VOC e formaldeide: come combattere l'inquinamento indoor

Inquinamento indoor: VOC e formaldeide come eliminarli

L’inquinamento indoor è una delle principali cause di allergie, disturbi all’apparato respiratorio e al sistema nervoso e, se non è tenuto sotto controllo, nel lungo periodo può provocare anche la morte.

Più dell’80% del tempo in una giornata, viene trascorso dall’uomo in ambienti chiusi come la casa, l’ufficio, la scuola, i locali pubblici e i mezzi di trasporto. Respirare aria inquinata in ambienti chiusi ha effetti sulla salute addirittura peggiori di quelli causati dall’inquinamento outdoor, come lo smog e le polveri sottili, soprattutto per bambini e anziani.

Uno studio britannico del Royal College of Physicians e del Royal College of Paediatrics and Child Health già nel 2012  aveva ritrovato nell’inquinamento indoor, la causa principale di morte per 99mila persone in Europa. A soffrire di più sono naturalmente le categorie di persone più deboli, come gli anziani e soprattutto i bambini, che possono contrarre, nei primi anni di vita, gravi problemi sullo sviluppo di cuore, polmoni, cervello, sistema ormonale e immunitario a causa dall’esposizione a sostanze inquinanti in ambiente domestico.

Tra le principali fonti di inquinamento indoor ci sono i VOC (volatile organic compounds) e tra questi, la formaldeide, sostanza chimica presente in moltissimi oggetti di uso comune e quotidiano, come mobili, vernici e prodotti per la pulizia della casa e la cosmetica. 

Che cos’è l’inquinamento Indoor?

Secondo il Ministero dell’ambiente, si definisce inquinamento indoor “la presenza nell’aria di ambienti confinati di contaminanti fisici, chimici e biologici non presenti naturalmente nell’aria esterna di sistemi ecologici di elevata qualità”.

La composizione dell’atmosfera all’interno degli edifici è il risultato dell’associazione di fonti inquinanti presenti all’esterno (come smog e polveri sottili) e le fonti inquinanti presenti all’interno degli edifici. La pericolosità dell’inquinamento indoor dipende dalla tipologia di sostanza inquinante presente nell’aria, dalla sua concentrazione e dal tempo di esposizione dell’individuo a quella specifica sostanza.

Le principali fonti di contaminanti indoor sono:

  • i materiali da costruzione
  • gli impianti di riscaldamento, condizionamento e cottura dei cibi
  • i mobili e gli arredi
  • i rivestimenti (pitture murali, vernici, pavimenti)
  • i prodotti per la manutenzione e la pulizia (detersivi, insetticidi, detergenti)

L’inquinamento indoor si può suddividere in tre tipologie diverse a seconda del tipo di sostanza inquinante presente nell’aria e dalle cause che la generano:

  • inquinamento biologico: è causato da polvere, batteri, virus, muffe, funghi, pollini e animali.
  • inquinamento fisico: è causato principalmente da fibre minerali, particolarmente utilizzate per l’isolamento termo-acustico e come rinforzo nei prodotti plastici e calcestruzzi, dalle nanoparticelle e dall’elettromagnetismo.
  • inquinamento chimico: è causato da sostanze chimiche contenute nell’aria. Tra le forme di inquinamento indoor è il più pericolo e il più diffuso. Vi siete mai chiesti, ad esempio, qual è il “prezzo” da pagare per avere un pavimento a basso costo, che imiti materiali quali legno, pietra o marmo? E  da che cosa sono composti colle, sigillanti e guarnizioni che offrono prestazioni ottimali in brevissimi tempi? Per non parlare di tutti quei prodotti per la pulizia della casa e per la cosmesi a basso costo. In questi prodotti di largo consumo si trovano sostanze chimiche pericolosissime per la salute, i cosidetti VOC  e la formaldeide.
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inquinamento indoor: come combattere la presenza di voc e formaldeide

 

Che cosa sono i VOC?

