Come risparmiare in cucina: 5 trucchi infallibili

Come risparmiare in cucina: 5 trucchi infallibili

Dalla creazione di una lista della spesa intelligente, a un uso consapevole degli elettrodomestici e all’ottimizzazione della preparazione dei pasti, ecco alcuni semplici consigli da mettere subito in atto per risparmiare energia, gas e denaro in cucina.

La cucina è senza dubbio il cuore delle nostre case: è il luogo dove cominciamo le nostre giornate con una deliziosa colazione, dove ci coccoliamo con una pausa caffè a metà mattinata, quello dove ci ritroviamo in famiglia a fine giornata e dove trascorriamo del tempo di qualità in compagnia dei nostri amici -oltre che quello dove prepariamo quotidianamente i nostri pasti. In altre parole, in genere uno degli ambienti domestici in cui trascorriamo più tempo, pari forse soltanto alla camera da letto. Non stupisce dunque che, tra fornelli, forni, frigoriferi e luci, sia anche quello dove in genere sprechiamo più energia e gas, spesso senza rendercene conto.

Piccoli sprechi che, quando sommati giorno dopo giorno, non solo si riflettono sui costi in bolletta, ma hanno anche un impatto considerevole sull’ambiente. Un uso inefficiente delle risorse, infatti, contribuisce all’aumento delle emissioni di CO2 e di altri agenti inquinanti presenti nell’aria, peggiorandone la qualità, con effetti a catena sugli ecosistemi naturali.

La buona notizia è che, dalla cottura a fuoco spento all’ottimizzazione dell’uso di elettrodomestici come freezer e forno, fino alla gestione oculata della spesa e alla preparazione intelligente dei pasti, esistono molti modi per risparmiare in cucina, sia in termini di energia e gas che di cibo e denaro, e per avere di riflesso un approccio più sostenibile verso il consumo delle risorse naturali, oggi sempre più scarse.

Ridurre gli sprechi alimentari, che secondo iDati ufficiali del Consiglio Europeo rappresentano circa un terzo del cibo prodotto lungo l’intera filiera alimentare (il totale del cibo sprecato o addirittura buttato ammonta a oltre 87,6 milioni di tonnellate all’anno soltanto nei Paesi UE), infatti, è altrettanto importante per risparmiare economicamente e per contribuire a uno stile di vita complessivamente più responsabile.

Ecco alcune semplici strategie da mettere subito in atto per risparmiare ENERGIA in cucina (E NON SOLO), ottimizzando non solo il modo in cui facciamo la spesa, ma anche quello in cui cuciniamo e conserviamo i nostri alimenti/pasti preparati.

5 consigli per risparmiare in cucina, dalla spesa alla preparazione dei pasti

Un approccio consapevole alla cucina può davvero fare la differenza sia per il nostro portafoglio che per l’ambiente. Ecco 5 semplici consigli che, se messi in atto quotidianamente, ci aiuteranno a risparmiare fino a centinaia di euro all’anno.

Fare una lista della spesa intelligente

Uno dei modi più efficaci per risparmiare in cucina è pianificare attentamente gli acquisti settimanali, in modo da eliminare gli sprechi alla radice. Il modo migliore per farlo è sicuramente quello di compilare una lista della spesa, idealmente organizzata per categorie di alimenti, ovvero divisa in:

  • carboidrati (come pane, pasta, riso, patate, etc.);
  • proteine, meglio se di origine vegetale in quanto a più basso impatto ambientale (come fagioli, ceci, tofu, seitan, e piselli, ma anche yogurt vegetale, latte e bevande vegetali);
  • grassi sani (olio extra-vergine di oliva, frutta secca, etc.);
  • frutta e verdura, se necessario anche congelata, meglio se fresca e di stagione, non solo più ricca di gusto, ma anche meno inquinante per il Pianeta rispetto a quella importata da Paesi lontani, in quanto non deve percorrere lunghe distanze prima di arrivare sulle nostre tavole. Tra il resto generalmente gli ortaggi e la frutta di stagione sono anche meno cari;

Un utile stratagemma che ci può aiutare nel compilare questa lista è quello di stilare precedentemente un menù settimanale sanoche includa tutti i pasti che prevediamo di consumare nei giorni successivi (se possibili includiamo anche gli snack e le colazioni, in modo da avere già un’idea di massima delle diverse alternative che potremo consumare), facendo riferimento in primo luogo agli ingredienti che abbiamo già in frigo e dispensa, o che sono prossimi alla scadenza. Una volta fatto questo, non ci resterà che utilizzare il menù come punto di riferimento in primis per individuare quali sono gli ingredienti che ci serviranno per le varie ricette, quali abbiamo già in casa, e quali invece quelli da includere nel nostro elenco di cose da comprare al supermercato.

Una volta che avremo ultimato la nostra lista della spesa (ricordiamo di includere anche degli ingredienti di base, come sale, aceto, farina, erbe aromatiche e così via), non resterà che attenersi a essa (forse la parte più difficile, in quanto la disposizione dei cibi sugli scaffali dei grandi supermercati è pensata proprio per invitarci ad acquistare cibi di cui spesso non abbiamo neppure bisogno).

