Un procedimento poco costoso e molto semplice
L’energia prodotta dagli aquiloni non richiede grandi investimenti né grosse somme di denaro, oltre ad avere contenuti costi di gestione: si prevede che su larga scala il costo di questo tipo di energia sarà di circa 5 centesimi per kWh, la metà di quella prodotta al giorno d’oggi negli impianti eolici off-shore. Questo dovrebbe essere un motivo in più per abbandonare i generatori a gasolio e le fonti di energia dipendenti dal carbone.
Ma come funziona l’impianto? Due aquiloni di notevoli dimensioni (fino a 70 metri quadrati) simili a dei parapendii saranno collegati con una turbina: il primo, grazie al vento, salirà fino a un’altezza di 450 metri, tirandosi dietro una corda collegata a un alternatore all’interno della turbina stessa, generando così energia. Quando il primo aquilone scenderà, sarà la volta dell’altro e così via: la produzione di energia sarà quindi costante. Il fatto è che gli aquiloni possono volare ad altezze ben superiori a quella di una normale turbina, là dove di solito i venti sono più forti.
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Un modo innovativo per rispettare l’ambiente
Dopo una prima fase di sperimentazione nell’Essex, per l’attivazione del progetto è stata scelta apposta una delle zone più ventose della Gran Bretagna, isola che si trova tra il Mare del Nord e l’oceano Atlantico, quindi molto esposta ai fenomeni atmosferici: secondo le previsioni della Kite Power Solutions, saranno soltanto 10 i giorni all’anno di mancata produzione di energia. Se dovesse mancare il vento o in situazioni di maltempo, gli aquiloni potranno essere rapidamente smontati e spostati in altre zone, garantendo efficienza e continuità nella fornitura.
E siccome a settembre 2016 il governo britannico ha approvato il progetto per la costruzione di una nuova centrale nucleareAMP nel Somerset, la Hinkley Point C, a questa contestata iniziativa è stato replicato che un impianto con 1000 aquiloni sarebbe capace di produrre la stessa energia, ma con molti meno rischi, per l’ambiente e per l’uomo.