I VOC (volatile organic compounds) sono composti chimici di vario genere, formati da molecole di differente natura, ma la cui caratteristica principale che li differenzia dagli altri composti chimici è la volatilità: ovvero la capacità di evaporare facilmente nell’aria a temperatura ambiente. Proprio a causa di questa caratteristica, i VOC possono essere originati sia in maniera naturale sia dall’uomo attraverso la miscela di sostanze chimiche contenenti molecole di carbonio. L’industria chimica ha spesso utilizzato queste sostanze per produrre molti prodotti di uso comune come: pesticidi, solventi, colle e vernici; utilizzati nel settore edile per la costruzione di mobili e arredi e nel settore cosmetico per trucchi, smalti, lacche e creme per capelli e per il corpo, oltre che in prodotti per la pulizia della casa come detersivi e detergenti. 

Tra i vari VOC, uno dei più pericolosi per la salute è la formaldeide (formalina, formol).
La formaldeide è un gas tossico, incolore e dall’odore acre che si trova ad alte concentrazioni in resine sintetiche, colle, solventi, conservanti, disinfettanti e deodoranti, detergenti, cosmetici, tessuti. Questa sostanza è inoltre presente nell’industria alimentare come conservante, in alcuni additivi alimentari (con sigla E240 ed anche E239 ). Nello scegliere quali cibi mettere nel carrello della spesa, è importante leggere sempre le etichette e fare particolarmente attenzione a tutti i cibi a lunga conservazione come salumi e cibi affumicati ma anche formaggi e alcune tipologie di frutta, tra cui le mele.

Gli effetti della formaldeide sulla salute sono molti e di elevata pericolosità:  il gas infatti risulta irritante per le mucose oculari e delle prime vie aeree e l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro nel 2004 l’ha classificata nel gruppo dei cancerogeni con cui l’uomo può entrare in contatto per inalazione e per ingestione.

Non è un caso che l’unica misura cautelativa per gli ambienti chiusi indicata dalla normativa italiana riguarda la formaldeide: la Circolare n. 57 del 22/06/1983 del Ministero della Sanità fissa come limite massimo di esposizione all’inquinante il valore di 0,1 ppm negli ambienti di vita e di soggiorno nei quali siano stati utilizzati schiume di urea-formaldeide, compensati, truciolati, conglomerati di sughero, ma anche manufatti provenienti da settori diversi da quello dell’edilizia, quali il settore tessile, quello della carta, delle vernici, degli abrasivi, e della moquette. Questo significa che, l’importazione e l’immissione in commercio di prodotti contenenti formaldeide, non può più avvenire, se non nei limiti di concentrazione di tale sostanza nei prodotti, che deve essere inferiore al valore di 0,1 ppm (0,124 mg/m3 ).

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Guarda il video sull’inquinamento indoor

Come si combatte l’inquinamento indoor?

Per combattere l’inquinamento indoor bisogna cercare, per quanto possibile, di mantenere uno stile di vita sano e sostenibile, facendo attenzione, nella gestione degli ambienti e dei prodotti da acquistare, con lo scegliere sempre soluzioni il più naturali e ecologiche possibile.

Ecco alcuni consigli facili da mettere in pratica e molto utili per combattere il formarsi di muffe, VOC e formaldeide e migliorare la qualità dell’aria negli ambienti di casa:

