Risparmio energetico in estate: 5 consigli per tagliare i costi in bolletta

Risparmio energetico in estate: 5 consigli per tagliare i costi in bolletta

In estate l’uso intensivo di climatizzatori, ventilatori e altri elettrodomestici necessari per trovare un po’ di sollievo dalle temperature elevate, unito ad abitudini scorrette e a inefficienze nell’isolamento delle abitazioni, può gonfiare in maniera sensibile i costi in bolletta. Ecco come arginare questi aumenti e nel farlo ridurre il nostro impatto sull’ambiente, in 5 semplici mosse.

Il risparmio energetico non va mai in vacanza, e questo è vero soprattutto in estate quando i consumi tendono ad impennare vertiginosamente a causa del frequente impiego di climatizzatori, ventilatori e altri elettrodomestici necessari per trovare un po’ di sollievo dalle temperature elevate.

Un aumentato dispendio di risorse energetiche che non si riflette soltanto sui costi in bolletta, ma ha anche un impatto diretto e significativo sull’ambiente che ci circonda e sui suoi abitanti. L’energia elettrica necessaria per alimentare i condizionatori proviene, infatti, da centrali che utilizzano combustibili fossili come carbone, petrolio e gas naturale, la cui combustione è responsabile di oltre un terzo delle emissioni totali di anidride carbonica (CO₂) e altri gas serra nell’atmosfera, tra le principali responsabili del riscaldamento globale e degli eventi climatici estremi a cui stiamo assistendo negli ultimi decenni.

Senza contare che l’uso massiccio di condizionatori in aree metropolitane densamente popolate contribuisce al cosiddetto “effetto isola di calore urbano” un fenomeno che si verifica quando le città diventano significativamente più calde delle aree rurali circostanti, con differenze che possono sfiorare anche i cinque gradi. Un fenomeno causato in primo luogo dalla progressiva eliminazione delle aree verdi presenti sul suolo cittadino in favore della costruzione di strade asfaltate ed edifici che ostacolano il passaggio dell’acqua dal terreno all’aria (un effetto noto anche come evapotraspirazione), e quindi il naturale processo di assorbimento di parte del calore dall’ambiente, a cui si aggiunge poi l’uso intensivo, rispettivamente nei mesi più caldi e più freddi, di sistemi di raffreddamento e riscaldamento.

In particolare, se da un lato questi ultimi consumano energia per raffreddare gli interni, dall’altro emettono calore verso l’ambiente esterno. Questo contribuisce ad aumentare la temperatura complessiva dell’area urbana, aggravando ulteriormente la domanda di raffreddamento e creando un ciclo vizioso di consumo energetico crescente e temperature più alte che sembra sempre più difficile invertire.

Fortunatamente, le soluzioni per avvicinarsi a uno stile di vita più sostenibile, promuovere un maggior risparmio energetico in estate e, cosa certamente non meno importante, far felice il portafoglio, non mancano.

Dall’utilizzare tende oscuranti o persiane per bloccare il calore solare durante le ore più calde della giornata, all’acquistare sistemi di raffreddamento dotati di timer, in modo da impostare temperature più alte quando non siamo in casa o durante la notte e manutenere su base regolare i filtri di passaggio dell’aria dei nostri dispositivi, ecco cinque consigli per non rinunciare neppure in estate a fare del bene al Pianeta e, di riflesso, anche a noi stessi.

Aumento dei consumi energetici in estate: quali sono le principali cause?

Come abbiamo visto, l’aumentato consumo energetico che spesso si verifica durante i mesi estivi è in larga misura strettamente legato all’uso degli impianti di condizionamento, i quali, se utilizzati in maniera sregolata, possono rappresentare una voce significativa nelle spese familiari mensili -per non parlare dell’elevata impronta ecologica, che si aggrava nel caso di inefficienze dei dispositivi e di un loro uso scorretto. A questo si aggiungono poi altri fattori, tra cui una scarsa efficienza energetica delle abitazioni e, più in generale, comportamenti e abitudini poco oculate.

