seppur lentamente, “risvegliando” e prendendo consapevolezza circa queste problematiche: se, da un lato, la comunità scientifica sta cercando nuove alternative alla plastica monouso più sostenibili e semplici da smaltire, come alcune tipologie di bioplastiche, nonché di sistemi per “catturare” i rifiuti presenti in mare), iniziative come il Plastic Free July mirano invece ad arginare il problema alla radice, invitandoci a ripensare i nostri modelli di consumo abituali, e in particolare a limitare i nostri acquisti di oggetti, confezioni e imballaggi in plastica (soprattutto se monouso) e ad adottare uno stile di vita nel complesso più sostenibile, non solo a luglio, ma si spera per sempre.

Plastic Free July: cos’è e come è nato?

Lanciato per la prima volta nel2011 dalla Plastic Free Foundation, organizzazione no-profit australiana fondata da Rebecca Prince-Ruiz e con sede a Perth, nello stato del Western Australia, il Plastic Free July si è velocemente trasformato da un’iniziativa locale in un vero e proprio movimento globale, arrivando a raccogliere oltre 140 milioni di adesioni provenienti da 190 paesi durante la scorsa edizione, nonché l’appoggio di molteplici aziende e organizzazioni pubbliche e private, che si sono impegnate a fare passi concreti per implementare politiche per ridurre l’uso di plastica nei loro processi produttivi e nelle loro operazioni quotidiane.
Il duplice obiettivo del Plastic Free July è tanto semplice quanto complesso: da un lato, incoraggiare le persone a riflettere sul proprio consumo di plastica e, dall’altro, invitarle a cercare alternative più sostenibili all’uso di questo materiale, aiutandole a capire che anche le piccole azioni quotidiane possono davvero fare la differenza.

Sebbene la sfida di minimizzare -e idealmente eliminare del tutto- l’uso della plastica monouso (come sacchetti, bottiglie, cannucce e contenitori vari), si estenda soltanto per i trentuno giorni del mese di luglio, lo scopo ultimo dell’iniziativa è quello di instillare comportamenti e stili di vita più eco-compatibili che dureranno tutta la vita, dimostrando come questo passaggio sia non solo più semplice di quanto si potrebbe pensare, ma in molti casi anche vantaggioso per il nostro portafoglio e la nostra salute (ricordiamo che il problema delle microplastiche deriva in primo luogo proprio dalla produzione di rifiuti in plastica non smaltibili). Senza contare che questa è sicuramente la scelta migliore -e sempre più necessaria- anche per permettere alle generazioni future di avere la possibilità di godere delle meraviglie del nostro incredibile Pianeta.

I risultati dell’edizione 2023 del Plastic Free July confermano quanto appena detto: nel report redatto al termine della scorsa edizione dell’iniziativa possiamo infatti leggere che questa ha ispirato oltre 223 milioni di cambiamenti di comportamento, e che è stata raggiunta una riduzione media di 18 kg di rifiuti e riciclo per persona all’anno, il che significa un’incredibile diminuzione del 4,1% nella produzione totale di rifiuti. Inoltre, sempre secondo i dati, l’80% dei partecipanti ha ridotto i propri rifiuti di plastica anche dopo la fine della sfida, ispirando a loro volta amici, famigliari e conoscenti a fare lo stesso. Non resta dunque che fare la nostra parte e partecipare a questa encomiabile iniziativa. Ecco come.

Plastic Free July 2024: come aderire e da dove iniziare

Partecipare alla sfida Plastic Free July 2024 è incredibilmente semplice e può essere fatto da chiunque, ovunque nel mondo. Il primo passo per farlo è quello di visitare il sito web Plastic Free July, registrarci alla sfida e scegliere il nostro “impegno” (possiamo infatti decidere se evitare soltanto gli imballaggi di plastica monouso, gli articoli da asporto quali sacchetti, bottiglie, cannucce e bicchieri. o diventare completamente “plastic free”, e se farlo per un mese, una settimana o un giorno).

Fatto questo, riceveremo utili risorse, suggerimenti e aggiornamenti sull’iniziativa, che ci aiuteranno a perseguire e mantenere fede al nostro obiettivo e a superare eventuali ostacoli che si presenteranno lungo il cammino. Il traguardo finale non è infatti tanto quello di avere comportamenti “perfetti” durante tutta la durata della sfida, ma di stimolarci a voler fare sempre di meglio, mettendo in discussione abitudini e comportamenti automatici e fornendoci semplici sostituzioni che diventeranno presto la nostra nuova norma e che ci accompagneranno ben oltre il termine della stessa.