  •  regolare il sistema di riscaldamento (in inverno) e raffreddamento (in estate) affinché la temperatura sia sempre compresa fra i i 18° ed i 22° con un’umidità relativa inferiore al 45%.  Così facendo si limiterà il formarsi di muffe negli angoli della casa e si avrà otterrà anche un notevole risparmio energetico in bolletta.
  • assicurarsi una costante e corretta ventilazione degli ambienti: il ricambio dell’aria è molto importante per diminuire la concentrazione di sostanze inquinanti, presenti in quantità maggiore negli ambienti interni piuttosto che all’esterno.
  • evitare di stendere la biancheria in casa ad asciugare e, se lo fate, ricordatevi di aprire le finestre: l’umidità dei capi bagnati e le sostanze dei detersivi utilizzati per il lavaggio, sono tossiche e contribuiscono alla formazione di muffe e batteri.
  • in presenza di impianti di condizionamento, ventilazione ed umidificazione, è fondamentale provvedere ad una corretta manutenzione e pulizia: se non adeguatamente controllati e puliti, questi impianti possono diventare causa di propagazione di virus stagionali. Gli ambienti più a rischio sono quelli dove è presente un tasso di umidità maggiore, come bagno e cucina, che devono quindi essere mantenuti sempre ventilati.
  • preferire mobili e arredi in legno massello o in generale mobili contrassegnati con la classificazione E1 (a bassa emissione di formaldeide) o FF (senza formaldeide) al posto del truciolato o dei mobili laccati e smaltati: questo tipo di arredi è uno dei luoghi dove più si trova la presenza della formaldeide.
  • utilizzare prodotti per la pulizie e detersivi ecologici, fatti con prodotti naturali dermatologicamente testati e con certificazioni ambientali che ne attestino la qualità.
  • mantenere un ambiente di casa fresco e pulito, eliminando la polvere e lavando lenzuola, federe e tappeti con frequenza e regolarità.
  • se dovete imbiancare casa, utilizzate pitture antibatteriche e antiquinanti al posto delle tradizionali vernici, che sono una delle principali fonti per la formazione di VOC e formaldeide.
  • se dovete ristrutturare casa, pensate a serramenti e infissi il legno ed alluminio, capaci di garantire benessere igrometrico, e progettate gli ambienti in modo che ci sia la giusta quantità di ventilazione e luce naturale
  • per l’isolamento termo-acustico dell’edificio, sostituite le lane minerali con funzione isolante, con materiali naturali vegetali e animali come isolanti di canapa, lino, fibra di legno e lana di pecora.
  • agli abiti sintetici, preferite tessuti naturali come cotone, canapa e lino, soprattutto se tinti con tinture chimiche.
  • per diminuire l’inquinamento indoor causato dall’elettromagnetismo, si può cominciare con alcuni semplici accorgimenti, tra cui: evitare di far passare cavi elettrici vicino alla zona letto e al divano, dal momento che il nostro corpo risente maggiormente dei campi elettromagnetici durante il sonno; evitare di installare lampade a basso consumo o dotate di un trasformatore in posti vicino ai quali una persona passa molto tempo e installare un disgiuntore di corrente nelle camere da letto, per annullare la tensione da tutte le apparecchiature o le prese collegate, quando non sono in funzione. 
  • non fumare e soprattutto, non fumare in ambienti chiusi per evitare che le sostanze tossiche vengano sprigionate nell’aria e assorbite dalle pareti, restino così a lungo nell’ambiente.
  • arredare la casa con piante antismog: alcune tipologie di piante da appartamento sono infatti in grado di assorbire le sostanze tossiche presenti nell’aria.
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Strumenti di rilevazione dell’inquinamento indoor

La valutazione della concentrazione di VOC e altre sostanze inquinanti globalmente presenti nell’aria può essere effettuata utilizzando fiale campionatrici contenenti materiali assorbenti diversi a seconda delle specie in esame, che contengono come elemento in grado di assorbire le sostanze inquinanti, il carbone attivo. In questo caso, il campionamento può essere effettuato in due modalità: la prima (campionamento attivo in flusso) si svolge aspirando una quantità nota di aria all’interno della fiala, la seconda (campionamento passivo o diffusivo) si svolge utilizzando delle fiale in grado di assorbire in modo passivo gli inquinanti dall’ambiente. Una volta effettuato il campionamento, queste fiale devono essere analizzate in un secondo tempo presso un laboratorio specializzato, e questo rallenta molto i tempi di attivazione di soluzioni specifiche.

Un’altra modalità per rilevare l’inquinamento indoor in maniera più immediata, ma meno accurata, sono gli strumenti di rilevazione portatili, che si possono inserire nelle abitazioni, uffici e luoghi dove si trascorre la maggior parte del tempo. Tra i dispositivi di rilevazione presenti in commercio, nel 2015 è nato Nuvap N1, un dispositivo di rilevazione portatile per uso domestico, ideato da un team di ricerca tutto italiano, in grado di rilevare fino a 24 diversi parametri ambientali, tra cui la presenza di VOC, formaldeide, gas radon, radioattività, e elettromagnetismo. Esiste infine un dispositivo portatile simile per monitorare l’inquinamento dell’aria outdoor: si chiama AirVisual Node ed è stato ideato e progettato da una startup in Cina, dove il problema dell’inquinamento atmosferico sta raggiungendo livelli molto elevati. 

 

 

 

 

 



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