plastica monouso stop ue

Addio plastica monouso: UE dice basta all’inquinamento marino

In Evidenza, News

Dalla UE arriva lo stop tanto atteso dagli ambientalisti alla produzione e distribuzione della plastica monouso.

Piatti, posate, bicchieri, cotton fioc e attrezzi per la pesca molto presto saranno vietati in tutta Europa, una misura importante per ridurre l’inquinamento marino e salvaguardare la sostenibilità ambientale.

Non è la prima volta che si parla di stop a cotton fioc e oggettistica in plastica monouso per salvaguardare la salute dei nostri mari e oceani, ma questa volta l’Unione Europea ha divulgato norme e regole molto severe e precise, con obiettivi chiari da raggiungere in pochi anni.

La proposta normativa presentata dalla Commissione Europea, mette al bando tutti i principali prodotti di plastica monouso responsabili dell’inquinamento delle acque e alcuni attrezzi da pesca che normalmente vengono abbandonati durante le catture. 

I danni ambientali che l’Unione Europea ha stimato essere strettamente legati alla produzione, distribuzione e all’utilizzo e  di questi prodotti, ammontano a 223 miliardi di euro entro il 2030, una cifra che non possiamo permetterci di spendere, senza contare le gravi conseguenze ambientali che ne deriverebbero.

Da qui la decisione drastica di Bruxelles che, insieme alla messa al bando della plastica monouso, propone che vengano raccolte e riciclate anche il 90% delle bottiglie di plastica presenti ora in commercio, lasciando i costi di gestione e bonifica a carico dei produttori. 

Sul delicato tema del riciclo delle bottiglie di plastica, aziende e scienziati sono al lavoro da diversi anni cercando soluzioni alternative che consentano di ridurre l’impatto ambientale di questo tipo di prodotti, ma adesso più che mai è necessario che imprese e consumatori trovino alternative alla plastica che siano veramente sostenibili.

Addio plastica monouso: ecco le proposte della Commissione

  1. Divieto di commercializzare prodotti di plastica facilmente sostituibili.
    Se esistono alternative economicamente accessibili, l’Unione Europea propone l’esclusione dei prodotti di plastica monouso dal mercato. Il divieto si applicherà ai 10 prodotti di plastica monouso più utilizzati: bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande, attrezzi per la pesca, buste di plastica e aste per palloncini.  La fabbricazione di questo genere di prodotti dovrà essere svolta dalle aziende esclusivamente con materiali sostenibili e riciclabili. Una complicazione in più va ad aggiungersi per chi produce bottiglie di plastica e contenitori, che saranno ammessi solo se i tappi  e i coperchi sono in grado di restare attaccati al contenitore. Questa misura che può sembrare un po strana, in realtà è importantissima per ridurre la quantità di tappi di plastica che si trovano in mare.
  2. Obiettivi di riduzione del consumo.
    Questo punto della normativa fissa obiettivi nazionali importanti per la riduzione del consumo di prodotti di plastica e obbliga gli Stati membri mettere a disposizione prodotti alternativi.
  3. Obblighi per i produttori.
    Un ruolo cruciale nella lotta all’uso dei prodotti di plastica ce l’hanno i produttori che dovranno contribuire a coprire i costi di gestione e bonifica dei rifiuti. Fanno parte di questa categoria: contenitori per alimenti, pacchetti e involucri, contenitori e tazze per bevande, tabacco con filtro, salviette umidificate, palloncini e borse di plastica in materiale leggero. 
  4. Obiettivi di raccolta.
    Entro il 2025 gli Stati membri dovranno raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande, ad esempio, introducendo sistemi di cauzione-deposito;
  5. Prescrizioni di etichettatura.
    Le etichette dei prodotti dovranno essere molto chiare ed esplicite sul tipo di materiale utilizzato per il packaging e sulle modalità di smaltimento del prodotto. Fanno parte di questa categoria di prodotti in particolare gli assorbenti igienici, le salviette umidificate e i palloncini che sono tra quelli maggiormente inquinanti. 
  6. Misure di sensibilizzazione.
    Fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi sopra citati è la sensibilizzazione dei consumatori sul tema della plastica monouso. Gli Stati membri dovranno compiere azioni divulgative al fine di spiegare perché la dispersione nell’ambiente di prodotti in plastica è dannosa per l’ambiente e come poter fare per riutilizzare e riciclare questo genere di prodotti nella maniera corretta.
  7. Attrezzi per la pesca.
    Sembra strano pensarlo, ma il 27% dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge sono rappresentati da attrezzatura per la pesca contenenti plastica: lenze, buste di plastica, canne da pesca e ami. Per questo motivo l’Unione Europea ha deciso di introdurre un punto nella normativa dedicato a questa tipologia di oggettistica.

 

Valuta questo articolo