L’iniziativa vuole infatti sottolineare l’importanza di far sentire la nostra voce attraverso le nostre scelte di consumo (ad esempio, i prodotti sfusi, stagionali e locali sono certamente meno inquinanti rispetto a quelli che vengono da oltreoceano e sono imballati in confezioni singole), ma anche firmando petizioni e boicottando certe marche, tutti strumenti potentissimi per cambiare davvero le cose.

Sul sito è presente anche un utilissimo quiz che, indagando sulle nostre abitudini casalinghe e su quelle dei nostri familiari, ci aiuterà a scoprire tutte le materie plastiche che si “nascondono” nei nostri acquisti e a definire un obiettivo attraverso cui misurare il nostro successo in questo mese plastic-free.

Il mese di luglio è poi costellato di workshop, conferenze e incontri informativi dove potremo imparare di più sul problema della plastica e su come ridurne l’uso nella nostra vita quotidiana, nonché sentirci parte di una comunità e ottenere supporto in caso di dubbi o difficoltà. Qui un elenco delle principali iniziative.

Ultimo, ma non meno importante, è utilizzare gli hashtag ufficiali della manifestazione -come #plasticfreejuly, #plasticfree #zerowaste #ecofriendly #sustainableliving #plasticfreeliving– per condividere i nostri progressi e ispirare gli altri a partecipare. Inoltre, seguendo i canali Facebook, Instagram e Twitter dell’iniziativa potremmo rimanere aggiornati sugli eventi in programma e sulle ultime notizie e sui risultati dell’iniziativa

Plastic Free July 2024: alcuni semplici consigli per ridurre il nostro consumo di plastica

La Plastic Free Foundation offre numerosi consigli e risorse per aiutare le persone a ridurre l’uso di plastica nella nostra vita quotidiana, che sia in casa, al lavoro, a scuola, o nella nostra comunità. Tra i suggerimenti più semplici che possiamo mettere in atto fin da subito troviamo:

  • Portare con noi una borraccia riutilizzabile invece di acquistare bottiglie d’acqua in plastica;
  • Usare sacchetti di stoffa per la spesa al posto dei sacchetti di plastica;
  • Acquistare prodotti sfusi o con imballaggi sostenibili;
  • Evitare le cannucce di plastica e optare per alternative riutilizzabili come cannucce in acciaio inossidabile o bambù;
  • Utilizzare contenitori in vetro o acciaio per conservare il cibo o portare il pranzo da casa;
  • Usare detergenti e prodotti per la pulizia della casa e per la cura della persona in formato concentrato o con sistema di ricarica, ancora meglio se solidi;
  • Sostituire le spugne usa e getta con quelle riutilizzabili e con i panni lavabili in microfibra;
  • Privilegiare prodotti con meno imballaggi o imballaggi riciclabili (ad esempio, evitare di acquistare merendine incartate singolarmente e preferire confezioni formato famiglia o, ancora meglio, cucinare le nostre merende e snack);
  • Chiedere al gestore del nostro bar di fiducia di eliminare i coperchi per caffè in plastica o di utilizzare cannucce in carta o in acciaio;
  • Organizzare o prendere parte a iniziative per la pulizia di spiagge o boschi;
  • Acquistare da negozi che promuovono pratiche ecologiche e riducono l’uso di plastica e frequentare mercati che offrono prodotti sfusi e senza imballaggi di plastica;
  • Promuovere campagne di sensibilizzazione sull’importanza della riduzione della plastica, e spingere le autorità locali a implementare politiche per la riduzione dell’uso di questo materiale;

Per ulteriori consigli e risorse, visitare il sito ufficiale Plastic Free July e i canali social dell’iniziativa. In conclusione, partecipare al Plastic Free July è un ottimo modo per iniziare a fare la differenza nella lotta contro l’inquinamento da plastica. Senza contare che adottare abitudini più sostenibili non solo aiuta l’ambiente, ma ispira anche coloro che ci circondano a fare lo stesso. Insomma, non ci sono davvero scuse per non agire, da subito e per sempre!

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