Ecco una panoramica più dettagliata delle principali cause dell’aumento dei consumi energetici in estate:

  1. Uso intensivo dei sistemi di raffreddamento
    Come abbiamo già ripetuto più volte, il principale responsabile dell’incremento delle bollette estive è senza dubbio l’uso massiccio di sistemi di raffreddamento, tra cui in primo luogo condizionatori e, in misura minore, ventilatori. Durante i mesi più caldi è infatti molto comune -se non indispensabile- tenere accesi questi dispositivi per gran parte della giornata, il che comporta un consumo di energia elettrica sicuramente non indifferente e destinato a salire molto rapidamente.
  2. Scarsa efficienza energetica delle abitazioni
    Le abitazioni prive di un adeguato isolamento termico tendono a trattenere meno il fresco e, al tempo stesso, a riscaldarsi più velocemente. Di conseguenza, i sistemi di raffreddamento devono lavorare di più per mantenere una temperatura confortevole, aumentando così il consumo energetico finale. Inoltre anche porte e finestre mal sigillate possono causare perdite di aria fresca e l’entrata di aria calda, obbligando i condizionatori a funzionare più intensamente per compensare le dispersioni.
  3. Comportamento e abitudini dei consumatori
    Durante l’estate, molti elettrodomestici come frigoriferi, freezer e asciugatrici devono lavorare di più per mantenere prestazioni ottimali a causa delle alte temperature, portando inevitabilmente a un maggior consumo energetico. Inoltre, vacanze scolastiche e smart working fanno sì che le persone trascorrano più tempo all’interno delle abitazioni durante l’estate, determinando dunque un maggior uso di dispositivi elettronici e sistemi di climatizzazione. Tra gli altri comportamenti a rischio vi sono anche il trascurare la manutenzione dei sistemi di raffreddamento, che invece andrebbe svolta in maniera regolare per assicurarne un funzionamento efficiente, e dunque evitare di disperdere energia, e il chiudere le imposte durante le ore più calde. Sebbene questa possa infatti sembrare la soluzione più immediata ed efficiente per fare da schermo alla luce del sole, e quindi evitare che gli ambienti domestici si surriscaldino eccessivamente, non dobbiamo dimenticare che anche tenere accese le luci per tante ore al giorno può contribuire a far salire i costi in bolletta, oltre che, alla lunga, surriscaldare gli interni, soprattutto nel caso di tradizionali lampadine a luminescenza.
  4. Possibili fluttuazioni stagionali nel costo dell’energia
    Durante l’estate, la domanda di energia elettrica aumenta significativamente, specialmente durante le ondate di calore. Questa maggior domanda spesso porta a tariffe energetiche più elevate, poiché i fornitori di energia possono decidere di maggiorare le tariffe in risposta alla maggiore richiesta. Al tempo stesso, non si tratta di un collegamento deterministico, in quanto diverse variabili entrano in gioco nel calcolo del prezzo dell’energia, tra cui le politiche energetiche stabilite dal governo, la dipendenza dalle importazioni di gas e di elettricità da Paesi terzi, una scarsa diversificazione delle fonti, che rende il mercato più sensibile alle fluttuazioni dei prezzi delle fonti fossili e alla scarsa disponibilità delle fonti rinnovabili.

5 consigli per promuovere il risparmio energetico in estate

Il risparmio energetico in estate deve quindi necessariamente passare da un approccio olistico, che comprenda non solo l’adozione di tecnologie più efficienti, ma anche di comportamenti virtuosi che riducano l’impatto ambientale delle nostre abitudini di consumo.

