Hannah Rousey, la studentessa americana che rifiuta la borsa di studio offerta da nestlè

Rifiuta un premio da 1000 dollari in nome della sostenibilità ambientale

Si chiama Hannah Rousey, la studentessa di 17 anni che ha rifiutato la borsa di studio del valore di 1000 dollari offerta dalla Nestlé per frequentare il college.

Le pratiche e le politiche distruttive nei confronti dell’ambiente portate avanti da Poland Spring, filiale di Nestlé negli Stati Uniti, hanno spinto la giovane studentessa a rifiutare il premio, in nome della sostenibilità ambientale.

Tra i motivi che hanno spinto la ragazza a rifiutare la borsa di studio, c’è lo scandalo ambientale della falda acquifera di Fryeburg, la città dove ha frequentato la scuola superiore: Nestlé e Poland Spring hanno attualmente il permesso di estrarre fino a 603 mila galloni d’acqua al giorno dalla falda, che viene poi trasportata al più grande stabilimento di imbottigliamento del mondo, che si trova a Hollis, nel Maine, privando così la popolazione delle proprie risorse idriche.

La produzione di acqua in bottiglia è fra le cause principali dell’inquinamento ambientale e dello sfruttamento delle risorse del pianeta: l’Italia è la nazione europea che consuma più acqua in bottiglia (la terza nel mondo) con una media di quasi 190 litri a testa, di cui il 65% sono venduti in bottiglie di plastica. La plastica che viene utilizzata per produrre l’acqua in bottiglia, non sempre viene riciclata e contribuisce allo spreco di risorse non rinnovabili e al riscaldamento globale del pianeta.

acqua imbottigliata fa male

L’acqua imbottigliata inoltre, può essere dannosa per la salute, quando non correttamente conservata. Le bottiglie di plastica, se stoccate per mesi in luoghi non adatti, al caldo o in condizioni igieniche dubbie, possono sviluppare alcune tipologie di batteri nocivi per la salute, oppure, nel migliore dei casi, perdere le caratteristiche organolettiche presenti al momento della raccolta alla fonte. Ricordiamoci infine che la plastica deriva dal petrolio e, per questo, se non trattata correttamente è a rischio “cessione chimica”, cioè rischia di cedere particelle di plastica dalla bottiglia all’acqua che beviamo.

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Per questi motivi la storia di Hannah deve farci riflettere sulle scelte future da prendere in termini di sostenibilità ambientale ed essere da esempio per nazioni e governi:

“Sono grata del riconoscimento che mi è stato attribuito ma, in buona fede, non posso accettare dei soldi da un’azienda che non mostra sostenibilità e principi etici nel proprio modo di operare” – dice Hannah in una lettera rivolta a Poland Spring.

Per fortuna, la studentessa è stata ugualmente premiata per il suo gesto a favore della sostenibilità: è stata infatti ammessa allo Sterling College in Vermont, dove studierà per ottenere una laurea in agricoltura sostenibile e approfondirà le leggi per la tutela ambientale. Lo Sterling College è un’università privata molto costosa, ma ha ricevuto sostegno da parte di tutti i suoi amici e concittadini, che hanno lanciato una campagna di crowdfunding per raccogliere i soldi da destinare al college. In poco tempo sono stati raccolti più di 3000 dollari, sulla piattaforma GoFundMe.

La storia di Hannah premia il coraggio, l’etica e la sostenibilità e ci fa davvero sperare che le nuove generazioni possano impegnarsi in maniera concreta a favore della tutela dell’ambiente e della natura, che sono le fondamenta per costruire un mondo migliore.

 



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