Albero di Natale: ecco come smaltirlo correttamente

Albero di Natale: ecco come smaltirlo correttamente

Le festività più attese dell’anno stanno giungendo al termine e si avvicina sempre di più il fatidico giorno in cui dovremo mettere in soffitta le tanto amate lucine e decorazioni natalizie. Ma cosa fare, invece, con l’albero di Natale che ci ha fatto compagnia durante tutto questo periodo? Possiamo piantarlo in giardino? Dobbiamo portarlo in discarica? In questa guida vedremo come smaltirlo correttamente, a seconda che si tratti di un abete vero o di un albero finto).

L’Epifania tutte le feste si porta via, ed è purtroppo arrivato il momento di portare in soffitta le decorazioni natalizie che nelle ultime settimane hanno portato gioia e colore nelle nostre case. Se palline e lucine possono essere facilmente riposte in uno scatolone in attesa di essere riesumate il prossimo Natale, più complicato è invece smaltire correttamente l’albero di Natale.

Molte volte, infatti, si sceglie un albero vero pensando di fare del bene all’ambiente, ma si finisce poi per portarlo in discarica quando questo potrebbe essere piantato in giardino o utilizzato come legna da ardere, riducendo così ulteriormente l’impatto della sua coltivazione sull’ambiente.

Se invece optiamo per un albero di Natale finto – come fanno ogni anno circa 5 milioni di italiani – fondamentale è fare una valutazione obiettiva delle sue condizioni dopo il periodo natalizio e non cedere alla tentazione di portarlo prematuramente in discarica con il pensiero che l’anno prossimo ne prenderemo uno di più grande o bello, spinti anche dal costo contenuto di questi addobbi. Senza considerare che, in aggiunta all’elevato impatto ambientale generato durante la produzione (basti pensare che quella di un albero artificiale alto circa 2 metri può arrivare a 23 kg di emissioni di CO2), gli abeti finti sono generalmente realizzati utilizzando materiali non biodegradabili, quali polietilene tereftalato e PVC, entrambi molto difficili da riciclare.

Ecco perché è necessario fare attenzione a smaltire correttamente il nostro albero di Natale, sia nel caso che si tratti di un abete vero o di uno finto. Scopriamo come farlo nel pieno rispetto dell’ambiente e delle leggi vigenti in materia.

Albero di Natale dove si butta: cosa fare in caso di albero vero

L’albero di Natale vero – in genere un abete rosso o peccio (in gergo scientifico Picea abies) – è sempre una scelta vincente: non solo un minor impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita rispetto ad un abete sintetico (si parla dell’emissione di soltanto 0,522 kg di CO2 contro i 23 kg del secondo), ma è anche facilmente smaltibile in quanto, terminata la sua funzione, ritorna ad essere materiale organico (o può essere rinvasato se ha ancora le radici).

A questo proposito, infatti, è necessario specificare che non tutti gli alberi di Natale “veri” sono uguali: una prima grande distinzione da fare è infatti tra alberi con radici e terra, generalmente coltivati in vivai specializzati, e quelli senza, anche noti come “cimali” (o recisi), che la maggior parte della volta provengono da boschi destinati al taglio della legna per scopi commerciali.

Abeti con radici: come curarli al termine delle feste natalizie

Gli abeti con radici possono facilmente essere trasferiti in un vaso più grande o piantati direttamente nel terreno del nostro giardino (soprattutto se ci troviamo in una regione con clima temperato) al termine del periodo natalizio, avendo cura di monitorare frequentemente il fabbisogno idrico dell’albero per almeno i primi tre anni dalla piantumazione e a fertilizzare il terreno con un compost fresco e ricco di materia organica almeno un paio di volte all’anno.

Attenzione però a non piantare di nostra spontanea volontà l’abete in un bosco, in una foresta o in qualsiasi altra zona verde presente in città in quanto, oltre probabilmente a causarne la morte per via dell’assenza di specifiche cure (necessarie soprattutto nei mesi successivi alla piantagione), questo andrebbe inevitabilmente ad alterare l’ecosistema preesistente, in quanto specie aliena all’ecosistema in cui viene inserito (a meno di non aver ricevuto il via libera dalle Autorità Forestali di competenza).

