Sharing economy: che cos’è e perché è importante

La sharing economy volano per l’economia circolare

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Sharing economy: che cos’è e perché è importante

L’economia collaborativa o economia condivisa, in inglese sharing economy, è un modello economico in continua evoluzione che
ridisegna il rapporto tra domanda e offerta, promuovendo un nuovo modo di distribuire beni e servizi che rifiuta i concetti di acquisto e proprietà e si basa sui meccanismi di fiducia, condivisione e riutilizzo.

L’Oxford Dictionary ha introdotto questo termine solo nell’anno 2015, definendo la sharing economy come “Un sistema economico in cui beni o servizi sono condivisi tra individui, gratis o a pagamento, attraverso Internet. Grazie alla sharing economy, si può agevolmente noleggiare la propria auto, il proprio appartamento, la propria bicicletta o persino la propria rete Wi-Fi quando non li si utilizzano”.

Quello di sharing economy è un concetto fluido che comprende un ampio e variegato insieme di pratiche e modelli basati sull’uso delle tecnologie digitali allo scopo di facilitare la collaborazione tra le persone e ottimizzare l’uso di risorse e competenze.

Sono quindi diversi gli ambiti in cui è possibile applicare il modello di sharing economy: lo sottolinea anche il report Unlocking the Sharing Economy: An independent review, redatto dall’imprenditrice britannica Debbie Wosskow, che spiega perché le persone dovrebbero sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia per utilizzare in maniera più efficiente beni, servizi e capacità.

Il Rapport Wosskow propone una riflessione sull’importanza delle piattaforme online che aiutano le persone a condividere l’accesso a beni, risorse, tempo e competenze e cita alcune attività e modelli di business che hanno fatto dei principi della sharing economy il loro punto di forza: Etsy, il marketplace internazionale dove chiunque può vendere i propri oggetti, i servizi di sharing mobility, che permettono alle persone di condividere l’accesso a un’auto senza doverne possedere una, e le banche del tempo, dove si promuove lo scambio reciproco di competenze senza fini di lucro.

All’analisi del fenomeno proposta da Debbie Wosskow si aggiunge la definizione di sharing economy contenuta nello studio Making sense of the UK collaborative economy realizzato dall’organizzazione inglese Nesta: “L’economia collaborativa come la definiamo noi implica l’uso di tecnologie internet per connettere gruppi distribuiti di persone per fare un uso migliore di beni, competenze e altre cose utili. Internet è un potente motore di collaborazione (…) perché permette alle persone di comunicare in modo peer-to-peer”.

Lo sviluppo di Internet gioca quindi un ruolo fondamentale nella diffusione delle economie di condivisione e ha segnato la nascita di piattaforme online, come ad esempio Wikipedia o AirBnB, che facilitano l’incontro tra gli utenti.

Sharing economy e Circular Economy: i vantaggi per la collettività e l’ambiente

Secondo il già citato rapporto Nesta i pilastri della sharing economy sono quattro:

  1. Consumo collaborativo (Collaborative consumption): rientrano in questa categoria le piattaforme che, attraverso le nuove tecnologie, rielaborano i concetti di condivisione, baratto, commercio, noleggio, donazione e scambio;
  2. Produzione collaborativa (Collaborative production): è l’insieme delle pratiche su cui si basa il lavoro di un gruppo di individui che collabora al fine di generare nuove idee e creare innovazione. Un esempio è il cosiddetto design collaborativo.
  3. Apprendimento collaborativo (Collaborative learning): ovvero la condivisione di conoscenze e competenze attraverso conferenze e strumenti come Wikipedia o i corsi di formazione online gratuita MOOC;
  4. Finanza collaborativa (Collaborative finance): comprende tutti i nuovi servizi di finanziamento, prestito e investimento offerti al di fuori delle istituzioni finanziarie tradizionali come il crowdfunding, il prestito peer-to-peer o il sistema ECHO (Economy of Hours).