In questo modo eviteremo non solo di fare acquisti impulsivi o di riempirci la casa con cibi confezionati poco sani, ricchi di zuccheri, sale, o grassi idrogenati, ma anche di mettere nel carrello solo ciò di cui abbiamo veramente bisogno, cosa molto utile se stiamo cercando di ridurre al minimo gli sprechi alimentari, ma anche di seguire una dieta più sana ed equilibrata e, cosa sicuramente non da meno, di gestire al meglio le nostre finanze.

Risparmiare gas e tempo con il batch cooking

Cucinare in grandi quantità è un altro metodo efficace per risparmiare gas ed energia in cucina, ma anche per dimezzare il tempo passato davanti ai fornelli – per molti un’attività poco piacevole, che spesso impedisce o rende più difficile il seguire un’alimentazione sana ed equilibrata.

Ad esempio, possiamo ottimizzare l’uso del forno, uno degli elettrodomestici più dispendiosi in cucina, cuocendo più piatti contemporaneamente, in modo da sfruttare al massimo il calore già generato. Ad esempio, possiamo preparare una teglia di verdure al forno e una torta salata nello stesso momento.

Altre ottime dritte per ottimizzare l’uso del forno sono quelle di evitare di aprire continuamente lo sportello del forno per controllare lo stato di cottura (ogni volta che lo facciamo, infatti, una grande quantità di calore viene dispersa, costringendo il forno a consumare più energia per mantenere la temperatura interna), ma anche di spegnere l’elettrodomestico qualche minuto prima del termine della cottura. Il calore residuo sarà sufficiente a completare la cottura dei cibi, senza sprecare ulteriori risorse.

Lo stesso principio si applica anche alla cottura su fornelli, utilizzando il cosiddetto metodo del batch cooking, che consiste nel cucinare grandi quantità di cibo in un’unica volta per poi utilizzarlo durante la settimana. Ad esempio, possiamo cuocere grandi porzioni di cereali come riso, quinoa o farro, ma anche di verdure al vapore o saltate in padella, e di legumi come ceci o lenticchie, che andremo poi a porzionare e riporre in frigo o, se necessario, congelare per consumarle in un secondo momento.

Questo ci permetterà di avere già pronti gli ingredienti di base che potremo poi combinare in modi diversi nei giorni successivi, evitando quindi di dover cucinare ogni giorno partendo da zero. Ad esempio, possiamo utilizzare il riso cotto per un’insalata fredda il lunedì, come accompagnamento per un curry il martedì, e infine per un riso saltato con verdure il mercoledì. Insomma, un bel risparmio non solo tempo ed energia, ma anche di stress, in quando avremo sempre la possibilità di scegliere tra diverse opzioni di piatti sani ogni giorno ed eviteremo di sprecare cibo.

Riutilizzare gli avanzi per risparmiare gas e ridurre lo spreco alimentare

Un’altra accortezza semplice da mettere in pratica per risparmiare in cucina è quella di riutilizzare gli avanzi di cibo, che oltre ad essere un ottimo modo per ridurre lo spreco alimentare e, di conseguenza, il nostro impatto sull’ambiente, può anche aiutarci a contenere le nostre spese mensili. Senza contare che ci permette di sperimentare in cucina, provare nuovi sapori e scoprire abbinamenti inaspettati, pur mantenendo un’alimentazione complessivamente sana.

Ad esempio, se ci avanzano delle verdure arrostite, possiamo mescolarle a delle uova in una frittata (o a una pastella di farina di ceci e acqua per una ricetta completamente vegetale), creando un piatto ricco e nutriente da abbinare con una fonte di carboidrati e una porzione di verdura. Oppure, dei legumi come ceci e lenticchie che abbiamo cotto il giorno precedente, ma che ci hanno già stufato, possono essere utilizzati per preparare un gustoso hummus o delle ottime polpette completamente vegetali.

Se invece abbiamo del riso avanzato, possiamo realizzare un ottimo riso saltato, semplicemente cuocendo il tutto a fuoco medio-alto in una padella antiaderente con un filo d’olio d’oliva, la verdura che abbiamo a disposizione e una spruzzata di salsa di soia. Il pane secco può altresì essere trasformato in una deliziosa zuppa autunnale, arricchita da verdure di stagione come cavolo nero e patate, perfetta per affrontare le prime giornate fredde con gusto e colore. Il trucco è essere quello di sprigionare la nostra creatività e non avere paura di sperimentare!

Scongelare in frigorifero per risparmiare energia

Un trucco spesso sottovalutato per risparmiare energia in cucina è quello di scongelare i cibi direttamente in frigorifero. Questo metodo richiede un po’ di pianificazione, ma è molto più efficiente dal punto di vista energetico rispetto all’uso del microonde o a lasciare i cibi a temperatura ambiente.