  1. Ridurre la necessità di utilizzare i sistemi di raffreddamento con dei semplici accorgimenti a costo zero
    Se durante i mesi estivi l’aria condizionata diventa una necessità a cui difficilmente possiamo fare a meno, esistono diverse strategie che ci permettono di minimizzarne l’utilizzo, senza al tempo stesso compromettere la vivibilità delle nostre abitazioni. Una delle soluzioni più semplici e immediate è quella di sfruttare la ventilazione naturale durante le ore più fresche della giornata, ovvero la mattina presto e la sera tardi, e aprire finestre e porte in modo da permettere all’aria fresca di circolare liberamente all’interno della casa, riducendo così la necessità di accendere il condizionatore appena ci svegliamo e nelle ultime ore della giornata. Al contrario, durante le ore più calde chiudere finestre, tende e persiane aiuta a mantenere il fresco accumulato, evitando che il calore esterno e l’aria umida e pesante penetrino in casa.
  2. Optare per sistemi di raffreddamento intelligenti e ad alta efficienza energetica
    Soluzioni di raffreddamento come i ventilatori, sia a soffitto che portatili, in genere consumano molta meno energia rispetto ai condizionatori e possono essere estremamente efficaci nel distribuire l’aria fresca ottenuta dalla ventilazione naturale. In particolare, le ventole dovrebbero essere impostate per ruotare in senso antiorario in modo da spingere l’aria fresca verso il passato, e dunque raffreddare in modo più veloce ed efficace la stanza.
    Detto questo, a volte i ventilatori, da soli, potrebbero non essere abbastanza: ecco dove entrano in gioco i condizionatori a risparmio energetico, dispositivi di classe energetica non inferiore alla A, il cui utilizzo consente di ridurre i consumi fino al 30% rispetto a un dispositivo tradizionale. Per ottimizzare le loro performance, il consiglio è, anche in questo caso, quello di collocarli in alto, in modo da sfruttare la naturale tendenza dell’aria fredda ad andare verso il basso. Inoltre, utile è anche fare attenzione a non posizionare il condizionatore dietro tende, divani o altri elementi d’arredo, che potrebbero impedire la corretta circolazione dell’aria.
    Da non sottovalutare è anche l’installazione di un termostato programmabile, che permetta di impostare temperature diverse per diverse ore del giorno, assicurando dunque che il sistema di raffreddamento scelto funzioni solo quando necessario. Ad esempio, possiamo programmare il termostato in modo che le temperature si alzino leggermente mentre dormiamo o non siamo in casa e si abbassino nuovamente poco prima del nostro ritorno. In questo modo ridurremo i tempi di funzionamento “inutili” del condizionatore e, di conseguenza, anche i costi energetici e l’impatto sull’ambiente.
  3. Migliorare l’isolamento della casa
    Un buon isolamento è fondamentale per mantenere la casa fresca in estate e ridurre la dipendenza dai sistemi di raffreddamento. Se il passo più semplice è quello di investire in tende oscuranti e persiane in modo da bloccare gran parte della luce solare, impedendo che le stanze si surriscaldino durante le ore più calde della giornata, altrettanto importante è verificare l’efficienza delle guarnizioni di porte e finestre. Fughe d’aria possono infatti compromettere seriamente l’efficacia del raffreddamento domestico, costringendo i condizionatori a lavorare di più per mantenere la temperatura desiderata. Sigillare eventuali fessure con materiali adeguati, come guarnizioni paraspifferi in gomma, plastica o alluminio, può aiutare a prevenire queste perdite, assicurando che l’aria fresca rimanga all’interno e il calore esterno non entri.Tuttavia, la soluzione più efficace è sicuramente la coibentazione della casa tramite l’installazione di un cappotto termico esterno, ovvero un sistema di isolamento esterno realizzato con materiali sintetici, minerali o naturali (come polistirene, espanso o estruso EPS e XP, ma anche fibra di legno o vetro, sughero, lana di roccia, vetro cellulare e idrati e silicati di calcio) che viene applicato alle pareti di un edificio e consente di ridurre significativamente le perdite di calore in inverno, mantenendo la casa al caldo e riducendo dipendenza da sistemi riscaldamento, e a impedire l’ingresso del calore in estate, mantenendo gli ambienti domestici freschi e confortevoli, e dunque contribuendo al risparmio energetico sia in estate che in inverno.
  4. Assicurarsi di manutenere regolarmente i sistemi di raffreddamento
    La manutenzione regolare dei nostri dispositivi è un altro elemento chiave per garantirne il corretto funzionamento e, di conseguenza, contenere considerevolmente i costi in bolletta. Un condizionatore d’aria che non viene mantenuto correttamente può infatti diventare meno efficiente, consumando un quantitativo superiore di energia per raffreddare la stessa area.
    Ad esempio, i filtri sporchi riducono la circolazione dell’aria, costringendo il sistema a lavorare di più e aumentando i costi operativi, motivo per il quale andrebbero puliti o sostituiti almeno una volta all’anno. Lo stesso vale per le unità esterne, che andrebbero ispezionate periodicamente per rimuovere detriti e polvere. Senza contare che un’unità ben mantenuta non solo consuma meno energia, ma ha anche una vita più lunga, riducendo la necessità di costose sostituzioni e riparazioni.
  5. Sfruttare le risorse rinnovabili per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili
    Infine, perché non sfruttare una fonte energetica pulita, rinnovabile e abbondante (soprattutto in estate), come quella del sole, e installare un impianto fotovoltaico, anche da balcone, da utilizzare per alimentare gli impianti di raffreddamento (e non solo), diminuendo la quantità di energia acquistata dalla rete elettrica e riducendo quindi significativamente i costi in bolletta, oltre che quelli per l’ambiente. Durante le ore di sole, infatti, l’energia prodotta può coprire gran parte (se non tutta) la domanda elettrica della casa -è dunque tempo di fare lavatrice e lavastoviglie, meglio se a pieno carico, di accendere il forno e, in generale, di azionare i vari dispositivi elettrici. Senza contare che possiamo anche dotarci di sistemi di accumulo per sfruttare l’energia “immagazzinata” durante le giornate soleggiate durante la notte o in caso di pioggia e nuvole. Inoltre, dove possibile, piantare alberi davanti alle nostre finestre ci consente di ombreggiare in modo naturale la casa, abbassando fino di 5° le temperature interne. Lo stesso vale per il verde domestico, in quanto le piante da interni riescono ad assorbire parte del calore attraverso le foglie, aiutando al tempo stesso a ridurre parte dell’umidità che rende gli ambienti ancora più invivibili.