La sharing economy, grazie alla diffusione di internet, delle nuove piattaforme e delle community online, cambia la cultura del consumo e della produzione e permette agli individui di utilizzare un prodotto senza doverlo acquistare. In questo modo si riduce sia il costo di beni e servizi che lo spreco di risorse con un conseguente ritorno economico, a livello individuale e sociale, e una maggiore attenzione all’ambiente.

L’economia della condivisione, oltre ad essere un’opportunità dal punto di vista economico, ambientale e sociale, è legata a doppio filo alla Circular economy, ovvero il sistema economico che si ispira alla natura ed elimina il concetto di scarto all’interno del ciclo produttivo al fine di trasformare il rifiuto in risorsa.

Sono cinque i principi fondamentali dell’economia circolare:

  1. Sostenibilità delle risorse
  2. Prodotto come servizio
  3. Piattaforme di condivisione
  4. Estensione del ciclo di vita
  5. Recupero e riciclo

I sistemi circolari implicano il riutilizzo, la condivisione, la riparazione, la rimessa a nuovo e il riciclo di materiali e prodotti esistenti al fine di creare un sistema a ciclo chiuso che riduca i rifiuti al minimo e abbatta l’emissione delle sostanze considerate nocive per la salute delle persone e dell’ambiente.

Sharing economy e mobilità: il car sharing elettrico E-Vai

La mobilità condivisa, in inglese sharing mobility, è parte integrante della sharing economy e permette di limitare l’utilizzo massivo dei veicoli di proprietà, riducendo il numero di veicoli in circolazione, il traffico urbano e l’inquinamento atmosferico.

In Lombardia, dall’unione tra e-mobility e sharing mobility, è nato E-Vai, il primo car sharing elettrico attivo a livello regionale con flotte composte esclusivamente da auto elettriche e ibride che permettono di spostarsi agevolmente dal centro città o dalla provincia verso i principali nodi di transito.

Inoltre, con i suoi oltre 140 E-Vai Point distribuiti su tutto il territorio in prossimità di aree urbane, zone extra-urbane, aeroporti e stazioni ferroviarie, E-Vai rappresenta il perfetto esempio di intermodalità tra auto elettrica e mezzi di trasporto pubblici.

Silenziose, leggere, semplici da guidare e soprattutto ecologiche, grazie alle emissioni di C02 ridotte al minimo, le auto di E-Vai hanno libero accesso a Zone a Traffico Limitato e Area C ed è possibile parcheggiarle negli spazi delimitati da linee blu e gialle.

Noleggiare un’auto E-Vai è semplice: basta collegarsi al sito ufficiale di E-Vai o scaricare l’App disponibile per iOS e Android. Non sono previste quote d’iscrizione al servizio e, una volta effettuata la registrazione, è sufficiente individuare l’E-Vai Point più vicino, prenotare la propria auto e ritirarla comodamente all’orario indicato. In seguito, il veicolo potrà essere riconsegnato in uno qualunque degli E-Vai Point presenti in Lombardia.

E-Vai è un servizio innovativo, sostenibile ma anche economico, e per consentire a tutti di provare l’esperienza di guida elettrica ha pensato ad una promozione speciale: la Super Promo di Primavera 2021 che permette sia ai clienti che ai nuovi iscritti di ottenere uno sconto del 15% su tutti i noleggi fino al 30 giugno 2021.

Come usufruire della promozione? Semplicemente registrandosi gratuitamente al servizio sul sito ufficiale o scaricando l’App di E-Vai, compilando i campi con i dati richiesti per la registrazione e inserendo il codice SPRING001 nel campo Codice Promozionale. La promozione non è cumulabile con altri codici promozionali.

Vuoi provare l’auto elettrica di E-Vai per viaggiare in città e in Lombardia? Non perdere la Super Promo di Primavera 2021: registrati al servizio, l’iscrizione è gratuita!

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