Quando mettiamo gli alimenti congelati in frigorifero, infatti, non solo permettiamo a questi di arrivare a temperatura ambiente in modo sicuro, soprattutto rispetto all’uso del microonde, che tende invece a scongelarli in modo non uniforme, creando zone calde e zone ancora ghiacciate e dunque aumentando il rischio di proliferazione batterica (oltre che generare un aumento temporaneo della temperatura all’interno del dispositivo, costringendolo a lavorare di più per mantenere la temperatura ottimale), ma aiutiamo anche il frigo a mantenere una temperatura interna più bassa, riducendo lo sforzo richiesto per raffreddare l’ambiente. In altre parole, un semplice accorgimento che può però contribuire a un risparmio significativo nel lungo periodo, oltre a garantire che il cibo sia scongelato in modo più sicuro.

Al tempo stesso, ricordiamo che non è né sicuro, né sostenibile da un punto di vista economico e ambientale, ricongelare gli alimenti che sono stati scongelati, specialmente se sono stati lasciati a temperatura ambiente per più di due ore. Durante il processo di scongelamento, infatti, i batteri possono proliferare, soprattutto se l’alimento ha raggiunto temperature superiori ai 4 gradi Celsius. Ricongelare questi alimenti significherebbe potenzialmente intrappolare i batteri all’interno, aumentando il rischio di malattie alimentari quando questi verranno nuovamente cotti e consumati. Inoltre, la qualità degli alimenti può deteriorarsi, poiché la cristallizzazione del ghiaccio ne altera la consistenza e il sapore.

Sperimentare con la cottura pasta a fuoco spento

La cottura della pasta a fuoco spento, o a fuoco bassissimo, nota anche come cottura “passiva”,è un altro ottimo modo per risparmiare gas in cucina e ridurre, soprattutto nel lungo periodo, i costi in bolletta.

Questo metodo, scoperto alla fine del Settecento e reso nuovamente popolare qualche anno fa grazie anche a un post condiviso su Facebook dal premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi, ha infatti il grande pregio di aiutarci a risparmiare fino al 50% di gas rispetto ai metodi di cottura tradizionali.

Ma come funziona la cottura pasta a fuoco spento?

Ecco come possiamo mettere in pratica la cottura passiva della pasta (o a fuoco spento) in 5 semplici passaggi:

  1. Portare l’acqua a ebollizione: mettiamo l’acqua sul fuoco e aspettiamo che raggiunga il bollore;
  2. Aggiungere la pasta: una volta che l’acqua bolle, versiamo la pasta e mescoliamo per evitare che si attacchi;
  3. Spegnere il fuoco: copriamo la pentola con un coperchio, lasciamo cuocere in maniera tradizionale per due minuti, poi spegniamo il fornello (o mettiamolo su fiamma molto bassa);
  4. Lasciare cuocere con il calore residuo: lasciamo la pasta cuocere nel calore dell’acqua, seguendo il tempo indicato sulla confezione (tenendo conto anche dei due minuti di cottura “tradizionale”). Mescoliamo ogni tanto per evitare che si attacchi;
  5. Scolare la pasta: trascorso il tempo di cottura, scoliamo la pasta come di consueto e condiamola a piacere.

Il risultato è una pasta cotta alla perfezione, a dispetto di quanto potrebbero pensare i puristi di questa colonna portante della cultura italiana, ma senza la necessità di mantenere la fiamma accesa per tutto il tempo, cosa che rende la cucina non solo più sostenibile, ma anche più efficiente.

Perché funziona la cottura pasta a fuoco spento?

Il funzionamento di questa particolare tecnica di cottura passiva della pasta -in realtà applicabile anche a altri alimenti che cuociono per ebollizione, come riso, cereali, legumi, zuppe e stufati, e verdure bollite- è molto semplice: il coperchio limita infatti la dispersione di calore, che rimane intrappolato all’interno della pentola, accelera il processo di ebollizione e mantiene la temperatura costante. Ciò significa che la pasta continua a cuocere nel calore residuo presente nell’acqua, senza la necessità di mantenere il fornello acceso, riducendo così il consumo di gas o elettricità.

In termini concreti, esistono prove scientifiche del perché la cottura pasta a fuoco spento è migliore per l’ambiente (e per il portafoglio)?

Uno studio scientifico condotto da Perfect Food Consulting per i Pastai italiani di Unione Italiana Food ha analizzato i risparmi energetici, le emissioni di CO2 equivalente e il consumo di acqua derivanti da tre accorgimenti per cuocere la pasta.

Ecco cosa è emerso:

  • Uso del coperchio: tenere il coperchio sulla pentola mentre portiamo l’acqua a ebollizione può ridurre il consumo energetico e le emissioni di CO2 fino al 6%.
  • Quantità di acqua: utilizzando 700 millilitri di acqua invece di un litro per 100 grammi di pasta (quantità ottimale per la cottura a fuoco spento), si risparmia il 30% di acqua e si riducono energia ed emissioni di CO2 del 13%;
  • Cottura passiva: dopo i primi 2 minuti di cottura tradizionale, spegnere il fuoco e continuare la cottura a calore residuo con il coperchio permette un risparmio fino al 47% di energia e emissioni di CO2.

Insomma, non resta che provare la cottura a freddo per la pasta e cominciare a risparmiare gas e energia in cucina! Con questi trucchi e un po’ di costanza, cominceremo a notare i primi risparmi in bolletta già dopo poche settimane!

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