Una valida alternativa è quella di usufruire dei programmi di recupero e ritiro degli abeti di Natale offerti da diversi Comuni italiani.

Come smaltire correttamente un albero di Natale vero senza radici

Nel caso dovessimo invece aver acquistato un abete cimale (o reciso), e dunque senza radici, sarà invece necessario provvedere al suo smaltimento. Il consiglio è quello di portare l’abete nell’area ecologica più vicina alla nostra abitazione, in modo che possa essere correttamente trasformato in compost. In alcuni Comuni sono presenti dei cassonetti adibiti alla raccolta degli alberi di Natale o addirittura delle raccolte porta a porta gratuite degli stessi.

In alternativa, se abbiamo un camino o una stufa a legna, possiamo usare i rami più grossi e i tronchi come legna da ardere. In questo caso è bene far asciugare la legna all’aperto per qualche giorno prima dell’uso, poiché -a parità di quantità, la legna stagionata rende di più in termini di calore rispetto a quella fresca. I rametti più teneri possono essere inseriti nel compost domestico o utilizzati per realizzare dei profumatori per ambienti fatti in casa o delle tisane fai da te dal profumo natalizio.

Dove buttare l’albero di Natale finto: ecco come smaltirlo correttamente

Come abbiamo sottolineato in precedenza, l’albero di Natale più ecologico è sicuramente quello vero. Tuttavia, non sempre abbiamo il tempo o la voglia di prenderci cura di una pianta a tutti gli effetti viva, che necessita di annaffiature regolari e che, come tutti sapremo, richiede una certa manutenzione, soprattutto per quanto riguarda la raccolta degli aghi di pino che inevitabilmente cadranno sul pavimento. Allo stesso modo, la presenza di animali domestici in casa o di bambini piccoli sono altri grandi disincentivi all’acquisto di un albero di Natale vero.

In questi casi, l’albero di Natale sintetico può essere una buona soluzione, a patto che venga riutilizzato per più anni consecutivi, in modo da ammortizzare nel tempo la quantità di CO2 emessa durante la sua produzione, trasporto e distribuzione (annullarla sarebbe pressoché impossibile, stando a quanto riportato in uno studio del Dipartimento di Scienze Forestali dell’Università di Firenze, che ha dimostrato come ci vogliano fino a 37 anni per compensare l’impatto ambientale della produzione di un albero di Natale artificiale, cosa alquanto improbabile considerando i materiali di scarsa qualità con i quali questi alberi vengono prodotti). Insomma, l’importante è non cadere nella tentazione di acquistare ogni anno un abete sintetico più bello o grande.

Quando l’albero comincerà a perdere a rami e non sarà più utilizzabile, dovremo portarlo nella stazione ecologica più vicina a noi, in quanto si tratta di un rifiuto di grandi dimensioni. Qui gli operatori provvederanno a smaltire e, se possibile, inserire nei processi di riciclaggio le sue diverse componenti. Qualora si trattasse di un albero di piccole dimensioni, possiamo smaltirlo direttamente nella raccolta della plastica e/o dell’indifferenziata (a seconda del materiale in cui sono realizzati i rami e la base), idealmente dopo aver ricevuto il via libera dal proprio Comune di residenza.

In conclusione, con alcune semplici accortezze possiamo assicurarci di smaltire correttamente il nostro albero di Natale, sia che si tratti di un abete vero o di uno realizzato con materiali sintetici, evitando di creare ulteriori esternalità negative sull’ambiente. Esternalità che sono ridotte al minimo qualora si opti per una pianta con radici, che può essere trasferita in giardino o in un vaso più grande al termine del periodo festivo e, in questo secondo caso, utilizzata nuovamente l’anno successivo.

Condividi questo articolo


Iscriviti alla newsletter di Hellogreen