Bonus condizionatore 2024: quali sono le agevolazioni per l’acquisto di un nuovo sistema di condizionamento?

Sebbene, al momento, non esista un vero e proprio “bonus condizionatore” nel senso stretto del termine, chi volesse dotarsi di un impianto di condizionamento può comunque avvalersi di diverse incentivi, da usufruire in combinazione o nell’ambito di specifiche agevolazioni edilizie.

Tra questi il bonus ristrutturazione (che prevede un indennizzo del 50% in caso di installazione di condizionatori nuovi con l’ausilio di pompe di calore che permettono di conseguire un risparmio energetico), il bonus mobili (che prevede un’agevolazione del 50% sull’acquisto di nuovi condizionatori, purché la spesa avvenga nell’ambito di una ristrutturazione straordinaria iniziata prima dell’acquisto e riferita all’anno precedente o a quello in corso), nonché i tanto discussi Super Bonus (che copre la spesa per i condizionatori fino ad un 70%, a patto che questa sia effettuata nell’ambito di interventi trainanti come l’isolamento termico delle superfici o la sostituzione della caldaia con impianti centralizzati a condensazione nei condomini) ed Ecobonus (che invece copre fino a un massimo del 65% la spesa per i climatizzatori, a patto che questi sostituiscano una caldaia a gas e vengono utilizzati esclusivamente come impianto di condizionamento abilitati per il riscaldamento invernale).

Le detrazioni sono accessibili a proprietari, usufruttuari, locatari e conviventi, con pagamenti tramite bonifico parlante, e sono ripartite in 10 anni per Ecobonus, Bonus ristrutturazioni e Bonus mobili, e in 4 anni per il Super Bonus. Inoltre, è prevista una riduzione dell’IVA al 10% sulla manodopera per l’installazione di condizionatori ad alta efficienza energetica, ottenibile tramite dichiarazione dei redditi, senza limiti ISEE, a patto che si presenti, anche in questo caso, un pagamento tramite bonifico parlante.

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